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mercoledì 18 ottobre 2017

IT (2017) DI ANDRÉS MUSCHIETTI [NO SPOILER]


Non tutti i remake (o reboot o revival, chiamateli come vi pare) vengono per nuocere. Soprattutto quelli che si rifanno a prodotti televisivi di scarsa qualità come la miniserie "IT" del 1990, diretta da Tommy Lee Wallace, tratta dall'omonimo romanzo nato dalla penna del Re della letteratura Thriller-HorrorStephen King, e inspiegabilmente divenuta con gli anni un vero e proprio cult che, notiamo in questi giorni avere molti più strenui difensori di quanti in realtà ne meriterebbe, visto il livello veramente infimo del prodotto, di cui sentiamo di salvare solo il protagonista, il malefico e sanguinario clown Pennywise, ai tempi interpretato da Tim Curry.


Ventisette anni dopo, quasi a citare la ciclicità delle apparizioni del malvagio Clown amante dei palloncini in quel di Derry - Maine, l'argentino Andrés Muschietti porta IT al cinema per la prima volta dalla pubblicazione del romanzo, per rinverdire la memoria di coloro che ebbero a che fare con la suddetta miniserie e per proporre alle nuove generazioni la sua versione dei fatti che poi, alla fine, non si discosta nemmeno così tanto da quella narrata nello sceneggiato anni '90.


La trama, in poche parole: nel 1988 la cittadina americana di Derry, nel Maine, viene funestata da un'entità misteriosa che si accanisce sui bambini facendoli sparire letteralmente nel nulla. Dei ragazzi autodefinitisi Il club dei perdenti, ovvero Beverly (Sophia Lillis), Richie (Finn Wolfhard), Bill (Jaeden Lieberher), Eddie (Jack Dylan Grazer), Stan (Wyatt Oleff), Mike (Chosen Jacobs) e Ben (Jeremy Ray Taylor), sette amici che hanno in comune esistenze abbastanza tormentate sia sul fronte familiare che su quello pubblico, decidono di affrontare insieme e sconfiggere questa entità, che appare loro nelle vesti del clown Pennywise (Bill Skarsgård) e che scopriranno essere la causa della scomparsa di Georgie (Jackson Robert Scott), il fratellino di Bill.


Sebbene il romanzo scritto da Stephen King sia un vastissimo insieme di trame e sottotrame, la trasposizione cinematografica attuata da Muschietti, così come l'omonima miniserie TV anni '90, percorre una storyline senza particolari diramazioni narrative, concentrandosi quasi esclusivamente sulla lotta tra i sette ragazzi (abbastanza ben caratterizzati, chi più chi meno) e il malefico Clown.


Ciò in cui però differiscono i due prodotti, è lo stile narrativo: il TV Show puntava molto di più sull'inquietudine provocata dal Pennywise/Tim Curry, mentre la trasposizione cinematografica allarga i propri orizzonti e può essere considerata Horror (a forti tinte splatter) a tutto tondo, con un altissimo tasso di Gore, portato da scene abbastanza raccapriccianti (da mani sugli occhi) e condite alla perfezione da numerosi Jumpscare. Inoltre il Pennywise odierno inquieta, se possibile, ancora di più di quello anni '90, risultando anche più feroce e sanguinario del suo omologo televisivo.
Non mancano tuttavia momenti distensivi in cui assistiamo a veri e propri siparietti comici infarciti di battute strapparisate (in questo senso il personaggio di Richie è una vera e propria miniera) atte a far riposare la mente e il corpo dopo scene nelle quali la tensione e la strizza si tagliano letteralmente con il coltello.


Dati i tempi che corrono, il film cavalca l'onda dell'effetto nostalgia, senza mai però risultare stucchevole. Numerose sono le citazioni anni '80, cinematografiche e non, e pare proprio che Muschietti, nel girare IT, abbia decisamente e grandemente tratto ispirazione da quei fenomeni cult che rispondono ai titoli di Stand by me (altra trasposizione cinematografica di un racconto Kinghiano, The Body), Goonies, E.T. nella stessa maniera in cui i Duffer Brothers hanno fatto girando per Netflix la serie Stranger Things, divenuta già cult a nemmeno un anno dalla sua apparizione. Se pensiamo inoltre che Richie, uno dei componenti del Club dei perdenti, è interpretato dallo stesso Finn Wolfhard presente anche nel cast della suddetta serie, l'accostamento risulta ancora più automatico.


Ma l'effetto nostalgia non è l'unico punto di forza di questo nuovo IT. La regia e gli effetti visivi sono elementi che impreziosiscono l'opera del regista argentino a dispetto di un budget alquanto esiguo a disposizione, tanto da fare sembrare ancora più incredibili gli incassi che la pellicola sta registrando in giro per il mondo. Infine il cast, composto quasi esclusivamente da ragazzi che appaiono molto più in parte dei loro predecessori, con particolare riferimento alla bravissima (e anche carina) Sophia Lillis e al più volte citato Finn Wolfhard. Senza ovviamente tralasciare Bill Skarsgård, di cui abbiamo già tessuto le lodi in precedenza.
Ovviamente non anticipiamo nulla delle scene topiche del film, che arriverà nelle sale italiane il 19 ottobre con il rating V.M. 14 (ma qualcuno avrebbe voluto addirittura il V.M. 18, e non ci sentiamo di dargli torto), ma state sicuri che uscirete dal cinema alquanto sconvolti e, alla fine, galleggerete tutti.
Appuntamento al 2019 con la seconda parte, presumibilmente ambientata ai giorni nostri.
Voto: 9. Un film da paura che rende finalmente giustizia al capolavoro letterario da cui è tratto.
Luca Cardarelli







    

lunedì 16 ottobre 2017

USCITE HOME VIDEO UNIVERSAL NOVEMBRE 2017: SPIDER-MAN HOMECOMING, LA TORRE NERA E MOLTO ALTRO.

A novembre, grande cinema e grandi serie TV per quanto riguarda l'Home Video targato Universal e Sony:
finalmente, avremo la possibilità di rivedere, nei tre formati DVD, Bluray e 4k Ultra HD, film come SPIDER-MAN HOMECOMING, primo film dell'Uomo Ragno prodotto da Sony e Marvel Studios,  disponibile anche in Bluray 3d, e LA TORRE NERA, trasposizione non convenzionale del ciclo di racconti del Re della Letteratura Thriller-Horror, Stephen King, con protagonisti Matthew McConaughey e Idris Elba.



Oltre a questi, che potremmo definire i titoli di punta dell'offerta Universal, avremo altri titoli come IL CULTO DI CHUCKY, in DVD, settimo capitolo della saga della Bambola Assassina,


La commedia demenziale CRAZY NIGHT - FESTA COL MORTO con Scarlett Joahnsson e Zoe Kravitz, in versione DVD e Bluray, 


Inoltre, tra i cofanetti delle serie TV, si segnalano vere e proprie chicche come le storiche BEWITCHED - VITA DA STREGA, A-TEAM e STURSKY & HUTCH. Tra le serie di Fantascienza, invece, DEAD ZONE (ancora Stephen King protagonista) e BATTLESTAR GALACTICA (BOXSET STAGIONI 1-4).




E per finire in bellezza, un altro cofanetto che farà brillare gli occhi dei più nostalgici in fatto di serie TV: HAPPY DAYS - BOXSET STAGIONI 1-4.


Per i più piccoli, invece, a novembre uscirà l'edizione home video di PAW PATROL - I CUCCIOLI SALVANO IL NATALE, disponibile in DVD, così come PEPPA PIG - IL CIRCO DI PEPPA e I RACCONTI DEI TEENAGE MUTANT NINJA TURTLES - RICERCATI: BEBOP E ROCKSTEADY




Questi titoli e molti altri ancora saranno sugli scaffali dei negozi a partire dal 15 novembre 2017.  Maggiori informazioni in merito saranno reperibili sul sito Universalpictures.it.

Luca Cardarelli

mercoledì 4 ottobre 2017

BLADE RUNNER 2049 (2017) DI DENIS VILLENEUVE [NO SPOILER]


Blade Runner del 1982 di Ridley Scott (versione Final Cut) terminava con l'agente Deckard e la sua amata replicante, o lavoro in pelleRachael (nell'anno di ambientazione 2019) che svanivano dietro le porte scorrevoli di un ascensore e la meravigliosa End Titles di Vangelis che ogni volta che la sentiamo subiamo scariche di brividi come non ci fosse un domani. 
Trentacinque anni dopo, Blade Runner ritorna, diretto da quello che negli ultimi tempi si è rivelato come uno dei migliori registi in circolazione, ovvero Denis Villeneuve


Nella cupa e nevosa Los Angeles siamo nel 2049, Deckard è sparito non si sa dove, i replicanti sono, grazie al progresso di trent'anni, ancora più evoluti, e la Polizia continua la sua opera di "ritiro" grazie agli agenti speciali Blade Runner, uno dei quali è K (Ryan Gosling), per gli amici Joe
K scopre qualcosa che potrebbe sconvolgere (in qualsiasi senso) il mondo e quindi viene incaricato di risolvere drasticamente il problema dal Tenente Yoshi (Robin Wright). Si è già scritto troppo della trama e quindi fermiamoci qui perché qualsiasi altro dettaglio si trasformerebbe in spoiler. 


L'attesa era tanta, inutile negarlo. La paura che Blade Runner 2049 rappresentasse un passo falso nella luminosa carriera di Denis Villeneuve, invece, era poca, ma c'era anch'essa. Possiamo già anticiparvi che potete stare tranquilli: il film è, oggettivamente (e sfidiamo chiunque a sostenere il contrario), bello. Anzi meraviglioso, stupendo, esaltante, almeno dal punto di vista tecnico. Tutto funziona perfettamente, dalle scenografie fantasmagoriche alle luci e i colori penetranti, dal sonoro strabiliante alla magnifica fotografia, fino ad arrivare alla regia grazie alla quale il regista canadese meriterebbe l'appellativo di Maestro. Roba da brividi, ma che diciamo, da Sindrome di Stendhal.  
Villeneuve bilancia bene il tanto abusato, in questi ultimi tempi, effetto nostalgia, citando Scott il giusto, introducendo anche nuovi dettagli tecnologici e spunti narrativi (alcuni anche piccanti) sicuramente apprezzabili. Anche la colonna sonora curata da Hans Zimmer, Johann Johannson e Bejamin Wallfisch è eccezionale, inferiore a quella di Vangelis, ma sicuramente sopra la media attuale. 


Ryan Gosling è il protagonista assoluto del film, essendo presente in quasi tutte le scene, ma, altra cosa apprezzabile, ci sono personaggi che, pur comparendo sulla scena per meno di dieci minuti a testa, risultano fondamentali per la costruzione della trama, come Sapper Morton (Dave Bautista) e Neander Wallace (Jared Leto). Poi c'è un Harrison Ford in grande forma e utilizzato molto meglio qui da Villeneuve che in Star Wars - Force Awakens da J. J. Abrams, sebbene la sensazione che ormai reciti sempre lo stesso ruolo è stata comunque abbastanza forte, vedendolo entrare in scena.


Ma ci sono due cosine due che non permettono, almeno da queste parti, di urlare al capolavoro supremo, come invece stiamo leggendo nelle numerose altre recensioni (italiane e non) apparse in questi giorni su social e sul web in generale: innanzitutto la storia principale che si dipana nelle due ore e quarantacinque di pellicola appare un po' troppo scontata. Forse era lecito aspettarsi qualcosa di diverso, e di un po' più originale, soprattutto se si parte dal presupposto che un noir su base distopica e fantascientifica, per di più un sequel come Blade Runner 2049, avrebbe a disposizione infinite piste narrative percorribili dagli sceneggiatori e dallo stesso regista. 


Il secondo appunto, forse più personale che oggettivo, è la freddezza che pervade il prodotto finito. Chiariamo una cosa: tutti conosciamo Villeneuve, e sappiamo che quello è un ingrediente preponderante della sua cinematografia. Ma forse l'estrema perfezione del comparto tecnico tracima anche in quello emotivo, e alla fine il film, seppur apprezzabile e, ripetiamo, bellissimo (uno dei migliori dell'anno, nonostante tutto) non coinvolge, non prende, non emoziona. Forse, a costo di sembrare eccessivamente pignoli, avrebbe dovuto essere un po' più sporco, imperfetto, come il suo irraggiungibile predecessore (irraggiungibile sia da questo che dalla quasi totalità delle pellicole di fantascienza uscite dal 1982 ad oggi) fu ai suoi tempi, e allora sì che il Capolavoro sarebbe stato servito. 
Il film uscirà in Italia giovedì 5 ottobre: si consiglia un ripasso della Final Cut Scottiana, con integrazione dei tre corti pubblicati per creare un collegamento trentennale  tra le due pellicole. 
Voto: 8 (media tra il 10 al comparto tecnico/estetico il 6 a quello narrativo). Denis Villeneuve non fa il miracolo tanto sbandierato, ci si avvicina solamente, pur dirigendo un film che non può e non deve essere considerato "uno dei tanti". 
Il problema è semmai che il Blade Runner di Ridley Scott è assolutamente inavvicinabile.
Luca Cardarelli