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sabato 21 giugno 2014

REVIEW: PER UN PUGNO DI DOLLARI


Dopo aver assistito alla riproposizione nelle sale di Pulp Fiction, è arrivato il turno anche del primo dei tre capitoli della Leoniana TRILOGIA DEL DOLLARO: sono infatti ben 50 anni che Sergio Leone portò sui Grandi Schermi, prima italiani, poi Americani, il film Per un pugno di Dollari, la sua personale idea del genere Western, ribaltando completamente gli schemi del Western classico (genere in netto declino all'epoca) proposti da autori come Zinnemann, Ford, Hawks e via discorrendo.


Il Maestro romano nei titoli di testa di "A Fistful of Dollars" (questo il titolo tradotto in inglese) si rinomina Bob Robertson (Roberto Roberti, in onore del padre, che usava lo stesso nome d'arte), perchè voleva entrare nelle grazie del pubblico oltreoceano, che all'inizio storse un po' il naso davanti a questo film italiano, girato in Spagna (Almeria), con un cast formato da perfetti sconosciuti (Eastwood era un attore esordiente che prima di allora aveva partecipato solo a serie TV e a B-movies e nessuno sapeva chi fosse GianMaria Volontè). Leone invitò tutti i suoi collaboratori, Morricone compreso, a tramutare i propri nomi e cognomi in inglese per lo stesso motivo.


In Italia, dopo i tentennamenti iniziali, il film riscosse un successo senza pari nella storia del cinema nostrano. Fu mantenuto in programmazione da molte sale fino all'uscita del secondo capitolo della trilogia, Per qualche dollaro in più. Lo stesso accadde in America. Il film divenne il capostipite del genere cinematografico denominato, a metà tra il serio ed il faceto, SPAGHETTI WESTERN. La cosa bella è che oggi molti registi americani si prodigano nell'omaggiare Sergio Leone ed i suoi allievi. L'ultimo esempio è quello di Quentin Tarantino che, come suo solito, ha attinto a piene mani dalla poetica Leoniana o, più in generale, dal genere SPAGHETTI WESTERN, per creare quel capolavoro che è Django Unchained. Ma nel corso degli anni possiamo trovare una miriade di citazioni dirette a questo film, in particolare: la mia mente ricade sempre sulla trilogia anni '80 di Ritorno al futuro, in particolare sul terzo episodio. In questo film, ambientato nel vecchio West, vediamo Marty McFly vestire i panni di uno straniero di nome Eastwood, Clint Eastwood. Come non citare poi l'escamotage dello sportello della stufa nascosto sotto il poncho (tra l'altro, lo stesso poncho portato dal vero Clint nel film di Leone), che fungerà da giubbotto antiproiettile in occasione del duello finale tra Marty McFly/ Clint Eastwood e Cane pazzo Tannen, riproponendo esattamente il duello finale tra Joe e Ramon in Per un pugno di dollari?


Lo stesso Sergio Leone, a sua volta, tramutò in chiave Western il film del Maestro giapponese Akira Kurosawa, La sfida del Samurai (Yojimbo), il quale plasmò il personaggio del Samurai solitario (che Leonè chiamò Joe lo straniero) su quello dell'Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni
Quindi da qui si può intuire come Quentin Tarantino non sia il primo, né tantomeno l'ultimo regista a citare, copiare, rimescolare e trasformare qualcosa di già esistente e anche da tanto tempo. Non a caso uno dei registi a cui è più affezionato il ragazzaccio di Knoxville è proprio Sergio Leone, il quale pure lo anticipò nell'arte del riciclaggio cinematografico.


Un film, Per un pugno di dollari, che tutti associano all'idea stessa di Western all'italiana o Spaghetti Western, proprio perché ne è il Manifesto. Duelli, primissimi piani, inquadrature originalissime (il dettaglio degli stivali lo si trovava addirittura negli sfondi disponibili di ben noti telefonini di origine finlandese) sangue a fiotti rossi che nemmeno una scatoletta squarciata di passata di pomodoro, sparatorie, inseguimenti a cavallo, ma soprattutto una colonna sonora da pelle d'oca (Morricone genio incontrastato ed incontrastabile in questo genere). Un film Canovaccio. Tutti gli ingredienti sono dosati alla perfezione ed il risultato è che 50 anni dopo la sua uscita questo film rimane il western preferito della maggior parte del pubblico di qualsiasi età e nazionalità.


Per un pugno di dollari, uscito nei cinema in questi giorni nella versione restaurata ad opera della Cineteca di Bologna, è un capolavoro imperituro della cinematografia non solo italiana, ma anche mondiale, che merita di occupare un posto nelle videoteche di tutti coloro amino definirsi Cinefili, insieme ai suoi due Fratelli: Per qualche dollaro in più, ma soprattutto Il Buono, il Brutto, Il Cattivo, anch'essi in futura programmazione (giugno/luglio 2014) nelle sale a marchio The Space Cinema di (quasi) tutta Italia




    Lo so, non si fa al cinema, ma non ho resistito... 

9 commenti:

  1. Evviva i restauri della cineteca di Bologna. Evviva il maestro del Western italiano e non. (E quel fottutissimo genio!) E poi...ammazza che invidiaaaa. ^_^

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    1. Ma sicuramente arriverà anche dalle tue parti... Non ci crederei se succedesse il contrario... L'estasi donatami da questo film mi ha fatto persino dimenticare che all'inizio della parte finale del film si sono magicamente riaccese le luci in sala, lasciando me e gli altri presenti di stucco. Dopo trenta secondi di indecisione mista a rabbia mi sono alzato e sono andato a segnalare il misfatto ai ragazzi all'ingresso del cinema che subito hanno provveduto sistemare tutto... Alla fine del film gli altri spettatori mi hanno ringraziato per l'intraprendenza...

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  2. La Trilogia del Dollaro del nostro grande Maestro Sergio Leone è una parte fondamentale del Cinema italiano e internazionale! Fa piacere, a 50 anni di distanza, che si faccia di tutto per restaurare, conservare e fare conoscere questi capolavori! Grande post Luca, davvero! E anche io, che invidia ^_^

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    1. Troppo gentile Peppe... E ora non mi resta che aspettare i prossimi due capitoli... Non vedo l'ora!!! (soprattutto il buono il brutto il cattivo, un tale colossal che definire capolavoro immenso sarebbe riduttivo).

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  3. lo devo programmare e vedere, apprezzo molto il grande Sergio Leone :)

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    1. Un genio assoluto!!! Non vedo l'ora che escano gli altri due capitoli della trilogia!!!

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  4. a me spiace che non ci sia Giù la testa, che è da sempre il mio preferito

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  5. Il mio preferito è il buono il brutto il cattivo. Un capolavoro. Non che gli altri non lo siano. Ma secondo me quello lo è ancora di più. :-)

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  6. Non vorrei vantarmi, ma è grazie al restauro della mia città che oggi si può andare al cinema a rivedere Per un pugno di dollari a 50 anni di distanza dall'uscita nei cinema

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