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giovedì 4 ottobre 2018

VENOM (2018) DI RUBEN FLEISCHER [NO SPOILER]


Bentornati nello Spider-Verse con il nuovo, attesissimo e chiacchieratissimo cine-comics stand alone di casa Sony dedicato ad uno dei più famosi antagonisti dell’Uomo Ragno: Venom.
Il film, diretto da Ruben Fleischer, già regista di Benvenuti a Zombieland del 2009 e Gangster Squad del 2013, vede al centro della scena Tom Hardy che interpreta il protagonista Eddie Brock, un reporter televisivo d’assalto al quale viene affidato un servizio sul dottor Carlton Drake (Riz Ahmed, che ricordiamo in Nightcrawler al fianco di Jake Gyllenhaal), multimiliardario impegnato con la sua Life Foundation nella ricerca finalizzata all’utilizzo di organismi alieni per allungare più del doppio l’aspettativa di vita umana, nonché alla colonizzazione di altri pianeti.


Brock scopre rovistando nelle mail della compagna avvocato Anne (Michelle Williams) che Drake nasconde brutali torture su cavie umane, utilizzate per i suoi esperimenti e decide di renderlo pubblico, non curante delle conseguenze sulla sua vita privata e, soprattutto, sulla sua salute, entrando in contatto con l’organismo alieno conservato nei laboratori della Life durante un blitz notturno, scortato dalla dottoressa Dora Skirth (Jenny Slate), collaboratrice di Drake.  


A dispetto di un budget di 100 milioni di dollari, un cast di prim’ordine, un regista non malvagio e figure tecniche degne di nota (per esempio, Matthew Libatique, che ha curato la fotografia per tutti i film di Darren Aronofsky tranne che per The Wrestler), Venom si rivela un film con parecchi problemi, primo tra tutti la sceneggiatura e, conseguentemente, la trama. Molti sviluppi narrativi sono lasciati all’immaginazione dello spettatore e i personaggi, salvo il protagonista e il villain, sono caratterizzati molto superficialmente, se non peggio. Poi è molto confusa e frettolosa la parte in cui dovrebbe essere spiegata la genesi degli elementi simbiotici che genereranno i Simbionti, ovvero le colonne portanti di tutta la storia.  La CGI, com il plot, risulta poco accattivante e degna di un film di fine anni ‘90/inizio anni 2000. Inoltre, stando all’opinione dei numerosi fan della saga fumettistica dedicata a Venom presenti alla proiezione stampa, la storia è stata parecchio stravolta, trasformando quello che era uno dei Villain più cattivi dell’Universo di Spider-Man, in un personaggio quasi positivo, quasi un eroe, piuttosto che un anti-eroe quale dovrebbe essere effettivamente.


Non si sa se sono stati attuati dei tagli alla pellicola che aveva intenzione di realizzare Ruben Fleischer (in rete gira la notizia che siano stati eliminati circa 40 minuti di scene per esigenze  di produzione), ma il risultato finale è alquanto scialbo e, salvo qualche siparietto comico con Hardy protagonista e qualche scena action ben riuscita, non è possibile giudicare in maniera positiva il film,  e quindi mi accodo alle recensioni sostanzialmente negative giunte dai critici a stelle e strisce, di cui sono solito non fidarmi per esperienza regressa in ambito cinefumettistico. Tom Hardy prova a sostenere da solo tutto il film ma, sebbene la sua performance sia relativamente buona, non è abbastanza perché salvi tutta la baracca.


Curiosità: chi ha visto il film “Life” di Daniel Espinosa potrebbe essere portato ad avvalorare la tesi secondo la quale quello sia un prequel di Venom sotto mentite spoglie.
Ovviamente non mancano né il classico cameo di Stan Lee né le scene mid e post credit (due scene in totale, la prima delle quali veramente appetitosa).  
Venom è in programmazione nei cinema italiani da giovedì 4 ottobre 2018, distribuito da Sony Pictures Entertainment Italia con rating PG-13. 
Voto: 5-
Luca Cardarelli





3 commenti:

  1. Che disastro. I fan Marvel hanno ben poco a cui aggrapparsi, figurarsi al sabotaggio a opera di quelli di Lady Gaga di cui leggevo in giro.

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    1. Ah ah, complottismo a livello del terrapiattismo. Tornando seri, qualcosina si salva, ma nel complesso è proprio un film venuto male. Ero seduto di fianco a dei lettori del fumetto che l'hanno detestato soprattutto per lo stravolgimento a cui è stato sottoposto il personaggio e, più in generale, la storia, e comunque non bisogna essere per forza dei fan della saga per rendersi conto che la sceneggiatura non sta in piedi. Chissà se mai vedremo quei 40 minuti di scene tagliate. Qui sorge lo stesso dilemma che ha afflitto Justice League: il film, per come l'aveva immaginato il regista, come sarebbe stato?

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