Visualizzazioni totali

lunedì 14 gennaio 2019

NICOLAS CAGE DAY: USS INDIANAPOLIS (2016) DI MARIO VAN PEEBLES


Per il grande evento cinefilo del Nicolas Cage Day (posticipato di una settimana rispetto al compleanno del nostro grande eroe di cui sopra) mi sono sobbarcato l’onere di guardare e recensire una delle sue ultime performance, rappresentata dall’interpretazione del ruolo di protagonista in USS Indianapolis, diretto da Mario Van Peebles, un regista a me sconosciuto ma che secondo la Maga Wiki ha diretto ben dieci film prima di questo, tra cui il western Posse, la leggenda di Jessie Lee (1993) e Panther (1995), dramma che narra la storia delle Pantere Nere e che ha ricevuto addirittura un Pardo d’argento a Locarno dalla giuria ecumenica.


Ma non dilunghiamoci su cose che non ci interessano, perché qui l’unico nostro obiettivo è celebrare il mito di un uomo che, a causa di non si sa bene quale motivo (da più parti si è letto di debiti ingenti), non scarta un copione che sia uno. Accetta qualsiasi cosa gli venga proposta cinematograficamente parlando. Nove volte su dieci sono film dimmè, come questo USS Indianapolis. Che poi... dimmè nemmeno troppo rispetto alle altre perle di cui parleranno i colleghi del blog condiviso MARS NEEDS WOMEN in onore di questa ricorrenza.


Dicevamo... USS Indianapolis è un film tratto da fatti realmente accaduti, ovvero si narrano le gesta degli eroi che, a bordo dell’omonima corazzata, trasportarono via mare dagli USA al Giappone le due bombe atomiche destinate a Hiroshima e Nagasaki, in una missione segreta e, per questo, senza alcuna scorta. Al comando dell’equipaggio via è il Capitano Charles Butler McVay, interpretato dall’acchiappafilm per eccellenza, Nicolas Kim Coppola, per gli amici Nicolas Cage. Fortunatamente, o sfortunatamente (dipende dai molteplici punti di vista dai quali si possono osservare i fatti narrati) il viaggio d’andata fila liscio come l’olio. Quindi il pacco viene regolarmente consegnato.


Ma sulla via del ritorno, ancora senza scorta, l’incrociatore viene bombardato da una nave della Flotta Imperiale Giapponese e cola a picco peggio del Titanic e circa 700 uomini, compreso il Capitano McVay, finiscono in mare e moltissimi di essi muoiono di stenti o a causa delle ferite inferte dagli squali. Dopo giorni e giorni alla deriva nelle acque del Pacifico, i sopravvissuti, tra i quali il Capitano, vengono recuperati e riportati a casa. Ma non è finita. Il capitano McVay dovrà subire un processo per mancato rispetto del protocollo: non effettuò infatti la rotta a zig zag per evitare siluri sottomarini e granate delle navi giapponesi.  Alla fine viene parzialmente assolto, ma lo shock di questa avventura lo porterà a prendere un’estrema decisione.


Premesso che i film che narrano fatti realmente accaduti siano totalmente spoilerabili in quanto basta un semplice consulto su internet per rendersi edotti degli eventi, USS Indianapolis si distingue per la totale scontatezza della parte romanzata, ovvero di tutte quelle sottotrame che riguardano le storie dei personaggi secondari, ad esempio le loro relazioni d’amore o familiari. Dai dialoghi o alcune scene all’inizio del film si capisce nitidamente che fine faranno i personaggi (Capitano McVain a parte) rendendo ancora più noioso il tutto.


Si ha come l’impressione di stare guardando un film abortito dal Clint Eastwood di Flag of our Fathers o dallo Steven Spielberg di Salvate il Soldato Ryan. Per non parlare delle sequenze dell’affondamento della nave che dà il titolo al film: prendete Titanic di James Cameron, mischiatelo con gli effetti speciali di Titanic 2 targato The Asylum ed otterrete USS Indianapolis. Nicolas Cage, poverino, da par suo tenta di sollevare un po’ le sorti del film, ma con scarsissimi risultati e dopo due ore di discorsi patriottici made in USA e altri connotati dal pacifismo degno di una diciottenne appena insignita del titolo di Miss Italia, la fine delle ostilità del film arriva come una benedizione per gli occhi stanchi di tutti coloro che erano stati invogliati alla sua visione da giudizi sensazionalistici letti in locandina che lo dipingevano come il miglior war movie degli ultimi vent’anni.
Coraggio Nicolas, fatti forza, arriveranno copioni migliori, per la legge dei grandi numeri...


martedì 1 gennaio 2019

RALPH SPACCA INTERNET (2018) DI PHIL JOHNSTON E RICH MOORE [NO SPOILER]



Come ogni anno la Disney sotto il nome di Pixar o Walt Disney Animation Studio, in concomitanza con le feste, si sbizzarisce rilasciando gran parte dei suoi prodotti cinematografici dedicati ai più piccoli, con grandi probabilità di successo anche tra i più cresciutelli. È il caso di Ralph Spacca Internet, sequel del fortunato Ralph Spacca Tutto, film d’animazione in CGI diretto da Phil Johnston (sceneggiatore di Ralph Spacca Tutto e Zootropolis) e Rich Moore (regista di Ralph Spacca Tutto e co-regista di Zootropolis insieme a Byron Howard), nel quale Ralph aveva come obiettivo quello di essere accettato dai suoi “colleghi di lavoro” nonostante fosse il villain del videogioco arcade Felix Aggiustatutto. 


Ora la faccenda si complica in maniera esponenziale: Ralph deve aiutare la sua inseparabile amica Vanellope a salvare dalla rottamazione Sugar Rush, il videogioco del quale è la protagonista. La soluzione sta nel recuperare in internet un introvabile volante per cabinati anni ’80, senza il quale Sugar Rush non può funzionare. I due verranno così catapultati nel meraviglioso quanto caotico mondo di Internet e saranno protagonisti di una rocambolesca e divertente avventura. 


Inutile girarci tanto intorno: Ralph Spacca Internet è un film che non delude assolutamente le attese, anzi, se possibile, supera il primo episodio sia per quanto riguarda il ritmo forsennato con il quale si susseguono gli avvenimenti, sia per il numero esorbitante di gags, easter eggs, citazioni e idee geniali che vi si trovano al suo interno. Una tra le tante, la raffigurazione di Google attraverso un anziano bibliotecario che trova in maniera quasi istantanea i libri che gli vengono richiesti. Vi è anche una bellissima contrapposizione tra videogiochi “classici” e next generation che metterà i due protagonisti di fronte a decisioni difficili da prendere anche in relazione al loro rapporto al di fuori del mondo videoludico e, ovviamente, ci sarà spazio anche per qualche lacrimuccia di commozione sul finale.


Benché Ralph Spacca Internet duri quasi due ore, non risulta assolutamente prolisso o noioso, anzi, non ci si accorge quasi del tempo che passa (inesorabile) e durante la visione si prova il desiderio che la storia non finisca e vada avanti ancora per altre due ore.


Piccola nota di colore: a un certo punto della proiezione avrete l’esigenza di esclamare un “Ma cosa?” grandissimo quando vedrete qualcosa sullo schermo che mai avreste pensato di vedere durante un film targato Disney... Non vi svelo altro, sarà una divertente (e forse un po’ irriverente) sorpresa.
Ralph Spacca Internet esce in Italia oggi, 1 gennaio 2019, distribuito da Walt Disney Pictures che si ringrazia per le immagini allegate. 
Voto: 8,5
Luca Cardarelli





venerdì 21 dicembre 2018

IL RITORNO DI MARY POPPINS (2018) DI ROB MARSHALL


Eccoci a commentare l’ennesimo sequel che rimarca, se ce ne fosse ancora bisogno, la mancanza di idee o meglio la non voglia dei capoccioni Hollywoodiani di spremersi le meningi e farci arrivare, almeno per le Feste, qualcosa di non ancora visto. Alla regia de Il Ritorno di Mary Poppins troviamo Rob Marshall (Chicago), mentre nei panni della magica Tata c’è Emily Blunt, ma per favore non facciamo paragoni con Julie Andrews perché qualunque attrice perderebbe indecorosamente contro tale divinità cinematografica.


Stavolta nei guai con la Banca (per la quale lavora come cassiere) è proprio Michael Banks (Ben Whishaw), vedovo e con tre figli da sfamare (Georgie, Annabel e John), che non riesce a pagare le rate del mutuo e, nonostante l’aiuto della sorella Jane (Emily Mortimer), rischia di vedersi portar via la casa dal Direttore senza cuore Wilkins (Colin Firth). In soccorso di Michael arriverà Mary Poppins (Emily Blunt) in compagnia del suo amico lampionaio Jack (Lin Manuel Miranda).   


Il dettaglio che ci fa intuire che trattasi di sequel e non di remake è il fatto che i protagonisti, oltre a Mary Poppins, siano Michael e Jane Banks con circa venti primavere in più rispetto al film del 1964.
Il Ritorno di Mary Poppins è un film piacevole, strutturato come commedia/musical con chiaro spirito pedagogico (come il capitolo precedente) e accompagna lo spettatore senza troppi intoppi fino alla fine. Il problema è proprio il capitolo precedente che, volenti o nolenti, siamo costretti a usare come pietra di paragone con gli esiti tra i più scontati possibili. Non si può rimproverare nulla a Emily Blunt la quale recita, canta e balla in maniera quasi impeccabile ma, come già accennato in precedenza, si ritrova per forza di cose a fare i conti con un improponibile confronto con l’attrice che la precedette nel suo ruolo, ovvero Julie Andrews.


Da apprezzare ci sono i camei dei grandissimi Dick Van Dyke e Angela Lansbury e un’altra comparsata di pochissimi secondi (non vi svelo né l’attrice né il suo ruolo nel film precedente), nonché i frammenti animati del film, per i quali è stata utilizzata la stessa tecnica grafica del primo capitolo. Piccolo ruolo anche per Meryl Streep che però non lascia il segno. 
D’altro canto, manca quella canzone iconica capace di far rimanere bene impresso il film nella memoria degli spettatori, come lo fu “Basta un poco di zucchero” e, ancora di più, “Supercalifragilistichespiralidoso”. Il Ritorno di Mary Poppins risulta comunque un film commovente, sebbene solo in alcuni suoi punti, e molte sue scene sono state girate con il chiaro scopo di far rivivere i fasti del primo film (obiettivo a volte centrato, altre no). Possiamo dunque parlare di un film riuscito a metà, forse fuori tempo massimo (i cinquantaquattro anni di differenza si sentono tutti). Magari questo film piacerà più alle vecchie generazioni che a quelle più giovani, ma quasi sicuramente, almeno al botteghino, sarà un successo.
Il Ritorno di Mary Poppins è in programmazione nelle sale italiane dal 20 dicembre, distribuito da Walt DisneyStudios Motion Pictures che si ringrazia per le immagini allegate.
Voto: 6,5
Luca Cardarelli


giovedì 20 dicembre 2018

BUMBLEBEE (2018) DI TRAVIS KNIGHT [NO SPOILER]


Dopo il disastroso ultimo capitolo della saga Transformers (L’ultimo Cavaliere) diretto da Michael Bay, era necessaria un’inversione di rotta per tutto il franchise targato Paramount-Hasbro che, altrimenti, sarebbe andato completamente distrutto. A sistemare le cose, o per lo meno a provarci, è stato chiamato, da Bay stesso, un regista relativamente giovane con un recente passato da animatore (nel senso cinematografico, non vacanziero), Travis Knight, erede dell’Impero Nike (è infatti il figlio di Phil Knight, Fondatore e Presidente dell’azienda regina del mercato dell’abbigliamento sportivo) nonché presidente e Amministratore delegato della Laika Entertainment, società per la quale ha diretto il suo unico film prima di Bumblebee, Kubo e la spada magica. Bay si è dunque defilato preferendo ricoprire la figura del produttore insieme al suo amico fraterno Steven Spielberg.
Premettiamo subito che Bumblebee cancella quasi totalmente l’ultimo episodio di Tranformers, in quanto vi sono dei dettagli che stridono con la storyline  imbastita da Bay sulla presenza dei Cybertroniani sulla Terra sin dalla preistoria e molte altre chicche.


Secondo il prologo del film, infatti, Cybertron è sull’orlo del collasso causato da una guerra pesantissima tra Autobot (i Transformers buoni) e Decepticon (i Transformers malvagi). Optimus Prime, il capo degli Autobot, decide che, per preservare la propria gente, è meglio trovare un altro pianeta da abitare e nello stesso tempo da proteggere dalla minaccia portata dai Decepticon. Il primo Autobot ad essere spedito sulla Terra è Bumblebee. Subito dopo essere precipitato sul nostro pianeta, esso si scontra con una truppa armata dell’esercito americano capitanata dall’Agente Burns (John Cena) e, per sfuggirvi, si mimetizza sotto forma di Maggiolino Volkswagen in uno sfasciacarrozze di San Francisco. Qui, Charlie Watson (Hailee Steinfeld), una ragazzina di 18 anni appena compiuti, lavora per racimolare quel tanto che le permetterebbe di comprarsi un’automobile. Un giorno però Charlie riesce a strappare dalle grinfie di un antipaticissimo capo officina il maggiolone giallo e portarselo a casa. Nel frattempo i militari, paventando una minaccia sovietica, vengono a patti con i Decepticons che hanno localizzato Bumblebee e lo stanno cercando per porre fine alla sua vita. Ovviamente il Governo USA non sa in quale guaio sia appena andato a cacciarsi.


In questa cornice, il film di Travis Knight si dipana molto agilmente tra scene action girate finalmente con una logica, piccole e non fastidiose situazioni comiche e un sottofondo piacevolissimo che la colonna sonora meravigliosamente anni ’80 ci regala. Travis Knight ci porta un film piacevolissimo da guardare, sia per i più attempati che per i ragazzini che, specifichiamolo, rappresentano il vero target della pellicola. La trama non risulta ingarbugliata come nei precedenti capitoli, anzi, risulta fin troppo lineare, ma mai rinunciataria o banale.


Semplicemente si tratta di un film di puro intrattenimento e chi lo vedrà, nella maggior parte dei casi, sono sicuro che rimarrà molto soddisfatto, anche in base alle aspettative molto basse con le quali molti si approcceranno alla sua visione. Se al tutto aggiungiamo delle bellissime citazioni sia musicali che per immagini di film cult anni ’80 che lascio a voi il piacere di scoprire quali siano, non possiamo che rimanere piacevolmente impressionati dal lavoro svolto dal regista e dal suo cast tecnico, nel quale spicca il nome di Dario Marinelli, autore delle musiche originali del film e vincitore di Golden Globe e premio Oscar per la colonna sonora del Film “Espiazione” nel 2008.


In conclusione, il film è ampiamente promosso, non solo se confrontato con i precedenti capitoli della saga di cui fa parte, ma anche in quanto film a se stante che, speriamo, abbia dei dignitosi sequel che proseguano sulla sua stessa strada.
E se vi steste chiedendo come diavolo faccia un Maggiolone Volkswagen a diventare una Chevrolet Camaro, siate fiduciosi: avrete la risposta guardando il film.
Bumblebee uscirà in Italia, distribuito da Twentieth Century Fox (che si ringrazia per le immagini fornite) il giorno 20 dicembre. Non perdetevelo!
Voto 8.
Luca Cardarelli







lunedì 17 dicembre 2018

MACCHINE MORTALI (2018) DI CHRISTIAN RIVERS


Chi si lamentava del fatto che quest’anno non ci sarebbe stato il consueto film di Natale proveniente da un Galassia lontana lontana, potrebbe trovare in Macchine Mortali una (non) buona alternativa. La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo di Philip Reeve, diretta da Christian Rivers, aiuto regista di Peter Jackson (qui produttore e co-sceneggiatore insieme a Philippa Boyens e Fran Walsh) nei primi due episodi della trilogia de Lo Hobbit, è infatti una sorta di trasposizione steam punk di Star Wars, dal momento in cui mescola al suo interno storyline e personaggi, variando sostanzialmente solo le ambientazioni, costituite da paesaggi post-apocalittici e città predatrici poste su carri armati in cerca di altre città da distruggere.


Come nei film di Star Wars abbiamo un “Impero” e una coalizione di “Ribelli”. A Capo dell’impero, interpretato da Hugo Weaving, vi è Thaddeus Valentine, una sorta di Dart Vader anni 3000, in possesso di un’arma simil-Morte Nera in grado di distruggere tutto ciò che incontra davanti a sé, e con una storia tormentata alle spalle finita con l’uccisione della madre di Hester Shaw (Hera Hilmar), la quale ora è in cerca di vendetta. L’Han Solo della situazione è  Tom, interpretato dal belloccio da Young Adult movie Robert Sheehan, giovane sottomesso al sistema di Valentine che, dopo aver scoperto le sue magagne, si unisce a Hester per aiutarla.


Le vicende poi si evolveranno in una guerra tra la potente e cingolatissima Londra e le piccole città, oltre che in una mielosissima storia d’amore con inevitabile happy ending.
Come si può intuire, Macchine Mortali non possiede al suo interno alcun elemento innovativo, se non forse nel suo comparto tecnico, capace di ricreare ambientazioni maestose e qualche scena action degna di nota. Tutto il resto sa di già ampiamente visto e rivisto, tanto da permettere di prevedere in sequenza ogni singolo avvenimento, la comparsa di nuovi, stereotipatissimi personaggi (che in molti casi spariscono senza motivo, per poi riapparire sempre senza motivo) e le ovvie, nel senso di scontatissime, soluzioni finali.


Essendo sotto Natale, si potrebbe paragonare questo film a un curatissimo incarto che avvolge una bellissima scatola vuota o, se proprio non vogliamo metterla giù così dura, un regalo che delude enormemente le aspettative in esso riposte, come quando, da ragazzini, trovavamo una sciarpina e un paio di guanti, mentre ci aspettavamo una Playstation.
Con buona pace di Peter Jackson. 
Il film è nelle sale dal 13 dicembre, distribuito in Italia da Universal Pictures. 
Voto: 5
Luca Cardarelli
Per le immagini si ringrazia Universal Pictures.



giovedì 11 ottobre 2018

SOLDADO (2018) DI STEFANO SOLLIMA



Dopo essere salito agli onori della cronaca in Italia grazie alle serie tv Romanzo Criminale e Gomorra (giunta alla quarta stagione, attualmente in produzione) e a film come A.C.A.B. del 2012 e Suburra del 2015, Stefano Sollima ha intrapreso il “grande salto”, chiamato a gran voce dai produttori di Hollywood, e, con Soldado, ha raccolto l’eredità di Denis Villeneuve, che nel 2015 aveva diretto Sicario, di cui questo film è il sequel. Scritto come Sicario da Taylor Sheridan, Soldado costituisce la naturale prosecuzione delle vicende narrate nel film diretto da Villeneuve.


Nella lotta al terrorismo, al traffico di droga e di esseri umani, le Autorità statunitensi con la CIA in testa, coordinate dall’Agente Federale Matt Graver (Josh Brolin), si trovano costrette ad infrangere ogni regola etica e morale. A questo proposito Graver assolda Alejandro (Benicio Del Toro) il quale, ancora scosso per l’uccisione della moglie e della figlia da parte di un boss del cartello, scatenerà una guerra sanguinosa tra gang legate ai cartelli messicani. 


Molte cose hanno in comune Sicario e Soldado. In primis le ambientazioni polverose e desolanti delle terre di confine tra USA e Messico. In secondo luogo i tempi dilatatissimi (a tratti a rischio noia) e i lunghissimi silenzi durante i quali a parlare sono le immagini crude e le musiche angoscianti, come si confà ai film di questo genere. Infine, ma si potrebbe anche proseguire nell’elenco delle similitudini, il cast è rimasto pressappoco lo stesso, salvo Emily Blunt tagliata e sostituita da altre due figure femminili, ovvero Isabela Moner (apparsa in Transformers: L’Ultimo Cavaliere) nei panni di Isabel Reyes, la figlia del Boss Reyes, e Catherine Keener (già presente in Scappa – Get Out del 2017) nei panni di Cynthia Foards,  il vicedirettore della CIA.


Sollima, coadiuvato da Sheridan, è riuscito con la sua regia a trasmettere alla perfezione la psicologia dei diversi personaggi, in particolare quella di Alejandro, che alla fine dovrà fare i conti con la propria coscienza che andrà a scontrarsi frontalmente con gli ordini impartitigli per portare correttamente a termine la missione che gli è stata affidata dalla CIA.


Il finale del film rasenta la perfezione per quanto riguarda il ritmo e il montaggio. Stessa cosa non si può affermare, purtroppo, per la parte centrale del film, veramente troppo dilatata a livello di tempi, tanto da rischiare di generare noia o comunque disattenzione nello spettatore. Peccato, perché se il film fosse continuato per tutti i suoi 124 minuti così com’era cominciato, ovvero con il botto, letteralmente, ci saremmo trovati di fronte ad un film pressoché perfetto e memorabile. 


Sembra quasi che, nel girare Soldado,  Sollima abbia fatto fatica a scrollarsi di dosso le vesti da “Regista di serie TV” che ormai gli stanno un po’ strette, visto anche il suo curriculum cinematografico molto promettente per il futuro. Nonostante tutto non si può di certo parlare di fallimento, in quanto, alla fine dei conti, in Soldado i pregi superano i difetti, anche se la strada da percorrere per Sollima è ancora abbastanza lunga e impervia. Soldado, secondo episodio di una trilogia, già distribuito nelle sale americane dal 29 giugno, uscirà in Italia il prossimo 18 ottobre, distribuito da 01 Distribution con Rai Cinema.
Voto: 7-
Luca Cardarelli 



lunedì 8 ottobre 2018

AUGURI PER LA TUA MORTE (2017) DI CHRISTOPHER LANDON


Non essendo riuscito a vederlo al cinema né avendolo a disposizione in edizione Home Video (mai acquistare un dvd/bluray a scatola chiusa) ho dovuto aspettare il passaggio sulla pay tv per gustarmi questa pellicola di cui tanti parlarono bene all’epoca della sua uscita nelle sale.


Prodotto dalla gloriosa Blumhouse Production e distribuito da Universal, scritto (insieme al fumettista per Marvel e DC Comics Scott Lobdell) e diretto da Christopher Landon, già noto per la regia ne “Il Segnato” e “Manuale scout per l’apocalisse zombie”, nonché figlio di Michael Landon, il Signor Charles Ingalls de “La casa nella prateria”, "Auguri per la tua morte" è una sorta di “Ricomincio da capo” in salsa slasher in cui una giovane e bella studentessa, Tree (Jessica Rothe) continua a svegliarsi sbronzissima la mattina del suo compleanno nella stanza di Carter (Israel Broussard), in un dormitorio universitario, dopo essere stata uccisa da una misteriosa persona che indossa una maschera da neonato paffutello. La maledizione durerà finché Tree non avrà scoperto e ucciso chi si cela dietro quella maschera.


Non mi aspettavo chissà quale capolavoro e forse questo dettaglio mi ha fatto apprezzare più del previsto questo film rivelatosi un divertente thriller ben congeniato, avvincente e con un bel plot twist finale, che mi ha tenuto sempre attento nel tentativo di intuire chi fosse l’assassino. Insomma, è un film che fa il suo dovere e non si perde in trame e sottotrame inutili ma scorre veloce e centra perfettamente il bersaglio. Al suo interno numerose citazioni, oltre quella già citata di Ricomincio da capo di Harold Ramis: si va da Ritorno al Futuro di Robert Zemeckis a Scream di Wes Craven, da I Goonies di Richard Donner a Schegge di Follia di Michael Lehmann.


Nel cast spiccano Jessica Rothe (già vista in “L’estate addosso” di Gabriele Muccino e “LaLaLand” di Damien Chazelle), Israel Broussard (uno degli attori protagonisti in “Bling Ring” di Sofia Coppola) e Ruby Modine (serie tv “Shameless”), figlia del grande Matthew Modine.
Auguri per la tua morte è particolarmente consigliato, oltre agli amanti degli slasher, a chi si vuole regalare una serata di relax condita da un film leggero e divertente. 
A quanto pare è prevista l'uscita nei cinema USA di un sequel intitolato "Happy death day 2U" per il giorno 14 febbraio 2019: attendiamo fiduciosi.
Voto: 7
Luca Cardarelli