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lunedì 24 aprile 2017

GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 2 (2017) DI JAMES GUNN (ANTEPRIMA NO SPOILER)


A distanza di tre anni dall'uscita di Guardiani della Galassia, film che rivoluzionò totalmente i canoni della produzione dei cosiddetti Cinecomics, James Gunn torna dietro la macchina da presa per dirigere la più stravagante squadra di eroi Marvel mai vista in Guardiani della Galassia Vol. 2
È un ritorno in grande stile, coloratissimo e pieno di action, quello dei Guardiani, capitanati da Peter Quill A.K.A. Star-Lord (Chris Pratt).


Insieme a Star-Lord ritroviamo anche il tenero e terribile Baby Groot, Gamora (Zoe Saldana), Drax (Dave Bautista) e Rocket Raccoon (la cui voce, nella versione originale, è sempre quella di Bradley Cooper mentre è quella di Christian Iansante nella versione italiana).


In questo secondo capitolo ci viene presentato Ego, il padre naturale di Star-Lord, interpretato da un sempre più barbuto Kurt Russell (già sapevamo chi avrebbe interpretato dopo aver visto i vari trailer del film)  e viene approfondito anche il rapporto tra Peter e il suo padre adottivo, il Ravager Youndu Udonta (Michael Rooker).


Meglio non andare oltre con la trama, in quanto il pericolo Spoiler è elevatissimo e sappiamo che, soprattutto per quanto riguarda i Cinecomics, il pubblico è oltremodo esigente in questo senso. Tacciamo anche su camei e nuovi personaggi per non rovinarvi la sorpresa di quando ve li ritroverete di fronte.


Dotato come e più del precedente capitolo di una incredibile carica pop e di matrice smaccatamente Anni '80, Guardiani della Galassia Vol. 2 è un film fatto su misura per chi si è stancato di atmosfere torve e cupe e di trame al limite della comprensibilità (ci riferiamo, se non l'aveste capito, agli ultimi film realizzati sia dai Marvel Studios che Warner DC), che cerca solo il divertimento e l'azione, senza pensieri.
Certo, trovano anche spazio, talvolta, riflessioni un po' più profonde e siparietti lacrimogeni, ma tutto è dosato alla perfezione. Le gag sono numerosissime e spassosissime, e qui hanno più che mai senso di esistere, trattandosi di un franchise anticonvenzionale e dichiaratamente caciarone. La noia è stata totalmente messa fuori gioco e le due ore e sedici minuti di durata non si sentono assolutamente, grazie al ritmo frenetico ed incalzante del susseguirsi delle scene.


Guardiani della Galassia Vol. 2 è un film esagerato in tutto: personaggi sopra le righe, azione a più non posso, risate, esplosioni, effetto nostalgia dato dalla colonna sonora, dalle grafiche utilizzate e dalle citazioni di film e serie TV famosissimi e un numero mai così alto di scene post credit, ben cinque, anche se solo una di queste ha lo scopo di anticipare eventi che verranno raccontati nei prossimi film. Le altre quattro sono un'ulteriore dose di spensieratezza e umorismo donataci da James Gunn. Quindi, come sempre ci raccomandiamo in occasione delle uscite dei film di casa Marvel, alzatevi dalla poltrona solo dopo lo spegnimento del proiettore!
Il film uscirà in tutte le sale il 25 aprile. 
Voto: 9.
Luca Cardarelli


Questa recensione è pubblicata anche sul sito www.cinematik.it

domenica 5 marzo 2017

HOME VIDEO KOCH MEDIA - MIDNIGHT FACTORY (FEBBRAIO 2017)

Per la release di Koch Media in collaborazione con Midnight Factory vi segnalo due titoli che ho appena visionato e che ho appezzato particolarmente: Road of the dead - Wyrmwood e The Last Showing.


Il primo film è uno zombie movie on the road australiano diretto da Kiah Roache - Turner al suo esordio dietro la Macchina da presa. È stato definito il film che unisce Zombi a Mad Max e, in un certo senso, è vero. Si ha una visione totalmente nuova dei non morti che si trasformano da nemico a risorsa indispensabile per la salvezza dei protagonisti, ma il film riserva numerose altre apprezzabili intuizioni che non vi rivelo per non rovinarvi la sorpresa.  Il film ha un ottimo ritmo per tutta la sua durata, vi sono numerose citazioni che riportano la mente al già citato Mad Max, ma anche numerosi dettagli che richiamano il cinema di Quentin Tarantino oltre a quello di Romero. Sebbene abbia usufruito di un budget irrisorio (circa 160.000 $), il film non ha niente da invidiare alle megaproduzioni Hollywoodiane rivelandosi un gioiellino nel suo genere di appartenenza. 


Il secondo titolo invece è un Thriller-Horror indipendente di provenienza britannica scritto e diretto da Phil Hawkins, al suo secondo lungometraggio dopo numerosi lavori nel campo della pubblicità.
Il protagonista, Stuart, un proiezionista di una multisala retrocesso alla vendita di pop corn, è intepretato da Robert Englund, per chi non lo conoscesse, il famigerato Freddy Krueger della saga horror Nightmare. L'azione si svolge interamente in un cinema, ad Halloween. Stuart, che non ha digerito la svolta digitale del cinema, vuole vendicarsi e decide di girare un film assolutamente vero usando come protagonisti un'ignara coppietta di ventenni, recatasi al cinema per la proiezione di mezzanotte. Seguirà una caccia all'uomo nella quale non si saprà più chi è il buono e chi il cattivo, anche grazie alle abilità da "montatore" di Stuart. Per una serata divano plaid e pop corn è il film ideale. 
Entrambi i film sono disponibili in limited edition sia in versione Bluray che Dvd
Per tutti i titoli disponibili targati Koch Media e Midnight Factory vi rimando al sito ufficiale Koch Media Italia

Luca Cardarelli

OMICIDIO ALL'ITALIANA (2016) DI MACCIO CAPATONDA (NO SPOILER)


Riprendo a scrivere dopo la scioccante maratona sostenuta per assistere alla Cerimonia di premiazione degli Academy Awards, gli Oscar, che non ho ancora del tutto digerito, sia per quanto riguarda le scelte dell'Academy, sia per la figuraccia sul finale dello show da tramandare ai posteri (mi ricordo che, nel lontano 2017, venne annunciato La La Land come miglior film, ma la busta aperta era quella sbagliata...).
Oggi vi parlerò dunque di Omicidio all'Italiana, il secondo film firmato da Maccio Capatonda, nel quale un tranquillo e sconosciuto paesino della provincia molisana, Acitrullo, ottiene le prime pagine dei giornali, telegiornali e rotocalchi televisivi di cronaca nera grazie al suo Sindaco Piero Peluria (Maccio Capatonda), il quale, aiutato dal fratello Marino (Herbert Ballerina), trasforma la morte accidentale per soffocamento da cibo della Contessa Ugalda Martirio in Cazzati (Lorenza Guerrieri), la più facoltosa cittadina tra i 17 totali del Comune, in un efferato quanto misterioso omicidio, tanto da attirare i tentacoli della stampa e in particolare della trasmissione Chi l'acciso, presentata dalla giornalista Donatella Spruzzone (Sabrina Ferilli) e tutto ciò che ne consegue, ovvero orde di turisti famelici in cerca di un selfie sui luoghi dei delitti più chiacchierati del momento. 


Omicidio all'Italiana non è il classico film demenziale scritto e girato solo per far ridere, costituito da gag senza filo logico. Omicidio all'Italiana è, prima di tutto, un film. E come tutti i film, appartiene ad un genere. In questo caso parliamo di un Thriller. Sì, avete letto bene. Che poi sia un Thriller plasmato nella demenzialità, è cosa secondaria. Ma c'è di più. Oltre ad essere un Thriller è un film che racconta un'amara verità, ahimè, tutta italiana: l'assoluto dominio di un certo tipo di media sul l'italiano medio. E non è finita. Omicidio all'Italiana rappresenta una ferocissima critica ad un certo tipo di televisione, quello degli Show Pomeridiani come Pomeriggio 5, La vita in diretta, o di rotocalchi come Chi l'ha visto?, Mistero, e tutti quei programmi che spettacolarizzano eventi tragici e luttuosi tanto da farli diventare veri e propri fenomeni di costume. "Cogne, Avetrana, Novi Ligure... Che c'hanno più di Acitrullo?". "Quando qualcosa passa attraverso questa scatola (la TV, n.d.a.), diventa subito intrattenimento". Queste battute riassumono in un certo senso tutto il film. 


Ma oltre alla critica sociale che è un po' il liet motiv di tutto il film, Omicidio all'Italiana mette in mostra tutta la passione di Maccio Capatonda, verso la regia, e verso il cinema in generale. Il film, infatti è pieno zeppo di citazioni cinefile che non possono non essere apprezzate. Anche perché non sono messe a casaccio, così, giusto perché fa figo. Ma sono tutte funzionali alla trama, alla risoluzione dell'intreccio e fanno sì che la demenzialità di cui è rivestita gran parte delle scene venga bilanciata e non risulti mai eccessiva, per non dire noiosa. 



In finale, sebbene abbia notato che molti prendono sottogamba questo genere di film o di cinema in generale, consiglio di andare a vederlo, anche per sostenere il Cinema italiano che troppo spesso viene suddiviso tra polpettoni filosofici-drammatici e cinepanettoni. Omicidio all'Italiana potrebbe rappresentare un ottimo punto di rottura di questa nostrana dicotomia, proseguendo il lavoro iniziato da film come Veloce come il Vento, Mine (una sorta di connubio tra Hollywood e Cinecittà), Lo Chiamavano Jeeg Robot e Smetto quando voglio. 
Omicidio all'Italiana è presente nelle sale da giovedì 2 marzo. Cosa aspettate? Andate a vederlo!!!
Voto: 8. 
Luca Cardarelli

  

lunedì 27 febbraio 2017

LA GRANDE NOTTE DEGLI OSCAR - TUTTI I VINCITORI



Al Dolby Theatre di Los Angeles si è appena conclusa la cerimonia di premiazione dell'89esima edizione degli Academy Awards. Di seguito tutti i vincitori. Divertente, ma nemmeno troppo, siparietto in occasione della premiazione del Miglior Film. C'è stato uno scambio di buste, o così dicono... Fatto sta che Warren Beatty e Faye Dunaway hanno annunciato La La Land come vincitore. Tutto il cast sul palco, discorsi e discorsetti di ringraziamento, poi arriva un omone, ferma tutto, agita un biglietto e urla: Signore e Signori, ha vinto Moonlight, non La La Land. Bene, bravi. Bis?
MIGLIOR FILM: MOONLIGHT (BARRY JENKINS)
MIGLIOR REGIA: DAMIEN CHAZELLE (LA LA LAND)
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA: CASEY AFFLECK (MANCHESTER BY THE SEA)
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA: EMMA STONE (LA LA LAND)
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: MAHERSHALA ALI (MOONLIGHT)
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: VIOLA DAVIS (BARRIERE)
MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE: KENNETH LONERGAN (MANCHESTER BY THE SEA)
MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: BARRY JENKINS E TARELL MCCRANEY (MOONLIGHT)
MIGLIOR FILM STRANIERO: IL CLIENTE (ASGHAR FARHADI)
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE: ZOOTROPOLIS (RICH MOORE E BYRON HOWARD)
MIGLIOR FOTOGRAFIA: LINUS SANDGREN (LA LA LAND)
MIGLIOR SCENOGRAFIA: SANDY REYNOLDS WASCO E DAVID WASCO (LA LA LAND)
MIGLIOR MONTAGGIO: JOHN GILBERT (LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE)
MIGLIOR COLONNA SONORA: JUSTIN HURWITZ (LA LA LAND)
MIGLIOR CANZONE: CITY OF STARS - LA LA LAND (JUSTIN HURWITZ, BENJ PASEK E JUSTIN PAUL)
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: IL LIBRO DELLA GIUNGLA
MIGLIOR SONORO: KEVIN O'CONNELL, ANDY WRIGHT, ROBERT MACKENZIE E PETER GRACE (LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE)
MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: SYLVAIN BELLEMARE (ARRIVAL)
MIGLIORI COSTUMI: COLLEEN ATWOOD (ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI)
MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA: ALESSANDRO BORTOLAZZI, GIORGIO GREGORINI E CHRISTOPHER NELSON (SUICIDE SQUAD)
MIGLIOR DOCUMENTARIO: O.J. MADE IN AMERICA (EZRA EDELMAN)
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO: THE WHITE HELMETS (ORLANDO VON EINSIEDEL E JOHANNA NATASEGARA)
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO: SING (KRISTOF DEAK)
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE: PIPER (ALAN BARILLARO)

Luca Cardarelli

martedì 21 febbraio 2017

JACKIE (2016) DI PABLO LARRAIN


Un'altra tappa fondamentale lungo la strada che porterà alla lunga notte degli Oscar è costituita sicuramente dall'ultimo film firmato Pablo Larrain che vede protagonista assoluta Natalie Portman nei panni di una delle più giovani e chiacchierate First Ladies della storia degli Stati Uniti: Jacqueline Kennedy. Già applaudito all'ultima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Jackie prende in esame solo alcuni giorni della vita della protagonista, ovvero quelli che intercorrono tra il 22 novembre e il 25 novembre del 1963, rispettivamente quello dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy e quello del suo funerale, raccontati dalla ex First Lady in un'intervista rilasciata a Theodore H. White/Billy Crudup per la rivista Life, presso la residenza della Famiglia Kennedy a Hyannis Port nel Massachusetts.


Dopo lo sconvolgente El Club, Pablo Larrain si fa carico di un'altra storia difficile da raccontare, in quanto non vi è niente di più arduo che estrapolare da materiali d'epoca, interviste, sia in versione scritta che audio e video, il pensiero una First Lady americana. Quando poi la First Lady in questione è Jackie Kennedy, la faccenda si complica ulteriormente, sapendo (e non sapendo) quello che ci fu dietro uno dei fatti di cronaca che più destabilizzarono l'ambiente politico e civile made in USA, ovvero l'omicidio del Presidente Kennedy


Ciononostante Larrain, sull'ottima sceneggiatura scritta da Noah Oppenheim, realizza - anche grazie all'eccellente performance, da Oscar, offerta da Natalie Portman in versione sosia di Jackie, non solo per quanto riguarda l'aspetto fisico, ma anche per il modo di atteggiarsi e di parlare - un film che in soli cento minuti riesce a far luce su parecchi lati oscuri della personalità e del pensiero di Jackie Kennedy, che pure era famosa per la sua impenetrabilità e riservatezza e, inoltre, riesce anche a colpire emotivamente chi guarda.  


Sul piano tecnico non vi sono appunti da fare, in quanto tutto rasenta la perfezione. Dalle inquadrature maniacalmente simmetriche Kubrick style, alla fotografia che ci immerge totalmente negli anni '60 (ancora non è chiaro se siano state usate anche immagini di repertorio, oltre alle scene realizzate appositamente nel formato televisivo dell'epoca), per arrivare alle musiche opprimenti e funeree e ai costumi, elementi, questi ultimi due, per i quali il film ha ottenuto con merito la nomination agli Oscar di categoria, insieme a quella per l'Oscar per la Miglior attrice protagonista ottenuta altrettanto meritatamente dalla Portman. 


Conoscendo i gusti del grande pubblico, il film potrà risultare noioso ai più, in quanto si tratta di una pellicola di cento minuti occupati quasi interamente da dialoghi, ma sarà estremamente apprezzato dai cinefili appassionati. 
Da vedere preferibilmente in Versione Originale Sottotitolata per apprezzare appieno la grande performance di Natalie Portman.  
Jackie farà la sua comparsa nei cinema italiani il 23 febbraio (la data di uscita originariamente era stata fissata per il 16 febbraio). 
Voto: 8,5/10
Luca Cardarelli


mercoledì 25 gennaio 2017

LA LA LAND (2016) DI DAMIEN CHAZELLE - NO SPOILER



Dopo aver dominato l'ultima edizione dei Golden Globe Awards (sette nominations tramutatesi in altrettante premiazioni) il prodigioso La La Land, musical diretto da Damien Chazelle, ovvero colui che fece furore l'anno scorso con Whiplash, si appresta ad illuminare anche il Dolby Theatre di Los Angeles in occasione del Gran Gala degli Academy Awards 2017 il prossimo 26 febbraio. Quattordici sono le nominations, tra cui Miglior Film, Regista, Attore e Attrice protagonisti, e tutto fa presupporre che gran parte delle nomination si trasformeranno in premiazioni. 
Con La La Land e il suo sfavillante Technicolor, Damien Chazelle ci riporta indietro di cinquant'anni mescolando l'eclettismo del Jazz alla più classica delle storie d'amore che, però, non risulterà in nessun frangente melensa.


In La La Land i protagonisti sono Mia (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling), due ragazzi che sognano di sfondare rispettivamente nel Teatro e nella musica e sono disposti a fare letteralmente i salti mortali per far sì che i loro sogni si avverino. Nel mezzo, la loro appassionata ed appassionante storia d'amore condita da colori, suoni, passi di danza e parole all'apice della perfezione come solo avevamo visto nei vecchi Musical della Hollywood classica.


Non è necessario essere appassionati né di Musical né di Jazz per far sì che La La Land faccia breccia nel vostro cuore. Chi vi scrive, d'altra parte, non ha mai amato né l'uno né l'altro, eppure pensa di aver assistito a qualcosa che definire meraviglioso sarebbe riduttivo ed irrispettoso. La La Land è un film perfetto all'interno del quale ogni ingrediente è misurato e curato in ogni piccolo dettaglio, fino a farne uno dei migliori esempi di omaggio al cinema che siano mai stati pensati e realizzati. Dopo la visione, due ore e otto minuti la durata, ne vorrete ancora e ancora. Non ne sarete mai sazi.


La La Land è un film da vedere e rivedere fino a consumarvi gli occhi, le orecchie, il cuore e l'anima. Se con Silence (oggetto dell'ultima recensione di questo blog prima di questa) eravamo in zona capolavoro, La La Land nel terreno del Capolavoro ci ha costruito il suo Mausoleo!!!
Questo film uscirà domani, 26 gennaio 2017, nelle sale italiane. Vederlo è un obbligo sia fisico che morale, se possibile in Versione Originale Sottotitolata.
Voto: 10 e lode.
Luca Cardarelli

  

martedì 17 gennaio 2017

ARRIVAL (2016) DI DENIS VILLENEUVE (NO SPOILER)


In anteprima rispetto all'uscita nei cinema, ma con quattro mesi di ritardo rispetto all'anteprima vera e propria, svoltasi in occasione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, sono riuscito a vedere il primo Sci-fi movie firmato da Denis Villeneuve (Prisoners, Enemy, Sicario e, prossimamente, Blade Runner 2049): Arrival, con protagonisti Amy Adams, Jeremy Renner e Forest Whitaker, film tratto dal racconto Storie della tua vita di Ted Chiang
In Arrival si parla di un'invasione aliena. Ma quello che vedrete non sarà un film alla Independence Day.


La trama: dopo che una dozzina di UFO arrivano sul nostro Pianeta dislocandosi in dodici diverse località di ogni continente, tutti i governi si mobilitano preparandosi ad ogni eventualità. Ma ciò che interessa prima di ogni cosa è capire perché e da dove siano atterrati. A questo proposito decine di scienziati e professori si mettono al lavoro per risolvere il quesito. Tra questi la Dottoressa Louise Banks (Amy Adams), la miglior linguista americana, che già aveva prestato il proprio servizio al Governo degli Stati Uniti, e il dottor Ian Donnelly (Jeremy Renner), fisico teorico. Insieme al Colonnello dell'Esercito Americano Weber (Forest Whitaker) si recheranno in Montana dove li attende una delle dodici navicelle aliene (simili a degli enormi Gusci) e dove proveranno ad interagire con i Visitatori, chiamati Eptapodi (dal greco Epta=sette, podos=piede).


Villeneuve riesce nell'impresa di rendere non scontato un film dal tema super inflazionato come quello dell'arrivo degli alieni sulla Terra ampliando il campo tematico e trattando argomenti come la comunicazione tra umani e extraterrestri (come già aveva fatto Steven Spielberg in Incontri ravvicinati del Terzo Tipo), sulla cooperazione tra i paesi, sulle diverse forme di linguaggio e altri  temi che non vi svelo perché si rischia molto facilmente di cadere nello Spoiler.


Villeneuve è stato capace di permeare di autorialità un potenziale Blockbuster, cosa che era riuscita a pochi prima di lui (tre nomi su tutti: Kubrick, Spielberg e Nolan),  non solo attraverso la trama che si spinge oltre il semplice incontro/scontro Umano/Alieno, ma indagando anche nell'anima dei personaggi, nelle loro vite, nei loro pensieri. Spielberg si era fermato, con Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, a cercare di dimostrare che una comunicazione con gli extraterrestri era possibile. Villeneuve, invece, va oltre. Oltre l'invasione e oltre la (possibile) Guerra tra civiltà. Oltre il semplice Alien Invasion Movie.


A mio avviso Arrival è un film destinato a diventare cult, sia per ciò che racconta, sia per come lo racconta. Anche dal punto di vista tecnico non vi sono, infatti, appunti da fare. Ogni singolo ingrediente, dalla Fotografia agli effetti speciali, è curato nei minimi termini, rasentando la perfezione e anche gli attori si sono resi protagonisti di una performance di altissimo livello, Amy Adams su tutti.
La visione di questo film, pertanto, è più che caldamente consigliata.
Arrival arriverà nelle sale il 19 gennaio 2017.
Voto: 9/10.
Luca Cardarelli






venerdì 13 gennaio 2017

PASSENGERS (2016) DI MORTEN TYLDUM



Contrariamente alle abitudini che mi portano a scrivere su questo blog solo di film in anteprima, oggi vi scrivo di una pellicola la cui visione avevo a cuore e di cui mi sono perso, causa impegni di lavoro, la proiezione stampa (avvenuta prima di Natale): Passengers, uno sci-fi a metà tra il film di fantascienza e il dramma sentimentale, diretto da Morten Tyldum (The imitation Game) su una sceneggiatura scritta da Jon Spaihts (Prometheus, Dr. Strange), che vede protagonisti Chris Pratt, Jennifer Lawrence e Laurence Fishburne.


La trama: il progresso scientifico e tecnologico ha portato gli essere umani a scoprire e colonizzare pianeti simili alla Terra. Sulla Nave Avalon più di 5000 persone tra passeggeri ed equipaggio intraprendono, in un sonno criogenico, un viaggio interstellare di 120 anni per raggiungere il pianeta colonia Homestead II. Ma qualcosa va storto: a causa di un'avaria il sistema ibernativo va in tilt e, prima il meccanico Jim Preston (Chris Pratt), poi la scrittrice Aurora Lane (Jennifer Lawrence) e, infine, l'ufficiale tecnico Gus Mancuso (Laurence Fishburne), si svegliano, rimanendo così condannati a passare il resto della propria esistenza sulla Avalon: mancano, infatti, più di 80 anni all'arrivo a Homestead II.


Ero molto spaventato da questo film: un sacco di amici e colleghi che l'avevano già visto lo avevano letteralmente demolito sia per quanto riguarda la storia che per le incredibili inesattezze scientifiche che racchiude al suo interno. Inoltre lo avevano descritto come un noiosissimo polpettone romantico peggio di Twilight. Nonostante tutto, il mio sesto senso cinefilo mi diceva di superare i pregiudizi e di guardarlo a mente sgombra. Sebbene io stesso riconosca che i difetti ci sono e sono pure tanti, devo comunque ammettere che il film si lascia guardare, a tratti appassiona, commuove e lascia anche a bocca aperta per alcune scene ad alto impatto visivo.


La prima mezz'ora è senza dubbio la parte migliore del film che poi presenta, suo malgrado, parecchie imperfezioni ed ingenuità sia dal punto di vista narrativo che prettamente scientifico (una su tutte: ad un certo punto la nave passa a poche centinaia di km da una stella molto simile al Sole e, invece di sublimare come imporrebbero le più elementari leggi fisico-chimiche, rimane intatta, nonostante le falle presenti nella scocca a seguito di una tempesta di meteoriti). Inoltre da un certo punto in poi cambia totalmente registro e passa da sci-fi movie a love story.


Nonostante queste pecche, ho deciso di salvarlo perché comunque il ritmo, a mio modo di vedere, non cala al variare del genere, e ogni tanto ci sta di vedere il filmetto romantico comunque ben girato e che pare essere un omaggio, o una sorta di remake fantascientifico, di un film come Titanic e  che cita contemporaneamente Shining (il barman-androide Arthur interpretato per l'occasione da Michael Sheen) e, seppur molto velatamente, anche Interstellar e 2001: Odissea nello Spazio.
Per finire il cast se la cava molto bene, soprattutto Pratt, ma anche la Lawrence non sfigura.
Per tutte queste qualità ho deciso di promuovere Passengers e lo consiglio a chi ha voglia di gustarsi un film leggero, che, sotto un vestito fantascientifico, nasconde un'anima romantica.
Voto: 7.
Luca Cardarelli




giovedì 12 gennaio 2017

SILENCE (2016) DI MARTIN SCORSESE


Il 2017 si apre decisamente in bellezza con Silence, l'ultimo, attesissimo, film di uno dei registi più importanti di sempre: Martin Scorsese. Definito da molti il suo C'era una volta in America, per via degli anni che ci sono voluti per pensarlo, scriverlo e realizzarlo, Scorsese ci regala un film imponente, potente e a tratti disturbante, tratto dal Romanzo Storico Silenzio di Shusaku Endo,  che tratta delle vicende ambientate nel XVII secolo, i cui protagonisti sono due Preti Gesuiti portoghesi, Padre Rodrigues (Andrew Garfield) e Padre Garupe (Adam Driver) che vanno in cerca del loro mentore, Padre Ferreira (Liam Neeson), di cui non si hanno più notizie dopo che questi si recò nella Terra del Sol Levante per diffondere la Dottrina Cristiana e di cui si dice che abbia abiurato, ovvero rinnegato la propria fede cristiana in favore di quella Buddista, per salvarsi dalle torture inferte dall'inquisitore Inoue Masahige (Ossei Ogata).  


Scrivere di Silence è impresa ardua, tanti sono gli aspetti da analizzare.  Di sicuro è un film dotato di un grande impatto visivo (l'intera pellicola è costellata per tutta la sua durata di scene molto cruente) e, nello stesso tempo, molto profondo per via del messaggio di cui si fa portatore. 


La religione, la tolleranza, il rispetto, la fede, la visione di un Dio che pare osservare i suoi fedeli soffrire le pene dell'inferno e sembra rimanere fermo, in silenzio, appunto, sono tutti temi trattati molto approfonditamente da Scorsese con una maniacale cura nei dettagli. Certi sguardi dei protagonisti, certi dialoghi, persino i gesti che essi fanno rimangono impressi nella mente e non vanno più via. Il tutto sottolineato da assoluta mancanza di colonna sonora. 
Dopo la fine del film ero come imbambolato, allo stesso tempo scioccato e ammaliato da quanto appena visto. 


Le due ore e quaranta di durata non si sono sentite assolutamente (al contrario di quanto mi aspettassi prima di iniziare la visione del film), anzi, se ne avessi avuto la possibilità, avrei fatto il bis immediatamente per cogliere nuovi dettagli e nuove sfumature che magari mi erano sfuggiti durante la prima visone del film. 


Siamo in zona capolavoro, un film che tutti dovrebbero vedere, ma che, anche a causa dei temi trattati, della crudezza delle immagini e della durata, avrà breve vita nei cinema. Quindi il mio consiglio è di andare a vederlo subito, visto che da oggi è presente nelle sale italiane. 
Voto 9/10.
Luca Cardarelli




lunedì 9 gennaio 2017

GOLDEN GLOBE AWARDS 2017: TUTTI I VINCITORI



Si è appena concluso il Gran Gala per la 74esima edizione dei Golden Globe Awards al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills - California con la conduzione di Jimmy Fallon. 
Ecco tutti i vincitori. 


TELEVISIONE


MIGLIOR SERIE DRAMMATICA: THE CROWN.

MIGLIOR SERIE COMEDY O MUSICAL: ATLANTA.

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV: THE PEOPLE VS O.J. SIMPSON - AN AMERICAN CRIME STORY. 

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA: BILLY BOB THORNTON (GOLIATH).

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA: CLAIRE FOY (THE CROWN).

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE COMEDY O MUSICAL: DONALD GLOVER (ATLANTA).

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE COMEDY O MUSICAL: TRACEE ELLIS ROSS (BLACK-ISH).

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV: TOM HIDDLESTON (THE NIGHT MANAGER).

MIGLIOR ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV: SARAH PAULSON (THE PEOPLE VS O.J. SIMPSON - AN AMERICAN CRIME STORY).

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE, MINISERIE O FILM TV: HUGH LAURIE (THE NIGHT MANAGER). 

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE, MINISERIE O FILM TV: OLIVIA COLMAN (THE NIGHT MANAGER).


CINEMA


MIGLIOR FILM DRAMMATICO: 
MOONLIGHT DI BARRY JENKINS

MIGLIOR COMMEDIA O MUSICAL: LA LA LAND DI DAMIEN CHAZELLE.

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO: CASEY AFFLECK (MANCHESTER BY THE SEA). 

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO: ISABELLE HUPPERT 
(ELLE)

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL: RYAN GOSLING (LA LA LAND).

MIGLIOR ATTRICE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL: EMMA STONE (LA LA LAND).

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: AARON TAYLOR - JOHNSON (ANIMALI NOTTURNI).

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: VIOLA DAVIS (FENCES).

MIGLIOR REGISTA: DAMIEN CHAZELLE (LA LA LAND).

MIGLIOR SCENEGGIATURA: DAMIEN CHAZELLE (LA LA LAND).

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE: CITY OF STARS (LA LA LAND).

MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE: JUSTIN HURWITZ (LA LA LAND).

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE: ZOOTROPOLIS (ZOOTOPIA). 

MIGLIOR FILM STRANIERO: ELLE  (PAUL VERHOEVEN - FRANCIA).

Per i Golden Globes è tutto e ora parte il countdown alla Notte degli Oscar! 
P.s. Un sentito ringraziamento a Giuseppe del blog Ieri, oggi, domani che ha seguito con me la premiazione tenendomi aggiornato nel momento in cui ho dovuto abbandonare la visione causa lavoro.