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lunedì 6 ottobre 2014

LA PREDA PERFETTA - A WALK AMONG THE TOMBSTONES


Ed ecco il film che non ti aspetti. 
La preda perfetta, scritto e diretto da Scott Frank, conosciuto più per la sua carriera da sceneggiatore (Wolverine - l'immortale, Minority Report e Out of Sight, tra gli altri) che per quella di regista, rielabora per il grande schermo il personaggio di Matthew Scudder, protagonista dei romanzi noir/polizeschi a firma di Lawrence Block, tra i quali "Un'altra notte a Brooklyn" da cui è tratto il film.
Matt Scudder (Liam Neeson) è un  poliziotto in pensione ex alcolizzato che si è re-inventato investigatore privato senza licenza. Ne La preda perfetta lo vediamo impegnato al servizio di uno spacciatore al quale una banda di malviventi ha rapito la moglie. Il pagamento del riscatto, avvenuto prima dell'entrata in azione dell'ex poliziotto non garantisce però la sopravvivenza della donna e Scudder farà di tutto per scovare i rapitori. Scudder poi risalirà ad altri rapimenti e omicidi ad opera della medesima banda, le cui vittime risultano essere sempre legati al mondo del traffico di droga. 
Ormai le detective stories che il cinema odierno ci propina sono quasi tutte condite da una action estrema, ritmi folli, inseguimenti, sparatorie e quant'altro. Stavolta però assistiamo a qualcosa di molto diverso. Sin dall'inizio si ha l'impressione di assistere ad un film d'altri tempi, caratterizzato da atmosfere cupe, lunghi silenzi, musiche che apportano ulteriore tensione alla narrazione e attimi di violenza incontrollata ed incontrollabile che riportano la mente ai favolosi anni '70 di poliziottesca memoria. 


Il film si snoda su un piano abbastanza lineare, senza eccessivi colpi di scena (non ci sono sembrati comunque necessari poiché la storia è molto densa e pregna di cose da raccontare) ma senza mai cadere nella banalità o nella noia, anzi, destando sempre maggior interesse con l'incedere della pellicola (ci piace ancora chiamarla così) fino al finale risolutorio.
Liam Neeson si è calato perfettamente nei panni di Scudder, ottimamente psicanalizzato dal bravo Scott Frank mediante continui flashback che ci aiutano a capire il perchè del suo attuale status lavorativo e delle scelte strategiche adottate durante le indagini.
La fotografia, dai colori spenti e malinconici, segue di pari passo gli ambienti in cui si svolgono le azioni: scantinati luridi, cimiteri e vicoli di zone tutt'altro che turistiche di una New York neo-decadente che risulta anche specchio dell'anima dei personaggi che animano le scene.  
Sebbeno molto poco pubblicizzato La preda perfetta merita una visione, soprattutto da parte di chi aveva già apprezzato Thriller come Prisoners o Il cacciatore di donne. 



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