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lunedì 2 dicembre 2013

L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO


Titolo originale: L'ultima ruota del carro;
anno: 2013;
Paese: Italia;
Durata: 113 min.;
Genere: Commedia/drammatico;
Regia:Giovanni Veronesi;
Cast: Elio Germano/Ernesto Marchetti; Alessandra Mastronardi/Angelina; Ricky Memphis/Giacinto; Alessandro Haber/il Maestro; Sergio Rubini/Fabrizio Del Monte; Massimo Wertmuller/Papà di Ernesto; Maurizio Battista/Zio Alberto; Virginia Raffaele/Mara.
Voto: 7/10.
Trama: il racconto della vita di Ernesto attraverso 50 anni di storia d'Italia tra Terrorismo, Tangenti e Berlusconismo. Una vita quella di Ernesto basata su valori come la famiglia, l'onestà, il lavoro.


Si potrebbe commentare tutto il film con queste semplici domanda e risposta: l'onestà paga? No. Almeno non per tutti. Secondo Ernesto infatti è il valore più alto che esista. Ma, come ci vuole dimostrare Veronesi con il suo ultimo film, presentato al recente Festival internazionale del film di Roma, il mondo gira, girava e girerà, in senso totalmente contrario. Chi fa carriera? Chi fa gli "impicci". Ha più importanza il merito, le capacità personali, o il nome di colui il quale ti raccomanda?. Questa società marcia, rappresentata dalla discarica delle prime e ultime scene del film (tra le quali l'azione si svolge in un lunghissimo flashback di 50 anni circa), dà però i natali anche a personaggi che si distinguono dalla massa, come il nostro Ernesto Marchetti. Trattato male dal padre sin dalla giovanissima età, costretto a seguirlo sul lavoro per gli scarsissimi risultati a scuola, Ernesto cresce in un'Italia fatta di scandali, stragi e storie varie di corruzione e malgoverno (conditi dai soliti festeggiamenti per i Mondiali del 1982 e trionfi vari della Roma Liedholmiana, che danno quel sapore di "già visto" al film). Ma Ernesto è diverso. Forse un po' ingenuo. Forse un po' frescone, per dirlo alla romana. Ma onesto, integerrimo, candido. Tutto il contrario del suo migliore amico, Giacinto: egoista, opportunista, maneggione e arrampicatore sociale. Nonchè banderuola al vento (politicamente parlando). Giacinto tenterà di trasformare Ernesto in una persona più simile a sè, ma non ci riuscirà.


Molto ben girato, e molto ben interpretato dal mai banale e sempre brillante Elio Germano (secondo me il miglior attore sulla scena italiana, al momento) "L'ultima ruota del carro" non offre nulla di nuovo, ma è comunque un film dai tratti caratteristici della commedia mista al dramma, che induce a riflettere sull'Italia e sugli italiani con un sorriso amaro tendente al ghigno rabbioso.  Sappiamo tutti come si fa carriera, in Italia. Come si ottiene "il posto fisso", in Italia. Era così negli anni 70/80, è così oggi. Forse l'intento del regista è di farci vedere come gli italiani siano ancora fermi, socialmente, agli anni '60/70. Ad un certo punto il giovane Ernesto discute col padre su Fantozzi, inconsapevole che la sua vita ne avrebbe, in un certo senso, ricalcato le orme. Soprattutto in una delle ultime scene del film, un suo scatto di rabbia nei confronti di Angelina (anche lei piuttosto ingenuotta, interpretata da una brava Alessandra Mastronardi), ricorda il ragionier Ugo in uno dei suoi famosi scatti d'ira nei confronti della moglie Pina, salvo poi tornare sui suoi passi in segno di rassegnazione al fatto che se uno nasce tondo, non può certo morir quadrato.





7 commenti:

  1. Bella recensione Luca!!! Io ancora mi ci devo mettere, ma ti dico che hai scritto tutto ciò che penso anch'io del film in questione. Per me Ernesto è un piccolo eroe che si spacca la schiena per portare la pagnotta a casa e condivido pure la visone di un'Italia fondamentalmente arenata ai favoritismi e allo schifo di allora. Solo a me la Mastronardi proprio 'un va giù. ;-)

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    1. Veronesi le ha riappioppato il ruolo che aveva in to rome with love... ma stavolta aveva un senso... tutto sommato non sfigura...

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  2. E di sicuro Giovanni Veronesi, libero da obblighi di sceneggiatura con la nuova produzione, ha potuto mostrare il suo grandissimo talento di regista.

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    1. È riuscito a confezionare un film originale partendo da temi triti e ritriti. Bisogna essere bravi per fare ciò...

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  3. Elio Germano è forse il miglior attore italiano in circolazione (insieme a Toni Servillo), però qui mi permetto di segnalare anche l'ottima prova di Ricky Memphis: il suo personaggio è fondamentale per il film, rappresenta l'italiano medio sempre pronto a salire in corsa sul carro dei vincitori, a tradire mille bandiere e a riciclarsi sempre in nome di chi gli fa più comodo. Agghiacciante e geniale insieme.

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    1. Giusta osservazione che mi trova pienamente d‘accordo. :-) emblematica la frase: "È un socialista, insomma uno de sinistra...". Proprio da italiota...

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