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venerdì 6 dicembre 2013

127 ORE


Titolo originale: 127 hours;
Anno: 2010;
Paese: Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord;
Durata: 90 min.;
Genere: drammatico/biografico/avventura;
Regia: Danny Boyle;
Cast: James Franco/Aron Ralston; Kate Mara/Kristi Moore; Amber Tamblyn/Megan Mcbride.
Voto: 8/10.


Trama: Aron Ralston, trekker/biker, durante una escursione nei canion dello Utah, rimane vittima di un incidente che lo imprigiona in una gola strettissima con il braccio incastrato tra un masso e una parete rocciosa. Rimarrà incastrato per ben 5 giorni tra intemperie, scarsità di provviste e riflessioni sulla sua vita. 




Con ben tre anni di ritardo rispetto all'uscita nei cinema, ho finalmente visto "127 ore", altra perla del britannico Danny Boyle, dopo l'esordio fantastico di Trainspotting e il premiatissimo "The Millionaire". Tutti i suoi film sono caratterizzati dall'estrema dinamicità delle scene, dalla fotografia dai colori accesissimi e dall'estrema crudezza delle situazioni in cui si ritrovano i protagonisti. Un film tratto da un fatto di cronaca che, a dispetto dell'esiguo numero dei componenti del cast (James Franco appare da solo per il 90% del tempo) è tutt'altro che noioso. 


E' Angosciante, claustrofobico, per certi versi filosofico. Il solo pensiero che una roccia, che è lì da milioni di anni, ti stia aspettando, e che tu, sin dal giorno della tua nascita, hai "camminato" nella sua direzione, mette i brividi e ti spinge a riflettere che forse la tua strada è già segnata da una forza sconosciuta e impercettibile, ma presente, in ogni tuo singolo gesto. Questo mi ha dato "127 ore". Nessun altro film mi ha mai impressionato così tanto. E non parlo solo delle scene "splatter" *SPOILER* come l'autoamputazione del braccio cui si sottopone Aron per liberarsi dalla morsa della roccia *FINE SPOILER*, ma anche delle scene in cui, ormai disidratato e in fin di vita, inizia a scolpire la propria lapide con le sue date di nascita e morte o a quelle in cui "si pente" degli errori commessi, come, ad esempio, non avvisare mai nessuno prima di partire per le sue escursioni. 


Il tutto reso alla perfezione da Boyle che, anche per mezzo di improvvise zoommate dal basso verso l'alto, ci fa vedere in che razza di pertugio si sia infilato Aron e quanto sia difficile che qualcuno si accorga di lui. Ovviamente tutto ha una doppia valenza, come a dire: "quando sei nella cacca, te la devi cavare da solo, a qualsiasi costo, e che ti serva da lezione per il futuro".  
Un James Franco da Oscar, brillante e drammatico allo stesso tempo, una performance eccezionale che denota la bravura e l'ecletticità di questo attore ancora da troppi considerato, secondo me a torto, un "outsider". 

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