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martedì 2 giugno 2015

FURY DI DAVID AYER


Germania, 1945. La Guerra è ormai finita. L'Esercito Tedesco batte in ritirata. Gli alleati si dirigono a Berlino per liberarla. Il Sergente Don Collier, chiamato Wardaddy (Brad Pitt), si ritrova, dopo una battaglia costata molte perdite, a capo di una squadra di soli 4 soldati (Boyd Swan/Shia LeBoeuf, Norman Ellison/Logan Lerman, Trini Garcia/Michael Pena e Grady Travis/Jon Bernthal), che deve portare a bordo del Tank Fury in un punto stabilito dal Comando, per poter essere tratto in salvo dai rinforzi in arrivo. Si imbatteranno in una frangia nazista in ripiego formata da circa 300 unità, armate fino ai denti.
Era da tempo "Hollywood" non sfornava un film di guerra "Vecchio Stile", per intenderci alla "Salvate il Soldato Ryan" di Spielberg, o "La Sottile Linea Rossa" di Malick. Di certo non ci si aspettava che a farci rivivere questo tuffo nella seconda guerra mondiale fosse un regista come David Ayer, molto più avvezzo a film d'azione (sceneggiatura di Fast and Furious e Training Day, tra le altre) e ora impegnato nella stesura dello script di "Suicide Squad" della Dc Comics.
In "Fury" "azione" e "dialogo" si alternano quasi regolarmente come nel movimento di un metronomo, ma ciò che rimane sempre sotto gli occhi di tutti è il massiccio Tank che dà il nome al film, nel quale i sei protagonisti agiscono come fossero un uomo solo. Fury deve portare in salvo la squadra e la squadra deve portare in salvo Fury. In questo gioco di ruolo vediamo caratterizzati i cinque personaggi: abbiamo il novellino spaesato Norman, unitosi all'esercito da appena due mesi, che, preso sotto l'ala protettiva del Sergente Collier (da qui "Wardaddy") riuscirà a farsi rispettare anche dagli altri compagni di brigata.


Il Sergente Collier è una figura molto assimilabile con il Tenente Aldo Raine di "Inglourious Basterds", primo perchè Brad Pitt ha interpretato entrambi, secondo perchè molti dei discorsi che abbiamo sentito nel film di Tarantino, li sentiamo anche in "Fury".
Poi abbiamo il tamarro messicano Garcia, che affoga i suoi problemi nell'alcol. Boyd, l'artigliere, è un killer spietato ma allo stesso tempo un fedelissimo Cristiano, tanto da essere soprannominato "Bibbia" e considerato la guida spirituale del gruppo. E infine abbiamo il "ragazzo di strada", Grady, legato a doppio filo con Boyd per via della sua mansione di "caricatore". Grady sarà quello che prenderà più di mira, come d'uopo per i bulli, il giovane e disorientato Norman.
Da quello che si può intuire, dunque, per quanto riguarda i personaggi e la loro caratterizzazione, non c'è niente di nuovo, anzi, ci spingeremmo a dire quasi che sono un "già visto" che sa di "stereotipato". Ma il bello del film sta nelle scene di battaglia, anche se forse i laser verdi e blu che si incrociano ricordando un po' Star Wars sono un po' esagerati, anche se un fondo di verità c'è (ogni 5 colpi ve n'era uno colorato, detto "tracciante" per capire dove andassero a finire i proiettili).


La forza di "Fury" sta nell'accuratezza della raffigurazione scenica del rapporto che i militari hanno l'un l'altro a formare una squadra unitissima, e il rapporto tra i militari e il loro "braccio armato", ovvero il Tank Fury. Molto avvincente la battaglia finale in cui i 5, all'interno del loro Carro Armato reso "invalido" da una granata anticarro che ne ha distrutto un cingolo, si trovano a fronteggiare 300 e passa nazisti. E di questo va dato merito ad Ayer che ha davvero fatto un ottimo lavoro dal punto di vista della tensione emotiva e dell'azione. Fury non è sicuramente "il miglior film di guerra degli ultimi 30 anni" come urlavano i trailer prima della sua uscita, ma sicuramente è un buon War Movie che, prendendo spunto qua e là all'interno della filmografia di guerra hollywodiana, merita ampiamente di essere visto.
Nelle sale dal 2 giugno.
Voto 8/10
Luca Cardarelli.


  

8 commenti:

  1. Mi ispira assai. Questo voglio proprio vederlo al cinema!
    Ma oggi non c'erano riduzioni essendo festivo eheh!

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  2. Era da un bel po' che Brad Pitt non si faceva vedere, cominciavo a domandarmi che fine avesse fatto. Inoltre poi come film mi ispira, quindi...
    Che poi, è quello in cui Shia LaBeuf e il figlio di zio Clint si sono menati?

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    1. Credo di sì... Comunque gran bel personaggio quello di leboeuf... Ricorda un po' il cecchino di salvate il soldato ryan...

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  3. Film che interessa molto anche da queste parti.

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  4. Speriamo lanci una nuova ondata di war movies tosti...

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  5. Film davvero bellissimo, non me l'aspettavo. Emozionante come pochi :)

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