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mercoledì 3 giugno 2015

SAN ANDREAS DI BRAD PEYTON (Spoiler alert)


C'erano una volta Roland Emmerich e Michael Bay che, con i loro film catastrofici, ci facevano passare allegramente due ore incollati sulla poltrona del cinema e, una volta giunti ai titoli di coda, ci strappavano persino degli appalusi per come avevano deciso di mettere in ginocchio l'umanità e per poi farla risollevare. Patriottismo a gogo, gli USA vincono, i cattivi (siano essi alieni, terremoti, glaciazioni o asteroidi) perdono e vissero tutti felici e contenti.
Oggi invece abbiamo Brad Peyton che se ne viene fuori con il suo San Andreas (alzi la mano chi, all'annuncio dell'imminente uscita di questo film, non ha pensato ad una trasposizione cinematografica dell'omonimo videogioco della collana Grand Theft Auto). Trailer fantasmagorici ci annunciavano chissà quale film (per altro, prodotto non dalla Asylum, ma dalla Warner Bros) innovativo e clamoroso... E invece...


In "San Andreas" vediamo la California colpita e distrutta da ciò che gli americani temono di più: The Big One, ovvero il terremoto definitivo che farà separare le due placche geologiche a ridosso della ormai famigerata Faglia di San Andreas (appunto).  La storia prende in esame la famiglia Gaines, in cui Ray (The Rock), un soccorritore aereo, ed Emma (Carla Gugino) sono separati e  sull'orlo del divorzio, e la figlia di questi, Blake (Alexandra Daddario) vive con la madre e il nuovo fidanzato Daniel Riddik (Ioan Gruffudd), proprietario di una grande azienda che sta costruendo il più imponente grattacielo di San Francisco. E poi abbiamo il sismologo Lawrence Hayes (Paul Giamatti) che prevede il movimento della Faglia che causerà il più grande terremoto della storia.


Scrivere di un film come "San Andreas" senza demolirlo è un'impresa ardua. Ardua perchè un film del genere ce lo saremmo aspettati dalla The Asylum, non certo dalla Warner Bros. A dispetto delle apparenze, gli effetti speciali sono l'unica cosa che si salva del film (abbiamo ancora negli occhi la scena a tutto schermo in cui vediamo letteralmente affondare intere città). Per il resto San Andreas è connotato dalla totale assenza di un filo logico tra azioni e reazioni in funzione del rapporto causa/effetto e anche per quanto riguarda i dialoghi siamo a livello di comicità involontaria tanto da farlo sembrare una parodia di se stesso. Potremmo pure lasciar correre sulle incongruenze tecnico-scientifiche che affollano la pellicola per tutti i suoi 114 minuti di durata (se lo avevamo fatto per Independence Day e Armageddon, lo dobbiamo fare a maggior ragione anche per San Andreas), su tutti The Rock e la Gugino che, con un gommone di 3 metri scalano, dribblando dei cassoni in caduta libera da una nave cargo nelle vicinanze, uno tsunami di almeno 200 metri senza nemmeno rischiare di ribaltarsi (e invece la nave cargo si ribalta come niente fosse) e rimanendo saldamente e senza sforzo alcuno ai loro posti nonostante il motoscafo si trovi praticamente in posizione verticale durante la salita.


Potremmo pure lasciar correre sul fatto che The Rock non si faccia nemmeno un graffietto dopo tutte le peripezie che lo vedono protagonista e la Gugino rimanga impeccabilmente truccata e pettinata pure dopo un lancio col paracadute. Potremmo pure lasciar correre sul fatto che la Daddario e i suoi due nuovi amici che l'hanno salvata da morte certa si riparino dallo stesso tsunami mettendosi dietro una colonna del grattacielo in cui si trovano e, non solo si salvano, ma rimangono pure nello stesso perimetro manco fossero ancorati a quella colonna col cemento armato, e il grattacielo (ancora in costruzione) rimane pure in piedi.


Immancabile lo sventolio fiero e superbo della bandiera Stars and Stripes alla fine del film (se no che film catastrofico sarebbe???).
Quello che non si capisce è perchè alla fine di tutto Paul Giamatti venga elevato ad eroe, dopo che se ne è stato per tutto il tempo in uno stanzino a vantarsi di aver previsto tutto con due stagisti presi a caso da un'aula universitaria e una giornalista vestita di tutto punto con tanto di tacco 12 in bella vista in ogni inquadratura ad ascoltarlo inebetiti.


Ah, c'è pure Kylie Minogue, che fa la sorella di Daniel Riddik: hanno speso più per truccarla che per produrre i due minuti di film con lei dentro.
Questo film è un prodigioso non sense, divertente quanto volete, ma da un budget di circa 100 milioni di dollari, forse, ci saremmo aspettati qualcosina di più. Non che ci si fosse recati al cinema con l'idea di vedere un film scritto da Kubrick e diretto da Spielberg (o viceversa, fate voi), ma almeno che seguisse un filo logico, quello lo potevamo pretendere. Sebbene vi siano tutte queste negatività, il film farà soldi a palate e si può quindi benissimo dire che siamo già in zona Cult Trash al pari di Sharknado.
Voto 7,5/10 (per gli effetti speciali, ma anche per le risate provocate dall'infinita sequenza di non sense che caratterizza la pellicola).
E vissero tutti "Scossi ma felici". Sì, lo dicono davvero.



7 commenti:

  1. Perfetto! Esattamente quello che mi aspettavo, la nuova Asylum 2.0, lo voglio troppo vedere :D

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  2. N'a strunzatona cosmica, senza dubbio...però due risate le ho fatte...

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  3. Film che già dai primi rumors mi ispirava poco, se non per la presenza di The Rock. Mi sa che lo passo volentieri...

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