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martedì 4 marzo 2014

OSCAR 2014


Dopo due giorni di tentennamenti, ho deciso che non potevo esimermi da scrivere quantomeno un pensiero sulle assegnazioni, ormai note, anzi, arcinote, delle ambite statuette ad opera dell'Academy Hollywoodiana. Orbene, tirando le somme, posso affermare che le previsioni sono state rispettate in toto, o quasi. Dei film premiati, solo uno non è stato da me visionato: Her di Spike Jonze. Quindi non posso giudicare il premio alla miglior sceneggiatura originale come meritato o non meritato. Ma, dopo aver letto molti pareri in proposito, propenderei per la prima opzione. Nessuno infatti ne ha parlato male. 
Per quanto riguarda il film mattatore della serata, ovvero Gravity (qui la recensione) di Alfonso Cuaron, premiato come miglior regista, devo dire che non ho capito solo la premiazione per la colonna sonora. Non l'ho capita perchè, forse, non me la ricordo. Ricordo solo che quando andai a vederlo, in rigoroso treddì, rimasi letteralmente folgorato dall'intero impianto visivo/scenografico, oltre che dallo stile registico utilizzato. Una gioia per gli occhi. Quindi, secondo la mia modestissima opinione, tutti i premi tecnici assegnati a Gravity, ad eccezione di quello per la colonna sonora il cui giudizio lascio in sospeso fino a che non lo rivedrò (e chissà quando capiterà, dato che credo che in 2D perda il 50% del suo fascino, se non di più) sono più che meritati. E posso orgogliosamente sottolineare di averci preso quando lo definii, nel post della top ten del 2013, uno dei tre migliori film dell'anno.


12 anni schiavo (qui la recensione), altro dominatore del gran gala del Dolby Theatre, si è invece aggiudicato il premio come miglior film, quello per la miglior sceneggiatura non originale e il premio per la miglior attrice non protagonista (Lupita Nyong'o, che col suo discorso di ringraziamento mi ha fatto letteralmente sciogliere come neve al sole). Visione freschissima del film: anche in questo caso, ero uscito dalla sala con la convinzione di aver visto un filmone. Con quel cast, quella storia, ma soprattutto quel regista, non poteva che essere premiato.


Moti di gioia incontrollata mi hanno provocato le premiazioni per il miglior attore protagonista e non protagonista, entrambi facenti parte del cast di Dallas Buyers Club (qui la recensione): Matthew Mc Conaughey e Jared Leto. Beh, che dire? Fenomenali nelle interpretazioni (e nelle diete dimagranti?): prima di vedere il film ero convinto che Leonardo Di Caprio non avrebbe avuto rivali questa volta, ma mi sbagliavo. Premio meritatissimo per l'ex Magic Mike, e ancora di più per il poliedrico Jared Leto, cantante, musicista, attore, ballerino, pittore, regista di video clip e chi più ne ha più ne metta. Un mostro di bravura, anche nell'interpretare un ruolo così difficile come quello di un trans sieropositivo. Felicità. 




Sono rimasto molto soddisfatto anche per il premio a Cate Blanchett per la miglior attrice protagonista in Blue Jasmine (qui la recensione) di Woody Allen: non insultatemi, ma lo avevo scritto che la divina Cate era da Oscar in questo film!!! 


Certo, dispiace non leggere tra i premiati i vari Di Caprio, Scorsese, Jennifer Lawrence, Amy Adams. Ma obiettivamente mi sono sembrate più che giuste le decisioni dell'Academy. 



Contentezza anche per i premi per il miglior film d'animazione e per la miglior canzone) a Frozen (qui la recensione), anche se, quando vedi premiato un Disney a discapito di un Miyazaki, sai che molto probabilmente il premio è andato al film sbagliato. Quantomeno un Oscarino alla carriera lo meritava, il poetico Hayao. 
Dulcis in fundo, La grande Bellezza (nessuna recensione, in questo caso: il blog non era ancora nato) di Paolo Sorrentino. non c'è niente che mi renda più contento di un premio assegnato ad un film italiano. Dopo i vari De Sica, Fellini, Petri, Tornatore, Salvatores, Benigni, si aggrega alla squadra dei fortunati vincitori anche Paolo Sorrentino. Film che, dopo la visione, ho definito "niente di che", pur comprendendone quasi appieno il significato ed apprezzandone la scelta scenografica. Questo film ha il pregio non trascurabile di essere piaciuto tantissimo oltre oceano: e che fai, ti abbruttisci per il premio? Ma noooo!!! Avercene!!! Complimenti a Paolo e Toni. Più che altro, filosoficamente, vedo questo premio come una sorta di compensazione per il mancato riconoscimento a "This must be the place", che considero superiore in tutto a "La grande bellezza". Come si dice? A caval donato non si guarda in bocca. Evviva il cinema!!! 


4 commenti:

  1. Bravissimi tutti, da Steve McQueen e tutto il cast di "12 Anni Schiavo", a partire dalla giovane stella nascente Lupita Nyong'o, a Matthew McConaughey e Jared Leto e le loro interpretazioni in "Dallas Buyers Club", a Alfonso Cuaron per il lavoro incredibile realizzato con "Gravity", ai realizzatori di "Frozen" e alla divina Cate Blanchett, classe e talento unici davvero. Mi aspettavo personalmente ancora più considerazione per "Her" di Spike Jonze, che si porta a casa comunque l'Oscar per la Sceneggiatura Originale, ma soprattutto per "American Hustle" e "The Wolf Of Wall Street", sia come premi per gli attori che per la parte tecnica. Peccato, consola la vittoria de "La Grande Bellezza" di Paolo Sorrentino, un toccasana eccezionale che deve servire come spunto per una ripartenza del nostro Cinema italiano. Ce la faremo.

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    1. Aver visto 12 anni schiavo e dallas buyers club dopo hustle e the wolf, mi fa essere d'accordo con l'assegnazione dei premi da parte dell'academy. Avrei premiato amy adams per l'interpretazione british/american, questo sì.

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  2. Her manca anche a me ma spero di vederlo presto... d'altronde Jonze è sempre una garanzia!!
    Per il resto.... tanto diludendo per Scorsese e qualche perplessità per Gravity, in effetti. Almeno la sceneggiatura a the Wolf of Wall Street dovevano riconoscerla!!

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    1. È stata sicuramente una premiazione più "etica" quella di 12 anni schiavo... Io sono comunque soddisfatto...

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