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martedì 23 gennaio 2018

MADE IN ITALY (2018) DI LUCIANO LIGABUE


Giunto alla sua terza prova da regista e sceneggiatore, dopo Radiofreccia (1998) e Da zero a dieci (2002), Luciano Ligabue traspone su pellicola il suo concept album, Made in Italy, che dà anche il titolo al film. Le tracce audio si fanno sceneggiatura, essendo esse stesse tutte collegate tra loro. Per i fan più accaniti, quindi, sarà molto facile intuire quantomeno l'argomento (o gli argomenti) del film, mentre per tutti i comuni mortali è bene accennare un briciolo di trama. 


Protagonisti assoluti sono Rico (Stefano Accorsi) e Sara (Kasia Smutniak), coniugi in crisi che provano a rimettere in sesto il loro rapporto, nonostante le scappatelle di entrambi, i problemi sul posto di lavoro di Rico (ditta di salumi in fase di sfoltimento selvaggio del personale) e ciò che ne consegue. I due si fanno forza a vicenda e, grazie anche ad una folta e unita schiera di amici, tenteranno di rimettere la propria vita sui giusti binari. A questi elementi cardine, si aggiungano altre malattie che affliggono la società, soprattutto italiana, di oggi, ad esempio la dipendenza patologica dal gioco d'azzardo e uno stato che non tutela i propri cittadini e il film del Rocker-operaio Luciano Ligabue è fatto. Il tutto incorniciato nella classica cittadina di provincia dalla quale lo stesso Ligabue non sembra proprio volersi staccare. 


Si ha quasi l'impressione che, se il film si fosse intitolato Radiofreccia vent'anni dopo, nessuno avrebbe urlato allo scandalo. Infatti sembra che l'unico elemento distintivo tra i due film, Made In Italy e, appunto, Radiofreccia, sia solamente l'epoca di ambientazione, perché per il resto i punti di contatto tra le due pellicole sono moltissimi, a partire dal protagonista, Stefano Accorsi, interprete sia di Freccia che di Rico, personaggi talmente simili tra loro da far pensare ad un semplice cambio di nome in fase di stesura della sceneggiatura del nuovo film. 


Intendiamoci, non si discute l'abilità di Ligabue dietro la macchina da presa: il film si lascia vedere e risulta anche abbastanza ben girato e recitato. Il punto è che l'intreccio è permeato di una fastidiosa, oltremodo retorica e poco originale critica sociale già vista e sentita in una miriade di altri film (soprattutto italiani) e, inoltre, gli sviluppi sono talmente scontati e prevedibili che chiunque riuscirà a capire dopo mezz'ora di film come andranno a finire le storie di ogni singolo personaggio. Ci si aspettava forse un po' più di coraggio, sia narrativo che stilistico, da chi fa del Made in Italy il proprio marchio di fabbrica. 
Luciano Ligabue rimandato a settembre: è il classico studente intelligente che se solo si applicasse... 
Il film uscirà nelle sale il 25 gennaio.
Voto: 6-
Luca Cardarelli




4 commenti:

  1. Faccio outing: sono fan del Ligabue cantante...
    Però il film mi incuriosisce, anche perché il Lucianone nazionale dietro la mdp ci sa fare.

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    1. Infatti, l’ho scritto. Ma la sostanza del film è abbastanza effimera.

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  2. 6-, sarebbe un miglioramento rispetto alla (mia) insufficienza dei precedenti film :D

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