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lunedì 29 luglio 2013

Pain and Gain, Muscoli e Denaro. Non fermatevi al trailer. Non è come sembra.


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Non giudicare mai un libro dalla copertina. Quante volte ci è capitato di scartare a priori qualcosa solo perchè non aveva un bell'aspetto esteriore? A me, personalmente, molte. Stavo facendo lo stesso errore  (anzi, diciamo che lo faccio sempre, con fortune alterne) con Pain and Gain- Muscoli e denaro (complimenti vivissimi al/alla traduttore/traduttrice). Un film che, dopo aver visto il trailer, avevo depennato dalla lista delle future visioni. E ci credo!!! Regia di Michael Bay (transporchers, ehm, scusate, Transformers) con un cast composto da, udite udite, Mark Whalberg (Ted), Dwayne "The Rock" Johnson (Fast and Furious) e Anthony Mackie - chiiiii?- ah si il pasticcione de "I Guardiani del Destino", con apparizione tipo "grandissima Guest Star di nientepopodimeno che Kim Jeong (Mister Chow de "Una Notte da Leoni"), una trama suggerita dal trailer tipo "noi siamo muscolosi, andiamo in giro con il macchinone e stiamo tutto il giorno in mezzo alla patata"... Insomma mancavano solo Vin Diesel e Dolph Lundgren... Ma non è così. Non c'entra proprio niente quello che fa vedere il trailer. Infatti, in una serata degna di un immersione totale in una vasca piena di acqua ghiacciata, io e la mia bella ce ne siamo andati al multisala meno frequentato del mondo, a Busnago, a vederci questo filmone: otto spettatori totali (diventati dopo un'ora sei) compresi noi. Gli altri erano tutti nella sala affianco a vedere Wolverine (credo che a 20 ci siano arrivati).  I muscoli e le patate ci sono, e come. Ma il contesto è totalmente diverso. Innanzitutto si parla di una storia realmente accaduta. Come per "Quei bravi ragazzi" e "Blow". I protagonisti, tre ragazzoni tutti muscoli che, ripeto, sono esistiti veramente, si uniscono in una banda per derubare della vita (soldi, casa, tutto) un ricco uomo colombiano di origini ebraiche che frequenta il loro stesso centro fitness a Miami. E ci riescono. E fin qui, direte, una storia come tante. Come ne abbiamo viste a pacchi nei film tamarri made in Hollywood. Il fatto è che questi sono tre idioti, ma così idioti, che ad un certo punto il regista si è sentito in dovere di ricordare al pubblico, tramite una sovrimpressione, che quella era una storia veramente accaduta, nonostante la totale idiozia dei protagonisti. In "Blow" e "Quei bravi ragazzi" assistiamo all'ascesa e alla caduta dei rispettivi protagonisti che, per un bel po' se la sono spassata di brutto grazie ai loro crimini. Questi di Pain and Gain invece erano come la Banda Bassotti, la Banda Fratelli e i due ladri di "Mamma ho perso l'aereo" messi insieme. Eh sì perchè dopo aver sperperato tutti i soldi, ed erano tanti, tantissimi, soldi, decidono di truffare il "Re del porno". Ma qualcosa va storto. Infatti il colombiano, la prima vittima della banda (sopravvissuto ai goffi tentativi di ucciderlo da parte dei tre deficienti) si affida a un cazzutissimo investigatore privato, visto che la polizia non gli crede (perchè era una storia assurda, talmente assurda da sembrare inventata). Questo investigatore privato - Ed Harris (sorpresona!!!!) brillante ed in splendida forma -  proprio nel momento in cui i tre manigoldi sono sicuri di essere salvi, li mette nel sacco. E nonostante tutto avrebbero potuto pure passarla liscia. Questione di dettagli.  Questa la trama. Due ore e mezza di film per raccontare che il sogno americano è anche questo. E Bay non poteva farlo meglio. Ho preso come paragone due mostri sacri come Blow e Goodfellas perchè illustrano alla perfezione i rischi che comporta la vita da criminale, che all'inizio porta soldi e successo, ma alla lunga porta solo guai e disperazione. Soprattutto Blow penso abbia ispirato la scrittura di questo film (molte le somiglianze a livello di narrazione degli eventi, tramite voci fuori campo dei protagonisti e delle vittime di questi). E' il lato oscuro del sogno americano, o meglio dei sogni di un americano che voleva essere un vincente, e per vincente si intende avere milioni di dollari, belle donne e proprietà immobiliari di lusso.  Questa banda sgangherata ricorda anche i 4 lions di Chris Morris, regista esordiente inglese, per la goffaggine dei suoi appartenenti, il capo in primis. Grande interpretazione dei tre protagonisti, ma in generale tutto il cast, con in cima Ed Harris, si è comportato molto bene, grazie anche ad una sceneggiatura azzeccata. Il budget a disposizione non era certo altissimo (25 milioni $). Molti storceranno il naso, ma il film merita di essere visto, nonostante tutti i pregiudizi causati dall'orrendo trailer fatto uscire prima della messa in circolazione della pellicola. Per una volta posso dire che mi è piaciuto un film di Michael Bay. 

1 commento:

  1. vabè come si dice de gustibus, ma sinceramente non offre nulla di originale come film, tutto già visto e rivisto in altre pellicole, come film citazionista è sorpassato, Tarantino ad esempio, pur con le sue tante citazioni è più originale di Bay :)

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