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mercoledì 24 dicembre 2014

SAINT VINCENT di Theodore Melfi


A Natale non escono solo Cinepanettoni, e per fortuna, verrebbe da aggiungere. A Natale escono anche film che col Natale poco hanno a che spartire. E' il caso di Saint Vincent, scritto e diretto da Theodore Melfi, regista e sceneggiatore di cui sappiamo poco e niente, se non i titoli dei suoi film precedenti ovvero "Winding Roads" del 1999 e "Roshambo" (qui il trailer) del 2010. 
Saint Vincent racconta la storia di un uomo burbero, sociopatico, alcolizzato e ben oltre la mezza età (Vincent/Bill Murray) che vive in un sobborgo vicino New York e un giorno si vede arrivare come nuovi vicini Maggie (Melissa McCarthy), mamma separata, e il figlio pre-adolescente Oliver (Jaeden Lieberher).


Vincent inizierà a fare da baby sitter a Oliver, perchè Maggie, infermiera, sta più in ospedale che a casa e chiede proprio a Vincent di occuparsene, ovviamente dietro ricompensa.  Oliver e Vincent passeranno numerose ore insieme e il loro rapporto si solidificherà col passare dei giorni. 
Saint Vincent potrebbe apparire come un plagio clamoroso di "About a boy", e in effetti i temi trattati sono pressappoco gli stessi: un uomo solitario, un ragazzo figlio di genitori separati, i rapporti sociali. Ma mentre About a boy ci racconta di come un uomo da "Isola sperduta" può arrivare ad essere parte di un "arcipelago", in Saint Vincent il regista ci fa scoprire come è veramente un uomo che si toglie la sua maschera e ci mostra il suo animo buono, santo, per riprendere il titolo. E i Santi, spesso, in vita non è che fossero proprio degli esempi di virtù, ma, in certe occasioni, agirono in maniera tale da meritarsi tale titolo. E così è Vincent.


Il messaggio di fondo è fin troppo evidente: mai fermarsi alle apparenze. Anche nel peggior sociopatico sulla faccia della terra può nascondersi la così tanto ricercata "nobiltà d'animo" che sembra una merce così rara oggi giorno. 
Il cast, di tutto rispetto, anzi, di prim'ordine, con un Bill Murray in grande spolvero (sembra diventare sempre più bravo man mano che avanza con l'età) , una Naomi Watts incredibilmente a suo agio nei panni di una prostituta ucraina incinta (e per apprezzarla maggiormente è bene vedere Saint Vincent in versione originale, cosa che chi scrive non ha fatto, suo malgrado)  e una Melissa McCarthy che per la prima volta interpreta (ottimamente) un ruolo semi-drammatico (sembrano lontani i tempi di Una Notte da Leoni 3, Le amiche della sposa e Io sono Tu, nonché della sit-com Mike and Molly).
Aggiungiamo al tutto una colonna sonora eccezionale (Si inizia con i Jefferson Airplane e si finisce con Bob Dylan, durante la bellissima scena nella quale scorrono anche i titoli di coda) ed ecco che il gioiellino di Natale è servito, per la gioia di chi non si nutre di soli cinepanettoni e Blockbusters.
Da non perdere. Approfittatene perchè non è dato sapere per quanto tempo rimarrà in programmazione nelle sale italiane.
Luca Cardarelli.


   

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