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martedì 26 novembre 2013

HOURS


Titolo originale: Hours;
Anno: 2013;
Paese: USA;
Genere: Drammatico/catastrofistico;
Durata: 100 min ca.
Regia: Eric Heisserer (anche sceneggiatore);
Cast: Paul Walker/Nolan; Genesis Rodriguez/Abigail; 
Voto: 7,5/10
Trama: New Orleans, 23 agosto 2005: Nolan e Abigail corrono in ospedale per l'imminente venuta alla luce della loro primogenita. Sfortunatamente la nascita della piccola coincide con la morte di Abigail. La bambina dovrà, inoltre, passare le prime 48 ore di vita con una flebo nel braccino nonchè attaccata ad un respiratore. Intanto, fuori, l'uragano Katrina travolge la città e Nolan si ritrova da solo nell'ospedale appena evacuato. 


Ero alla disperata ricerca di qualche film interessante da guardare quando mi sono imbattuto nel faccione di Paul Walker, che tutti abbiamo ammirato (per dire eh) nei panni di Brian O'Conner, protagonista insieme a Vin Diesel/Dom Toretto in "Fast and Furious". Ohibò, ho pensato. Così mi sono guardato questo "Hours", opera prima (come regia) di Eric Heisserer, già sceneggiatore del prequel, bruttino, de "La cosa" e del quinto episodio della saga di "Final Destination".


"Hours" è innanzitutto un "one man movie", cioè un film in cui, per quasi tutta la sua durata, è presente un solo personaggio. Quindi è un film che posso definire "a rischio cassa": o il ritmo è vivace o click, avanti il prossimo. Ebbene, il test "ritmo" è superato molto brillantemente, grazie all'abilità di Walker e anche grazie ad una sceneggiatura precisa e accurata in ogni dettaglio, che gioca con "la lotta contro il tempo" in modo da non far mai capire a chi guarda come andrà a finire. L'azione del protagonista è scandita da diversi tentativi di trovare una soluzione al suo problema che è, principalmente, quello di  non far spegnere tramite una carica manuale il respiratore artificiale che tiene in vita la bimba appena nata (la batteria, difettosa, ha inizialmente 3 minuti di autonomia, che man mano che passa il tempo diventano 2 minuti e 40, fino ad arrivare a 1 e 30). Ma poi sopraggiungono anche altri problemi, come le flebo che finiscono, il pannolino da cambiare, le scorte di cibo esaurite. Insomma una sfiga dietro l'altra. Walker  si dimostra un buon attore drammatico a dispetto di chi lo ricorda solo come un abile pilota automobilistico tamarro e monoespressivo. Apprezzabile anche il costante ping pong tra servizi telegiornalistici sull'uragano Katrina, conditi da immagini di repertorio autentiche, e l'uragano emozionale che vive il protagonista, sia nel presente, lì, da solo in uno stanzino di un ospedale vuoto e semiallagato, che nel passato, con continui flashback in cui ricorda le tappe principali della sua storia con Abigail, dal primo incontro, passando per la proposta di matrimonio, fino al concepimento della bimba e alla corsa in ospedale. Il tutto ci è presentato come un tentativo da parte di Nolan per far sapere alla bimba chi era sua mamma (anche appoggiandole delle foto sull'incubatrice), e colmare così una lacuna pesantissima nella sua vita futura.


Non mancano nemmeno i colpi di scena sul finire del film, ma non spoilero per chi se lo volesse gustare appieno, magari dopo aver letto questa mia recensioncina. 
Un film, Hours che i sento di consigliare, che mi ha emozionato e inquadra bene il dramma di un amore perso, la speranza di un amore futuro e la lotta per la sopravvivenza, a tutti i costi.


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