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venerdì 15 novembre 2013

PRISONERS


Titolo originale: Prisoners;
Anno: 2013;
Paese: USA
Durata: 156 min.;
Genere: Thriller;
Regia: Denis Villeneuve;
Cast: Hugh Jackman/Keller Dover; Jake Gyllenhaal/Detective Lockee; Paul Dano/Alex jones; Melissa Leo/Holly Jones; Terrence Howard/Franklin Birch;
Voto: 7/10
Trama: Giorno del ringraziamento: le figlie di Keller Dover e Franklin Birch scompaiono misteriosamente dopo pranzo, mentre giocavano nel giardino davanti a casa Birch. Iniziano le ricerche ad opera degli stessi Birch e Dover, e della polizia, le cui operazioni sono capitanate dal Detective Lockee. Tutti i sospetti ricadono su Alex Jones, trovato dalla polizia su un camper che era parcheggiato davanti a casa Birch poco prima che le bambine sparissero. Ma Jones viene rilasciato poco dopo per mancanza di prove. All'uscita dalla Centrale Jones, accompagnato dalla madre adottiva con la quale vive, viene rapito da Keller Dover il quale lo tiene  prigioniero per estorcergli informazioni sul luogo in cui si trovano le due bambine.


Premettendo che ormai stupire il pubblico è diventato estremamente difficile, soprattutto quando si tratta di Thriller, Prisoners è stata una bella rivelazione. Non siamo di fronte ad un capolavoro, certo, ma comunque un buon film (rarità in questo periodo) che, a dispetto delle 2 ore e mezza di durata, non presenta alcun tempo morto, facendo rimanere incollati allo schermo gli occhi di chi guarda per tutti i 156 minuti  (e, per una volta, ringrazio la multisala per non aver interrotto la proiezione con l'odioso intervallo tra due tempi).


I ritmi sono serrati dall'inizio alla fine, i personaggi principali sono ben tratteggiati dal regista e i twist, seppur abbastanza prevedibili, sono stati messi in scena molto bene. Lo stile del film mi ha ricordato "Il cacciatore di donne", di natura però diversa, in quanto Prisoners non è tratto da storia vera. Finalmente posso sostenere che Gyllenhaal abbia offerto una buona prestazione attoriale, agevolato forse dal ruolo che gli permetteva di spaziare tra il "Donnie Darko" dallo sguardo alienato al giornalista interpretato in "Zodiac", pronto a raccogliere qualsiasi dettaglio per giungere alla soluzione del caso. Hugh Jackman, toltosi di dosso (ma poi nemmeno più di tanto) i panni di "Wolverine", appare come un bravo padre di famiglia tutto "caccia e chiesa" che perde il lume della ragione, confermando la regola secondo la quale un buono, se fatto incazzare, risulta più pericoloso di un delinquente psicopatico. Peccato solo che il colpevole del rapimento venga smascherato molto in anticipo rispetto alla fine del film (e se ci sono riuscito io, vuol dire che era veramente facile individuarlo per chiunque) . Ma la suspence non viene meno, anzi, man mano che il film volge al termine sale sempre di più. E il  merito va attribuito in parti uguali a regia e sceneggiatura. Per il resto pochi fronzoli, colonna sonora praticamente inesistente e storia parecchio angosciante. 




9 commenti:

  1. Molto molto bello. Ben diretto, ben recitato, angosciante e un'ottima riflessione per nulla scontata sulla natura umana.
    Ne parlerò stasera dalle mie parti :)

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    1. Ovviamente, essendo un film bello, è stato relegato nella sala più piccola del multisala (perchè le altre erano occupate da Checco Zalone). Spettatori totali: a fatica si arrivava a 15.

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    2. anch'io l'ho visto in una sala semideserta. Forse non arrivavamo a 10. E 4 eravamo io e i miei amici.

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    3. Il record è detenuto da "Un piano perfetto": 2 spettatori presenti, io e mia moglie.

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  2. Bello. Bello. Bello. Gyllenhal bravissimo.

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    1. Sì, una delle sue prove migliori. Anche Paul Dano molto bravo.

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  3. L'interpretazione di Jackman secondo me è notevole, finalmente riesce a scrollarsi di dosso gli artigli di Wolverine... dignitoso anche Gyllenhaal (e non è poco). Ottimo film di genere comunque, come hanno scritto praticamente tutti.

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    1. Il paragone con Mystic River in parte è azzeccato, ma non vorrei scomodare sua maestà Clint Eastwood. Lui, secondo me, è di un altro pianeta. Ma Villeneuve, se non si farà sommergere dalla fanghiglia Hollywoodiana, può dire la sua, come d'altronde ha già fatto con questo suo esordio Ammerigano.

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  4. Npn il capolavoro che sbandierano tutti, per me, ma comunque un ottimo film!

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