Visualizzazioni totali

lunedì 10 febbraio 2014

DALLAS BUYERS CLUB


Titolo originale: Dallas Buyers Club;
Anno: 2013;
Paese: USA;
Genere: drammatico;
Durata: 117 min.;
Regia: Jean Marc Vallee;
Cast: Matthew McConaughey/Ron Woodroof; Jared Leto/Rayon; Jennifer Garner/Dr. Eve Saks;
Voto: 7,5/10,
Trama: Tratto da una storia vera. Ron Woodroof è un elettricista texano omofobo dipendente da droga, sesso, alcool e gioco d'azzardo. Contrae l'HIV a causa di un rapporto sessuale non protetto prima di partecipare ad un Rodeo che, da buon texano, rappresenta il suo Hobby preferito. Gli viene presentata una diagnosi crudele che gli lascia solo 30 giorni di vita. Incredulo e voglioso di dimostrare l'erroneità di tale diagnosi, si troverà a dover combattere prima ancora che con la malattia, con il sistema sanitario americano e la Food and Drugs Administration, corrotti dalle case farmaceutiche. Decide allora di "fare da sè", costituendo una società con Rayon, un trans conosciuto in ospedale, anch'egli affetto da HIV, importando e vendendo prodotti non illegali, ma semplicemente non approvati dalla suddetta FDA, in grado di combattere il virus più strenuamente dei farmaci "autorizzati". I fatti gli daranno ragione. I 30 giorni iniziali si trasformeranno in 7 anni.


It's Oscar Time. In meno di due mesi ho visto probabilmente i tre film che si contenderanno il maggior numero di statuette il prossimo 2 marzo al Kodak Theatre di Los Angeles: American Hustle, The Wolf of Wall Street e, come recita il titolone di questo post, Dallas Buyers Club. Me li ero segnati sull'agenda da un pezzo, questi tre film, e sono contento di averli visti tutti e tre a strettissimo giro di tempo. Che dire di questo film molto più "Indie" rispetto ai due colossal targati Russel e Scorsese? Beh, innanzitutto che, a differenza del suo "collega" "Philadelphia" di Jonathan Demme con il duo Hanks/Washington, non strappa facilmente la lacrime allo spettatore. Anzi, gli fa stringere i pugni e digrignare i denti per quanto mostri la cocciutaggine del sistema sanitario americano e di un'istituzione come la FDA. I due protagonisti, impersonati alla perfezione (e forse qualcosina di più, anche) da McConaughey e Leto, rappresentano uno schiaffo, sia fisico che morale, alle istituzioni, un po' come tutti coloro i quali, trovatisi di fronte ad un isormontabile ostacolo, tentano in qualunque modo di affrontarlo e superarlo, usando qualsiasi mezzo a propria disposizione, legale o illegale. Assistiamo al miglioramento dell'anima di Woodroof proprio in concomitanza del deterioramento fisico del proprio corpo, stando a stretto contatto con tutto ciò che prima detestava con tutte le sue forze, "le checche" o "i finocchi", come era solito chiamare i Gay quando stava insieme ai suoi amici e colleghi.


Pur rimanendo sempre abbastanza scorbutico nei confronti di Rayon, impara a togliersi di dosso quel velo di ipocrisia ed ignoranza che invece i suoi amici si tengono ben stretto, soprattutto quando vengono a conoscenza dell'ambiente in cui, da malato terminale, Ron si è insediato stabilmente. Si dà una ripulita anche per quanto riguarda il suo stile di vita: basta alcol, basta droghe, basta sesso, basta tutto. Dallas Buyers Club è un film che analizza in primis l'animo umano in situazioni estreme. Ci mette chiaramente di fronte ad un sistema marcio fin dalle fondamenta, ma il nocciolo della questione è più che altro il rapporto tra Ron e Rayon, nonchè il cambio di direzione che effettua la Dottoressa Saks, mettendosi così contro l'intero staff medico dell'ospedale per il quale lavora, decidendo di abbandonare le "regole" per mettersi al servizio di Woodroof, poichè bisogna prima di tutto seguire il giusto, e il giusto non sempre è quello che viene imposto dall'alto. Una storia triste, certo, ma non "canonicamente" triste. Bando alle commoventi tragedie alla "Amore e altri rimedi", Vallee dirige un film provocatorio e coraggioso. Ci presenta il dramma della malattia combattuto con rabbia, quasi ferocia, dal protagonista e dai suoi "seguaci", fino all'ottenimento della vittoria finale, quanto meno morale . Un film che vale tutti gli elogi ricevuti dalle giurie dei festival cui ha partcipato. Un apprezzamento quasi unanime da parte di critica e pubblico. Educativo con una grinta che fuoriesce da ogni fotogramma. Soprattutto per merito di McConaughey.


Leto ha una sorta di effetto calmante, ma in molti casi ruba quasi la scena al suo collega. Impressionante lo sforzo fisico al quale si sono sottoposti i due protagonisti, dimagriti di decine di chili per entrare nei personaggi. E Sappiamo benissimo che ciò rappresenta un plus per quanto riguarda eventuali arrivi al fotofinish per l'assegnazione degli Oscar prossimi venturi.  

6 commenti:

  1. Ok, questo l'avevo già adocchiato. Dalla tua rece vedo che ne vale davvero la pena.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, merita di essere visto!!! Come ho scritto, non ti aspettare un "Philadelphia II"... Un film tostissimo (nel senso di duro e coraggioso)!!!

      Elimina
  2. il mio tifo agli oscar è tutto per jared leto.
    per il pur bravo mccoso invece no. tra gli attori protagonisti deve vincere dicaprio! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io tifo per Jared!!! Ma bisogna anche ammettere che Mattiumegnaugnei è stato bravissimo in DBC...

      Elimina
  3. Film bellissimo ma non da Oscar, mentre i protagonisti, hai voglia! Però sto con il Cannibale stavolta :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me non dispiacerebbe una vittoria di Mattiumegnaugnei... Ma tifo anch'io per Leo (anche per le volte che meritava di più e non ha vinto). E per Jared Leto, obviously. Anche da fan dei 30 seconds to Mars.

      Elimina