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venerdì 26 settembre 2014

NECROPOLIS - DANTE, VIRGILIO, NICHOLAS FLAMEL E LA PIETRA FILOSOFALE.


No, non sto vaneggiando, tutto ciò che è scritto nel titolo è presente anche nel film. Soprattutto la Pietra Filosofale di Nicholas Flamel. Roba che quando ho sentito pronunciare la fatidica frase "Dobbiamo scendere nei sotterranei per trovare la Pietra Filosofale" mi sono slogato la mandibola per quanto mi si è spalancata la bocca. "Ma che davvero?" mi sono lasciato sfuggire ad alta voce durante la proiezione. 
Non vi dico poi quando le mie povere orecchie hanno sentito "Secondo la Leggenda sulla porta dell'Inferno è incisa l'iscrizione <<Lasciate ogni speranza voi ch'entrate>>". La LEGGENDA? Povero Dante, povera Divina Commedia. Già solo questo meritava l'abbandono della sala. E  poi si continua tra passaggi bloccati, scheletri, indovinelli, tracobbetti (ops) e trappole che nemmeno in Indiana Jones, fino a "uscire a riveder le stelle".


Dal Trailer che, vi giuro, mi ha fatto più volte volgere la mente ad uno di quei fake trailer che la Gialappas mandavano in onda con Maccio Capatonda e Bip Bip Ballerina protagonisti, non mi aspettavo sicuramente un capolavoro dell'Horror, ma quanto meno un onesto filmettino da svuotamento di cervello con qualche colpo di scena degno di film appartenenti a questo genere (di cui, badate, non sono ASSOLUTAMENTE un esperto). E invece tutto si riduce ad una saga di citazioni Fantasy-letterarie (che sarebbe però più giusto definire STUPRI letterari) unite ai più classici Wattafuck degni dei peggiori Mockumentary realizzati dai tempi di The Blair Witch Project ad oggi. Perchè trattasi di Mockumentary (forse avevo dimenticato di scriverlo prima) e quindi oltre allo schifo provato per il film, uniamo anche il mal di mare che i film girati con le Handycam mi provocano quasi sempre. 


Aggiungiamoci anche i più classici stereotipi horroreschi e la frittata è bella che fatta.
Necropolis - La città dei morti aveva un potenziale non indifferente, poteva veramente essere un bel film. Le premesse c'erano, le idee di base non erano malaccio, ma il regista-sceneggiatore John Erick Dowdle, che aveva già diretto "Devil" e suo fratello co-sceneggiatore Drew hanno dato il peggio di loro stessi, malgrado gli attori a disposizione non fossero poi così cani (tutti provenienti dal favoloso mondo delle Serie Tv) dando vita ad un film che va ad aggiungersi a quelli facenti parte della categoria "dimenticabili, e anche alla svelta".  



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