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martedì 17 gennaio 2017

ARRIVAL (2016) DI DENIS VILLENEUVE (NO SPOILER)


In anteprima rispetto all'uscita nei cinema, ma con quattro mesi di ritardo rispetto all'anteprima vera e propria, svoltasi in occasione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, sono riuscito a vedere il primo Sci-fi movie firmato da Denis Villeneuve (Prisoners, Enemy, Sicario e, prossimamente, Blade Runner 2049): Arrival, con protagonisti Amy Adams, Jeremy Renner e Forest Whitaker, film tratto dal racconto Storie della tua vita di Ted Chiang
In Arrival si parla di un'invasione aliena. Ma quello che vedrete non sarà un film alla Independence Day.


La trama: dopo che una dozzina di UFO arrivano sul nostro Pianeta dislocandosi in dodici diverse località di ogni continente, tutti i governi si mobilitano preparandosi ad ogni eventualità. Ma ciò che interessa prima di ogni cosa è capire perché e da dove siano atterrati. A questo proposito decine di scienziati e professori si mettono al lavoro per risolvere il quesito. Tra questi la Dottoressa Louise Banks (Amy Adams), la miglior linguista americana, che già aveva prestato il proprio servizio al Governo degli Stati Uniti, e il dottor Ian Donnelly (Jeremy Renner), fisico teorico. Insieme al Colonnello dell'Esercito Americano Weber (Forest Whitaker) si recheranno in Montana dove li attende una delle dodici navicelle aliene (simili a degli enormi Gusci) e dove proveranno ad interagire con i Visitatori, chiamati Eptapodi (dal greco Epta=sette, podos=piede).


Villeneuve riesce nell'impresa di rendere non scontato un film dal tema super inflazionato come quello dell'arrivo degli alieni sulla Terra ampliando il campo tematico e trattando argomenti come la comunicazione tra umani e extraterrestri (come già aveva fatto Steven Spielberg in Incontri ravvicinati del Terzo Tipo), sulla cooperazione tra i paesi, sulle diverse forme di linguaggio e altri  temi che non vi svelo perché si rischia molto facilmente di cadere nello Spoiler.


Villeneuve è stato capace di permeare di autorialità un potenziale Blockbuster, cosa che era riuscita a pochi prima di lui (tre nomi su tutti: Kubrick, Spielberg e Nolan),  non solo attraverso la trama che si spinge oltre il semplice incontro/scontro Umano/Alieno, ma indagando anche nell'anima dei personaggi, nelle loro vite, nei loro pensieri. Spielberg si era fermato, con Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, a cercare di dimostrare che una comunicazione con gli extraterrestri era possibile. Villeneuve, invece, va oltre. Oltre l'invasione e oltre la (possibile) Guerra tra civiltà. Oltre il semplice Alien Invasion Movie.


A mio avviso Arrival è un film destinato a diventare cult, sia per ciò che racconta, sia per come lo racconta. Anche dal punto di vista tecnico non vi sono, infatti, appunti da fare. Ogni singolo ingrediente, dalla Fotografia agli effetti speciali, è curato nei minimi termini, rasentando la perfezione e anche gli attori si sono resi protagonisti di una performance di altissimo livello, Amy Adams su tutti.
La visione di questo film, pertanto, è più che caldamente consigliata.
Arrival arriverà nelle sale il 19 gennaio 2017.
Voto: 9/10.
Luca Cardarelli






lunedì 14 novembre 2016

ANIMALI NOTTURNI (2016) DI TOM FORD (NO SPOILER)

Ed eccoci all'anteprima più interessante del mese di Novembre


Animali Notturni, candidato al Leone d'Oro e vincitore del Leone d'Argento (Gran Premio della Giuria) all'ultima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, porta in scena per mano del Regista/Stilista Tom Ford (qui anche sceneggiatore e produttore) le vicende narrate nel romanzo  Tony e Susan di Austin Wright pubblicato nell'ormai lontano 1993. 
Susan (Amy Adams), una gallerista con un matrimonio fallito alle spalle, riceve dal suo ex marito Edward (Jake Gyllenhaal) la bozza del romanzo che sta per pubblicare e che ha dedicato espressamente a lei. Molto incuriosita, Susan si immerge nella lettura... 


Con la trama ci fermiamo qui, dato che sarebbe molto arduo proseguire evitando gli spoiler. 
Non avendo mai visto A Single Man, il film grazie al quale Tom Ford si è rivelato al Mondo del Cinema, ero completamente ignaro di quale fosse il suo stile. Dopo la visione di Animali Notturni, però, me ne sono fatto un'idea. Devo innanzitutto ammettere di esserne rimasto folgorato, quasi come quando conobbi, cinematograficamente parlando, Nicolas Winding Refn grazie a Drive.


In Animali Notturni vi è una quantità di riferimenti ad altri film, al altri generi, ad altri registi, impressionante. Nella regia si rivede David Lynch, la colonna sonora fa subito subito pensare nientemeno che ad Alfred Hitchcock e, infine, le ambientazioni e i colori portano alla mente, neanche a farlo apposta, proprio Nicolas Winding Refn. La storia, che si dipana su due piani narrativi (la vita "reale" e quella raccontata nel romanzo che Susan sta leggendo), mi ha letteralmente incollato allo schermo per tutta la durata del film, circa due ore, minuto più, minuto meno. 


Ogni personaggio è rappresentato in maniera molto approfondita, a cominciare da Susan, una Amy Adams semplicemente perfetta, passando per Edward -  Jake Gyllenhaal da Lo Sciacallo in poi non ha più sbagliato un colpo - e arrivando a Michael Shannon che, grazie a quest'ultima sua interpretazione, pare sia in odore di Nomination. Ma i tre protagonisti principali non sono gli unici a meritare le lodi: anche un quasi irriconoscibile Aaron Taylor Johnson, al suo primo ruolo in un film d'autore (lo ricordavamo infatti quasi solo per blockbuster come Kickass, Godzilla e Marvel's The Avengers - Age of Ultron), risulta perfetto nella parte assegnatagli (e non posso scrivere altro). 


Un film, Animali Notturni che, sin dalla primissima sequenza, fa intendere che quello che sta per iniziare non è il solito Thriller telefonato, ma un'opera d'arte complessa, affascinante, scioccante e disturbante. Vi rimarrà nella mente molto a lungo, come una magnifica ossessione
Da vedere e rivedere. Sul podio dei migliori tre film del 2016
Animali Notturni uscirà nei cinema italiani il 17 novembre. Vi consiglio di non perderlo. 
Voto: 9
Luca Cardarelli



giovedì 24 marzo 2016

BATMAN V SUPERMAN - DAWN OF JUSTICE DI ZACK SNYDER (NO SPOILER)


Erano tre anni che fremevo, ma in realtà sin da quando ero bambino aspettavo di vedere i miei due supereroi preferiti nello stesso film. Finalmente, il giorno tanto atteso è arrivato e il 22 marzo, ventiquattro ore in anticipo rispetto all'uscita ufficiale, ho avuto il privilegio, insieme ad altri  fortunati "colleghi", di assistere al Cinema Arcadia di Melzo alla proiezione per la stampa del sequel del tanto vituperato (a torto, secondo me) Man of Steel Snyderiano: Batman V Superman - Dawn of Justice. Questo film, come vedremo, più che un sequel è il prologo di un progetto targato Warner Bros che avrà come protagonisti i supereroi targati DC COMICS che andranno a formare la Justice League che avrà il compito di combattere a suon di film e relativi e spin off il dominio cinematografico della casa concorrente Marvel/Disney, forse con qualche annetto di ritardo. È anche vero che la Casa delle Idee sforna film alla stessa velocità con cui i conigli si riproducono, ma non siamo qui per parlare di questo. 


Ispirato alla Graphic Novel firmata da Frank Miller,  Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, Batman V Superman - Dawn of Justice, diretto da Zack Snyder e sceneggiato dal duo formato da David S. Goyer e Chris Terrio, ci mostra una Metropolis ancora sconvolta dallo scontro tra l'Uomo d'acciaio e il Generale Zod, nella quale le autorità si stanno chiedendo se Superman/Henry Cavill non rappresenti un pericolo più che una risorsa per la Nazione. Anche Bruce Wayne/Batman/Ben Affleck, il Bat-Vigilante di Gotham City, ha il medesimo dubbio e decide, nonostante il parere contrario del fido Alfred/Jeremy Irons, di propendere per le maniere forti e vuole a tutti i costi estirpare il problema alla radice: Superman deve essere abbattuto. Alla decisione di Wayne contribuisce il diabolico Lex Luthor/Jesse Eisenberg il quale, invidioso del potere dell'Alieno Kryptoniano, fa cadere su di lui le colpe di attentati ed uccisioni, alimentando così l'odio delle folle nei suoi confronti. 


Analizzare in maniera lucida ed imparziale un film in cui un alieno volante e un riccone vestito da Pipistrello pieno di gadget tecnologici bisticciano come due bambini che si contendono una crostatina è impresa ardua. Quando alla direzione del suddetto film ci trovi un tamarro e sgrammaticatissimo (dal punto di vista cinematografico) Zack Snyder, coadiuvato per di più da quei pasticcioni cronici che rispondono ai nomi da David Goyer e Chris Terrio (più il primo che il secondo), l'impresa diventa pressoché impossibile. 
Quando ti metti davanti a un film come Batman V Superman, te ne freghi di tutto. Le sole cose che contano sono loro due, l'atmosfera cupa e ansiogena portata da una fotografia tanto dark quanto fumettosa, l'epicità di una colonna sonora imponente e roboante (Hans Zimmer e Junkie XL) e, infine, lo sviluppo della storia fino all'atteso finale della vicenda. E poi c'è Diana Prince/Wonder Woman/Gal Gadot, c'è Doomsday, vengono presentati, in un brevissimo frame, Aquaman/Jason Momoa e Flash/Ezra Miller (ampiamente annunciati dai trailer e dalle numerose fughe di notizie che hanno preceduto l'uscita del film). C'è poi l'intensa storia d'amore tra Lois Lane/Amy Adams e Superman che continua nonostante tutto. 


Ma, soprattutto, quello che tutti noi stavamo aspettando come si aspetta la pioggia dopo un anno di siccità, era vedere Ben Affleck interpretare il ruolo che fu, prima di Adam West, Michael Keaton, Val Kilmer, George Clooney e Christian Bale: BATMAN. Quando venne annunciato che l'inespressivo Ben era stato scelto come nuovo Bruce Wayne, un sacco di gente, soprattutto i fan di Christopher Nolan, si scagliò contro Snyder e la Warner definendo insensata e distruttiva per la figura del Cavaliere Oscuro questa scelta. Invece io, come molti altri, ho subito appoggiato pienamente la decisione, giudicando Ben Affleck decisamente azzeccato per questo ruolo. Soprattutto confrontandolo con il Bruce Wayne disegnato da Frank Miller, Affleck risulta la miglior scelta possibile. E nel film se ne ha la piena conferma. Non credo di esagerare quando lo definisco "nato per essere Batman": Ben Affleck è il pezzo più pregiato della schiera di attori facenti parte della scuderia Sneyderiana. 


Non che gli altri si siano comportati male, anzi... In particolare ho apprezzato Jesse Eisenberg nei panni dello psicopatico Lex Luthor che in questo film ne combina una più di Bertoldo, apparendo talmente fuori di testa da risultare quasi spaventoso. Anche Gal Gadot, che appare in un numero limitatissimo di scene, è risultata perfetta nel ruolo di Diana Prince/Wonder Woman (ma per lei è previsto anche il ruolo di protagonista assoluta in Wonder Woman, in uscita nel 2017). 


Ovviamente c'è, in tutto ciò, lo zampino di Zack Snyder che tende ad estremizzare sempre ogni particolare, a renderlo quasi grossolano, ma, comunque, sempre funzionale al suo modo di fare cinema. Un cinema pieno di eccessi audio-visivi, a volte pasticciato, un po' confusionario, tamarro e caciarone, ma che ti assorbe, ti incolla allo schermo e non ti lascia andare fino a che non iniziano a scorrere i titoli di coda. 
Non mi soffermo sui difetti di questa pellicola, che ci sono, e sono pure parecchi, ma da Zack Snyder non ci si può aspettare di più. Non è mica Spielberg o Scorsese, e che diamine!!! 


Ad ogni modo, i primi venti minuti di film sono da brividi, così come numerosi altri momenti che si susseguono nelle due ore e trentuno minuti caratterizzati da azione, esplosioni che fanno sobbalzare sulla poltrona, lotte all'ultimo sangue e chi più ne ha, più ne metta. Un film che gli appassionati del genere e i fan dei personaggi (e di Zack Snyder) ameranno incondizionatamente, mentre i detrattori a priori continueranno a demolire. Non c'è verso. Batman V Superman - Dawn of Justice o lo ami, o lo odi. Senza via di mezzo. 
Io l'ho amato. In film come questi, più che la grammatica cinematografica, è importante l'emozione, il pathos, l'epicità. E questi ingredienti da Batman V Superman - Dawn of Justice traboccano come  pop corn da un secchiello tenuto in mano da un esagitato dodicenne. 
Sicuramente il meglio deve ancora venire (Justice League e molti altri) e io non vedo l'ora di gustarmi le prelibatezze che ci riserveranno nei prossimi mesi Zack Snyder e i suoi compagni di merende. 
Prossima tappa: Suicide Squad (Agosto 2016), diretto da David Ayer.
Voto: 8,5
Luca Cardarelli


P.S. Sconsiglio vivamente la visione in 3D, alla quale noi fortunati spettatori in anteprima siamo stati obbligati (Anche se la Sala Energia dell'Arcadia di Melzo, da ora dotata di impianto Dolby Atmos, rappresenta il paradiso per ogni cinefilo!!!)