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sabato 26 agosto 2017

THE DEVIL'S CANDY (2015) DI SEAN BYRNE [NO SPOILER]


Col finire dell'estate tornano le anteprime e, benchè l'horror sia molto apprezzato da queste parti, non mi trovo molto a mio agio nel commentare ed analizzare film appartenenti a questo genere. Ma oggi il problema non si pone. The Devil's Candy, scritto e diretto da Sean Byrne (e uscito nei cinema americani già nel 2015), rende molto facile la sua analisi grazie alla sua pregevolissima fattura.


Il plot, ammettiamolo, non è che sia tra i più originali: al centro delle vicende c'è la classica famiglia, gli Hellman (uh, che cognome...), composta da Jessie (Ethan Embry), padre pittore (metallaro), Astrid (Shiri Appleby) madre (compiacente metallara) e Zoeey (Kiara Glasko) figlia adolescente, metallara come il padre.


E cosa fanno gli Hellman? Traslocano in una nuova casa pagata quattro soldi, complice il fatto che fu teatro di una sanguinosa vicenda passata, ovviamente molto ben "ovattata" nella descrizione fornita loro dall'agente immobiliare. Ovviamente sin dai primi giorni si rifanno vivi i fantasmi del passato tormentando il capofamiglia in primis e, di conseguenza, mettendo in pericolo tutta la famiglia.


La poca originalità del soggetto è compensata tuttavia dalla grande vivacità di una regia tutt'altro che sprovveduta che trova nel montaggio accuratissimo e, in alcuni frangenti, frenetico, oltre che in una colonna sonora a forte tinte Heavy Metal, dei grandissimi alleati che potrebbero rendere il film appetibile ad un pubblico abbastanza trasversale, non solo a quello composto dagli amanti del genere Horror. Molto apprezzabile, in questo senso, è stata la scelta di Byrne della tecnica vedo non vedo per le scene che, altrimenti, sarebbero risultate molto cruente, per non usare il termine splatter, lasciando immaginare l'accaduto allo spettatore che, ovviamente, si farà un'idea tutta sua dei particolari. E nonostante questo oscurantismo, anzi, forse proprio grazie a ciò, The Devil's Candy risulta estremamente inquietante, come pochi altri film prima di questo.


Per questa recensione si è scelto di limitare al massimo l'elenco dei dettagli della trama e delle scene  per non rovinare la visione del film a chi decidesse di sfidare le proprie paure ed andare a vederlo al cinema. Lasciatemi spendere però alcune parole per la colonna sonora. Definirla eccezionale sarebbe limitativo. Sappiate solo che sono presenti brani di alcune delle più grandi band del panorama Heavy Metal quali Metallica (Am I Evil, For Whom the Bell Tolls), Slayer (You against you), Machine Head (Sail into the black), Pantera (By demons be driven), Queens of the Stone Age (Like a Drug) e Cavalera Conspiracy (Killing Inside) e, se siete dei Metalhead, vi troverete a fare headbanging durante numerose scene del film. Si potrebbe definire The Devil's Candy come il primo esperimento cinematografico nel campo delle Try to not Headbang Challenge. Vi è anche un omaggio non musicale agli Iron Maiden, ma non rivelerò in che punto del film potrete apprezzarlo, sta a voi scovarlo.


The Devil's Candy arriverà nei cinema il prossimo 7 settembre e siete caldamente invitati di approfittarne.
Voto: 8/10
Luca Cardarelli


sabato 16 gennaio 2016

LA GRANDE SCOMMESSA DI ADAM MCKAY


Fresco di 5 nomination ai prossimi Oscar (Miglior film, attore non protagonista - Christian Bale -, regia - Adam McKay, sceneggiatura non originale e montaggio) La Grande Scommessa (The big short), tratto dal libro di Michael Lewis, è un pirotecnico film che illustra con un'accuratezza infinitesimale origini, cause ed effetti dello scoppio della crisi economica che affligge il mondo dal 2009. Tutto parte dalle Banche d'affari americane che, confidando nella estrema solidità del mercato immobiliare, cominciano ad elargire indistintamente a chiunque mutui subprime classificati dalle Agenzie di rating come tripla A, quando invece, parole testuali, altro non sono che "merda". Ovviamente i bersagli più colpiti sono gli appartenenti alla classe media che, pur di avere la proprietà di un'immobile, firmano qualunque carta venga loro sottoposta. E in caso di mancato pagamento dei mutui, gli immobili di cui le Banche erogatrici diverrebbero proprietarie verrebbero da queste venduti a prezzi maggiorati con un profitto, alla lunga, MILIARDARIO, creando una bolla immobiliare che porterà inevitabilmente ad un crollo del mercato. 


Di questa enorme truffa si accorgono diversi soggetti: il manager di un Hedge Fund (investimenti) Michael Burry (Christian Bale), l'investitore Jared Vennett (Ryan Gosling), altri due giovani investitori Jamie Shipley (Finn Witrock) e Charlie Geller (John Magaro) che, per entrare nel mercato, chiedono aiuto al Banchiere in pensione Ben Rickert (Brad Pitt) e, infine, il Manager di una società collegata alla Banca d'affari Morgan Stanley, Mark Baum (Steve Carell). Tutti giungono alla conclusione che, scommettendo pesante su un crollo più o meno ravvicinato del Mercato Immobiliare, si sarebbero potuti ottenere profitti ingentissimi, anche perché le Banche non avrebbero esitato un solo secondo ad accettare la sfida, sicure com'erano della stabilità del "mattone". 
Inutile dire che le previsioni di questi investitori si riveleranno azzeccate. 


Siamo sinceri: La Grande Scommessa è un film complicatissimo. Quasi la totalità dei dialoghi che danno vita a questo Monster Movie è infatti in strettissimo gergo finanziario. Chi non fa parte di questo mondo difficilmente riuscirà a capire i meccanismi che hanno portato al crollo dell'economia mondiale. L'unica cosa che è chiara e limpida agli occhi di tutti sono le conseguenze, ed è inutile elencarle. Anche con delle parentesi di pellicola dedicate alle spiegazioni per i comuni mortali di questi meccanismi, con abili trucchetti come il dialogo diretto dei protagonisti al pubblico o l'uso di star del calibro di Margot Robbie e Selena Gomez (come dire "Ve lo spieghiamo in parole povere se non avete capito una ceppa di quello di cui si sta parlando"), la confusione rimane, e ci si concentra più che sul significato, sul significante. 


E cosa notiamo? Beh, sicuramente che "La grande Scommessa" è un film di una qualità tecnica sopraffina, caratterizzato da un montaggio spettacolare, un ritmo da formula 1 e una colonna sonora (in cui spiccano Nirvana, Metallica, Mastodon e Pantera) che tocca vette di epicità difficilmente raggiungibili da film che non siano firmati Scorsese, Leone o Coppola. E poi tutti, e diciamo TUTTI gli attori hanno offerto delle Performance brillanti, e suona un po' stonato il fatto che Carell (a nostro avviso il migliore tra tutti) non compaia tra le nomination insieme a Bale che, seppur bravissimo, in questo film gli sta una spanna buona sotto. 


La sceneggiatura (anch'essa da Oscar, come recitano le ultime nomination)  non ha falle di sorta, è pulita, diretta e poco arzigogolata (per bilanciare la complessità dei dialoghi, quelli sì, invece, talvolta incomprensibili ai più). 
Possiamo quindi affermare con molta sicurezza che The Revenant di Inarritu, per la Statuetta dedicata al Miglior Film, troverà ne  La Grande Scommessa uno degli avversari più ostici.
Da vedere assolutamente.
Voto: 9/10.
Luca Cardarelli