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venerdì 18 maggio 2018

SOLO - A STAR WARS STORY (2018) DI RON HOWARD [NO SPOILER]


Dopo Rogue One – Star Wars Story, il primo spin-off della monumentale saga di Star Wars, arrivata oggi all’ottavo capitolo tra alti e bassi (dove gli alti sono i tre episodi della Trilogia originale, mentre i bassi sono gli altri tre della Trilogia Prequel, e in mezzo stanno i primi due episodi della Trilogia Disney, il settimo e l’ottavo, per l’appunto), eccoci arrivati al secondo film della saga degli spin off, sempre col marchio Disney impresso a fuoco, quello dedicato al personaggio più carismatico di tutti, o meglio tra i più carismatici di tutti, Han Solo.


Dopo uno sviluppo travagliato, a causa di disguidi relativi alla regia, originariamente affidata al duo formato da Phil Lord e Christopher Miller (alla fine accreditati solo come Produttori Esecutivi), sostituiti dopo poco tempo da Ron Howard per volere della Disney che non approvava modo di concepire il prodotto affidato loro (probabilmente, si dice, avevano dipinto in maniera troppo comica il personaggio principale. Ma La Disney aveva dato un’occhiata alla loro filmografia? Lego Movie, Piovono Polpette, 21 Jump Street...), finalmente Solo – A Star Wars Story ha visto la luce venendo presentato il 15 maggio 2018 nientemeno che durante la Kermesse cinematografica di Cannes, suscitando pareri abbastanza discordi tra i critici, i fan della saga e i semplici, per quanto informati, spettatori.


Ma andiamo per ordine.
Il plot è quanto di più semplice si potesse immaginare: si narrano le avventure, ambientate undici anni prima degli eventi narrati in Rogue One, e subito dopo quelli de La Vendetta dei Sith, che porteranno il diciottenne Han (Alden Ehrenreich) a conoscere Chewbacca (Jonas Suotamo) e Lando Calrissian (Donald Glover) e a pilotare il Millennium Falcon, la mitica nave intergalattica capace di percorrere in soli 12 (attenzione, non dite “in 14” altrimenti si indispettirà) Parsec la rotta di Kessel. Oltre i sopra elencati personaggi, vedremo anche il fuorilegge Tobias Beckett (Woody Harrelson), sua moglie Val (Tandie Newton), il primo amore di Solo, Qi’ra (Emilia Clarke), mentre il villain di turno sarà Dryden Vos (Paul Bettany), membro dell’Alba Cremisi, un sindacato criminale.


Il film inizia di corsa, senza una presentazione dei personaggi, o del personaggio principale. Nulla si sa sulle origini di Han, solo che è un ragazzino senza famiglia che vive truffando e derubando, e sogna di diventare un pilota. L’imberbe Ehrenreich ci prova ad essere un Han Solo credibile, ma manca di carisma, non si fa voler né bene né male, non entra nel cuore, non ha niente dell’Han Solo Harrisonfordiano, non ci somiglia nemmeno anatomicamente. E poi c’è Ki’ra, e anche lei esiste senza un passato, non sappiamo chi sia, da dove viene e che ruolo abbia, se non quello di rubare il cuore (AAAAWWWWW!!!) del giovane Han. Anche lei, oltre ad essere di bella presenza non regala nulla in più al film. Al contrario quello interpretato Woody Harrelson è un gran bel personaggio che ruba la scena un po’ a tutti ma, essendo un film dedicato ad Han Solo, la cosa stona un po’, non trovate?


Stesso discorso va fatto per il Lando Calrissian di Donald Glover, personaggio dalle potenzialità infinite, ridotto ad una sterile macchietta per non oscurare completamente l’inutile Ehrenreich, che dovrebbe primeggiare su tutti ma che il più delle volte si rivela più un futuro “Trinità” che l’abile contrabbandiere in grado di far innamorare la Principessa Leia.
La regia di Ron Howard risulta senza infamia e senza lode, tira dritto come la linea di un encefalogramma piatto e va dal punto A al punto B senza intoppi di sorta, ma non regala nessuno spunto interessante, nemmeno quando la sceneggiatura dei Kasdan si inventa dei telefonatissimi Plot Twist che fanno esclamare “Oh, quelle surprise!!!”. Inoltre nel film sono stati buttati dentro, come in un pentolone di zuppa sul fuoco, evidentissime scopiazzature citazioni di film cult del passato come Mad Max, Indiana Jones e non mancano ammiccamenti al genere western nelle scene dei duelli che vedono impegnato il giovane Han Solo, oltre alla scena della grande rapina al treno.


Tutto molto bello, ok, ma il film latita, non vi sono picchi emozionali che lo rendano indimenticabile, bensì tutto risulta fin troppo annacquato, trasparente, senza appeal. L’unica cosa difficile da mandare giù, e di questo sì, ce ne ricorderemo, è stata l’assoluta mancanza di un finale (ci sarà un sequel? Sì, no, forse, boh) e l’incomprensibile comparsa di un personaggio utile solo per far inumidire le parti basse dei fan della saga (compresi i libri e le serie animate) ma che alla maggior parte degli spettatori rende ancora più difficile la comprensione della storia che già prima non brillava di sicuro per scrittura e trasposizione su pellicola. Insomma, un grande “Meh” è quello che molti di noi hanno proferito borbottando all’uscita della sala, rispondendo alla domanda “Piaciuto?”. Probabilmente Solo – A Star Wars story è l’anello più debole di tutta la saga che è in procinto di sfornare il suo nono episodio e promette di continuare a “regalare” nuovi spin-off, a cominciare dall’annunciato film dedicato proprio a Lando Calrissian. La domanda è: ne varrà la pena?
Solo – A Star Wars story uscirà nelle sale italiane il 23 maggio 2018, distribuito da Walt Disney Studio Motion Pictures Italia.
Voto: 5.5
Luca Cardarelli








giovedì 15 dicembre 2016

ROGUE ONE: A STAR WARS STORY (2016) DI GARETH EDWARDS (NO SPOILER)


Lo stavamo aspettando tutti, e finalmente il 14 dicembre 2016 è arrivato portandoci in dono uno dei film più attesi e chiacchierati dell'anno: Rogue One si è manifestato e noi tutti ci siamo lasciati travolgere dalla sua Forza che unisce la tradizione del franchise Star Wars  all'innovazione della Star Wars Anthology, una serie Spin-Off di quella classica, giunta con The Force Awakens al settimo capitolo e in procinto di partorirne un ottavo (e un nono). 


In questo primo capitolo scopriremo come la Ribellione si impossesserà dei piani per la costruzione della Morte Nera, dando di fatto il via alle vicende della Trilogia Originale ovvero gli Episodi IV, V e VI di Star Wars. Al timone stavolta troviamo Gareth Edwards, conosciuto per aver diretto Monsters nel 2010 e Godzilla nel 2014. Per la prima volta nella storia del Franchise targato Lucasfilm la colonna sonora non è stata affidata a John Williams, bensì a Michael Giacchino. Poco male, comunque: il tema è sempre quello, il cuore batte lo stesso. 
Per evitare qualsiasi tipo di spoiler non vi scrivo nulla sullo sviluppo della storia, fatevi bastare le due righe scritte sopra. 


Sin dall'inizio del film si ha la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di super - epico, come da aspettative. Le scenografie e le musiche sono semplicemente fantastiche e il cast - di cui Felicity Jones/Jyn Erso, Mads Mikkelsen/Galen Erso, Diego Luna/Capitan Cassian e Forest Whitaker/Saw Guerrera costituiscono le punte di diamante - si comporta più che egregiamente facendo quasi dimenticare i personaggi della Trilogia Originale. 


Dopo buoni quaranta minuti di introduzione la scena si anima con le classiche sequenze di scontri aerei tra caccia imperiali e x-wings e terrestri tra Trooper e ribelli con gli immancabili pew pew a fare da colonna sonora aggiuntiva al tutto. Sarà un crescendo incredibile che porterà ad un finale da applausi. 


Avevamo grosse aspettative riguardo a questo nuovo capitolo dell'Universo Star Wars e possiamo affermare senza paura che il film va oltre ogni rosea previsione. Ci si diverte, ci si agita, ci si commuove, si rimane con il fiato sospeso e incollati allo schermo per tutta la durata del film: è questo che volevamo e questo ci è stato dato. Veramente un ottimo lavoro sotto qualsiasi punto di vista. 
A questo punto è d'obbligo essere ottimisti sia per quanto riguarda il prosieguo della Serie Classica che per quello della Star Wars Anthology, il cui secondo capitolo, previsto per il 2018, avrà come protagonista Han Solo.   
Da oggi, 15 dicembre 2016, nelle sale.
Voto: 9/10
Luca Cardarelli


mercoledì 30 dicembre 2015

STAR WARS - EPISODE VII - THE FORCE AWAKENS DI J.J. ABRAMS



Con un grande ritardo, non dipendente dalla mia volontà, sono riuscito anch'io a vedere l'ultimo attesissimo episodio della saga di Star Wars, risorta dopo che gli Episodi I, II e III rispettivamente uccisero, gettarono in una fossa e seppellirono quel capolavoro che fu la Trilogia Classica, ovvero gli Episodi IV, V e VI. Ma non facciamo inutili, sterili, nonché noiose polemiche e andiamo ad analizzare questo settimo episodio, primo di una nuova trilogia, commissionato dalla Disney ad un sempre più ammiccante e sorridente J. J. Abrams.


Luke Skywalker, dopo la battaglia di Endor, è sparito. Lo cercano il PRIMO ORDINE, nato dalle ceneri dell'IMPERO, e la Resistenza, una forza militare agli ordini del Generale Leia  Organa/Carrie Fisher e sostenuta dalla REPUBBLICA. Poe Dameron, il miglior pilota della RESISTENZA, viene mandato sul Pianeta JAKKU per recuperare dalle mani dell'anziano Lor San Tekka/Max Von Sydow una mappa che illustra il cammino per raggiungere Luke nella sua ignota nuova residenza. Anche il malvagio e misterioso Kylo Ren/Adam Driver vuole mettere le mani sulla mappa e atterra con gli Stormtrooper su Jakku, cattura Poe (che però nasconde la mappa nel Droide BB8), e, dopo aver decapitato Tekka, stermina tutti gli abitanti del villaggio.


Lo Stormtrooper FN2187, inorridendo davanti a tanta violenza, decide di ribellarsi agli ordini del suo capo e di aiutare a fuggire Poe, diventando in breve un suo affezionato compagno di avventura. Dopo aver rubato un caccia TIE, i due fuggono dalla Nuova Morte Nera, che ora si chiama STARKILLER, ma vengono abbattuti durante la fuga e riprecipitano su Jakku. FN2187, che nel frattempo era stato ribattezzato FINN da Poe, avendo perso di vista il suo compagno, abbandona il relitto della navicella e attraversa il deserto in cerca d'acqua, giungendo al villaggio dove vive Rey/Daisy Ridley, una giovane mercante di rottami in cerca dei suoi genitori, che intanto aveva trovato e adottato il simpatico Droide BB8. Il Primo Ordine li intercetta e tenta di catturarli, ma i 3 si salvano fuggendo a bordo di una nave abbandonata, il Millennium Falcon. Salvatisi, vengono intercettati anche da Han Solo e Chewbecca i quali non credono ai loro occhi quando rivedono il Millennium Falcon funzionante e decidono di aiutarli. Inizia così l'avventura che porterà Finn, Rey, Han, Chube e, in seguito, Leia e la Resistenza in primis a combattere Kylo Ren e il temuto Primo Ordine che minacciano la galassia e poi a cercare di rintracciare l'introvabile Jedi Luke Skywalker.


Dunque assistiamo ad un nuovo, epico inizio. I vecchi personaggi come Han Solo, Leia Organa e Chewbecca incontrano i nuovi protagonisti Poe, Rey e Finn e combattono fianco a fianco contro il nuovo cattivone Kylo Ren, che J.J. Abrams non ci descrive ancora a fondo, lasciandoci intuire quello che potrebbe essere, ma anche quello che potrebbe non essere. Ci tiene in sospeso sulla sua figura, e ciò lo rende oltremodo affascinante, anche più di Darth Vader. Ma in fondo un po' tutti i personaggi introdotti in Episodio VII sono ancora da scoprire: Poe, Rey e Finn. Attendiamo dunque il prosieguo della Saga per chiarirci le idee.


Domanda: ci è piaciuto The Force Awakens? Risposta: sì, e anche tanto, anzi TANTISSIMO!!!
Domanda: ci aspettavamo The Force Awakens così come ce l'ha imbandito il caro J.J.? No. Nel senso che non sapevamo cosa aspettarci esattamente. Avremmo solo scommesso tutti i nostri averi che ci saremmo divertiti molto e che Abrams avrebbe sicuramente fatto un ottimo lavoro. E infatti è stato così. Detto ciò,  Episodio VII potrebbe benissimo essere rinominato Episodio IV-bis, e per molti questo é un difetto.


E invece per noi non lo é affatto!!! The Force Awakens è un meraviglioso, sensazionale, fantastico (e necessario) omaggio a "Una nuova Speranza", dal quale J.J. Abrams parte per creare nuove avventure introducendo nuovi personaggi (Poe, Rey, Finn e Kylo Ren) che, sebbene siano molto simili a quelli della Trilogia Classica (Han Solo, Luke, Darth Vader), non sfigurano per niente al confronto e riescono subito a fare centro nell'anima e nel cuore sia degli affezionati fan della saga che dei neofiti. The Force Awakens sono Due ore e venti di adrenalina pura, di inseguimenti e combattimenti aerei, spade laser e siparietti divertenti.


Insomma, come si dice, squadra che vince non si cambia, e Abrams è stato bravissimo a non "sputtanare" tutto rimanendo dentro gli schemi narrativi ben tracciati, badate, non da Lucas, ma dall'epica classica. In fondo anche il più grande Poema epico di tutti i tempi, l'Iliade, aveva le medesime impostazioni narrative, e ci pare che sia stato abbastanza apprezzato.
Lasciate da parte ogni pregiudizio sulla commercialità del prodotto "Star Wars" (Merchandising pesante, pubblicità, ecc) e correte a vedere questo Episodio VII o, se l'avete già visto, correte a rivederlo perché Star Wars é pura emozione, puro divertimento. Star Wars - The Force Awakens é Puro Cinema.
Voto: 10/10.
Luca Cardarelli