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mercoledì 22 novembre 2017

ASSASSINIO SULL'ORIENT EXPRESS (2017) DI KENNETH BRANAGH



Ancora un remake? Sì, ancora. Ma forse di questo se ne sentiva il bisogno. Stiamo parlando di Assassinio sull'Orient Express, già diretto nel 1974 da Sidney Lumet, tratto forse dal giallo più famoso tra quelli scritti da Agatha Christie. Kenneth Branagh prende il coraggio a due mani e sforna un film nel quale rivivono le atmosfere del cinema classico dimostrando di essere un regista capace e ambizioso, in grado di dirigere un cast di stelle di prim'ordine del quale egli stesso fa parte, interpretando il leggendario Hercule Poirot, non facendo assolutamente rimpiangere chi lo interpretò prima di lui, ovvero Albert Finney, e nemmeno chi lo diresse, ovvero il grandissimo Sidney Lumet. Insieme a quella di Branagh (Poirot) abbiamo potuto ammirare le incredibili performance di attoroni del calibro di Johnny Depp (Hatchett), Michelle Pfeiffer (Caroline Hubbard), Judi Dench (Natalia Dragomiroff), Willem Dafoe (Gerhard Hardmann), Penelope Cruz (Pilar Estravados) e Daisy Ridley (Mary Debenham) per citare i più conosciuti. 


Quel che ne è venuto fuori è un film tecnicamente sopraffino che, nonostante la storia sia stra-conosciuta (anche il finale, ovviamente), non fa pesare assolutamente le due ore di durata grazie al suo ritmo sempre sostenuto, e, impreziosito da dialoghi brillanti e vivaci e notevoli astuzie registiche che fanno sì che la tensione sia sempre alta, diverte e coinvolge fino alla fine gli spettatori, siano essi lettori o no. Francamente non si poteva chiedere di più ad un'opera così ad alto rischio di fallimento, essendo il remake di un colossale capolavoro di più di quarant'anni fa. E, altrettanto francamente, non è possibile andare più in là con il giudizio su questo film che, consentitecelo, ci ha fatto letteralmente brillare gli occhi durante la visione. 


Abbiamo avuto l'opportunità di visionare il film (doppiato ottimamente nonostante i trailer facessero presagire il peggio) in anteprima in formato 70mm presso la Sala Energia del Cinema Arcadia di Melzo, dettaglio che ha reso ancor più godibile l'esperienza. 
Dopo la visione, confrontandoci tra colleghi, ci siamo chiesti come sia stato possibile che in America la critica (e il pubblico) si siano scagliati così violentemente contro Branagh e il suo film che, a nostro avviso, è invece una vera e propria perla. 


Originariamente l'uscita di Assassinio sull'Orient Express era prevista per il giorno 6 dicembre, ma la Fox ha deciso di anticiparla al 30 novembre, mentre il 29 novembre è in programma l'anteprima nazionale in 70mm al Cinema Arcadia di Melzo che possiede anche una copia del film nello stesso formato in Versione Originale Sottotitolata).
Consigliatissimo. 
Voto: 8,5.
Luca Cardarelli


mercoledì 7 ottobre 2015

BLACK MASS - L'ULTIMO GANGSTER DI SCOTT COOPER


Presentato fuori concorso all'ultima Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, "Black Mass" segna il ritorno in pompa magna di Johnny Depp, dopo le delusioni (per non dire flop) di The Lone Ranger e Transcendence. Scott Cooper (già regista e sceneggiatore degli ottimi "Crazy Heart" e "Out of the Furnace") ci porta nella Boston anni '70 e '80 della guerra tra le cosche mafiose italiane e la "Winter Hill Gang" irlandese. In particolare ci racconta del "Gangster più pericoloso della storia degli USA", James "Whitey" Bulger (Johnny Depp) e della sua collaborazione con l'FBI, nata grazie all'amicizia che lo lega sin dall'infanzia con John Connolly (Joel Edgerton), con lo scopo di eliminare la "concorrenza" senza sporcarsi le mani (che già lo erano fin troppo).


Scott Cooper imposta Black Mass secondo i canoni del Gangster Movie classico, alla "Goodfellas" e "Donnie Brasco", per intenderci, inserendo qua e là evidentissime citazioni di questi ed altri film che, invece di impreziosire la pellicola, la rendono vecchia, con quel sapore amarognolo di deja vù che alla lunga stanca. Il film scorre in maniera molto prevedibile, non tanto per la storia (è un biopic, tratto da "Black Mass: The True Story of an Unholy Alliance Between the FBI and the Irish Mob" di Dick Lehr e Gerard O'Neill), ma per quanto riguarda la tecnica narrativa.


I vari omicidi che si susseguono nel film dovrebbero costituire "scene ad effetto", in quanto spesso frutto di decisioni repentine ed improvvise da parte di Bulger (proprio come i numerosissimi regolamenti di conti presenti in "Goodfellas" di Scorsese), non sorprendono lo spettatore che, anzi, prevede, sbuffando, l'epilogo delle suddette scene sin dal loro inizio. Aggiungiamoci le numerose scene da dramma familiare (una in particolare ci riporta alla mente "Donnie Brasco") che appesantiscono ulteriormente la narrazione ed ecco che abbiamo un film che manca di mordente, di appeal, tendente all'anonimato e ampiamente dimenticabile sin dallo scorrere dei titoli di coda, caratterizzati dalle scontatissime foto e riprese d'epoca con i "veri" protagonisti delle vicende raccontate.


Detto questo, bisogna assolutamente salvare le prove attoriali fornite dai vari Johnny Depp, Benedict Cumberbatch (che interpreta il fratello Senatore di Jimmy Bulger) e Joel Edgerton. In particolare Johnny Depp è protagonista di una prova convincente, frutto anche della trasformazione fisica cui si è sottoposto prima di prendere parte al film e del make up (o meglio, make over) che lo rende pressocché irriconoscibile (impressionante il suo sguardo glaciale e "vitreo"grazie a lenti a contatto azzurre) e ancora più cattivo. Potremmo benissimo definirlo "Il criminale giusto nel film sbagliato". Le aspettative per "Black Mass: L'ultimo Gangster" erano altre, soprattutto dopo aver letto le critiche molto positive dopo la proiezione fuori concorso a Venezia. Peccato.
Nelle sale dall'8 ottobre.
Voto: 5/10.