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giovedì 22 settembre 2016

BEN-HUR (2016) DI TIMUR BEKMAMBETOV


Buonasera a tutti. Ieri ho avuto l'onore (o l'onere) di partecipare alla proiezione in anteprima del remake di uno dei più famosi Pepla della storia del cinema, Ben - Hur di William Wyler (che a sua volta era già un remake di un film precedente, nonché adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo scritto da Lew Wallace), premiato con 11 premi Oscar, con un cast che vedeva in Charlton Heston la sua punta di diamante e nel quale compariva pure un giovane Sergio Leone in qualità di aiuto regista nella seconda unità per quanto riguarda la ultra celeberrima corsa delle bighe nell'arena. 


Le aspettative erano già bassissime (quanti remake sono stati migliori o, quanto meno, pari ai film originali, escludendo bombe cinematografiche tipo Scarface di De Palma?), per non dire che partivo prevenutissimo, forse come non mai.  Già il fatto che la durata del film fosse stata ridotta del 50% rispetto all'originale mi aveva fatto venire qualche dubbio sulla validità dell'opera. Per non parlare del la scellerata scelta di proiettarlo in 3D, tecnologia inutile e dannosa per lo spettatore che nove volte su dieci esce dalla sala col mal di testa (direi anche basta!!!). Il cast, se si escludono Morgan Freeman e Toby Kebbell (Rocknrolla e il reboot de I Fantastici 4), è composto da perfetti sconosciuti, a partire dal regista... Ah no, scusate, Timur Bekmambetov aveva già diretto, tra gli altri, anche La leggenda del cacciatore di Vampiri... Minuto di silenzio... 


Ma torniamo a Ben-Hur. La trama è la stessa del film di Wyler, o quasi... Tipo che Giuda Ben Hur, (Jack Huston) dopo essere stato tradito dal fratello adottivo Messala (Toby Kebbell), arrestato dai romani e mandato a remare su una galea per 5 anni, durante una battaglia riesce a divincolarsi dalle catene e si affida alle acque del mare che lo portano dritto dritto nelle braccia di uno sceicco coi dreadlocks (???) impersonato da Morgan Freeman il quale lo addestra per bene e gli suggerisce di sfidare Messala nella corsa con le bighe per ottenere la sua tanto agognata vendetta. 



Non mi soffermo sulla scelta di sostituire un console romano con uno sceicco, né sulla inespressività che pare abbia contagiato tutti gli attori facenti parte del cast perché sarebbe come sparare sulla croce rossa ferma a lato strada con una gomma a terra. Vorrei solo che sappiate che con questo Ben - Hur sono riusciti a banalizzare qualsiasi elemento: sceneggiatura ridotta all'osso, regia e recitazione anonime, fotografia da film tv della peggior specie, CGI di pessima fattura (e quando scrivo pessima, intendo peggio dei primi film della The Asylum), costumi da mani nei capelli (ma dove li hanno recuperati, da H&M?) e una colonna sonora per niente coinvolgente e roboante, come si confarebbe ad un film del genere. 



Bocciato su tutta la linea, ad eccezione forse delle sequenze delle battaglie navali e dei primi piani su Ben Hur schiavo massiccio e incazzato, che per un secondo mi hanno fatto sperare ad una svolta positiva del film, e invece... NIENTE, anzi IL NULLA ASSOLUTO. 
Chi fosse in una fase masochistica della sua vita, potrà andare a vedere al cinema questo capolavoro al contrario dal 29 settembre. 
Voto: 3. 
Luca Cardarelli


Nota di colore: sarà forse che ero stanco e non avevo dormito molto la notte tra l'altro ieri e ieri, ma proprio su quella che doveva essere la scena principale di tutto il film, ovvero la corsa con le bighe, sono caduto in un sonno profondo dal quale mi sono risvegliato un attimo dopo il trionfale finale della gara. 



Chi legge le recensioni a fumetti di Leo Ortolani si ricorderà della vignetta che lo ritraeva mentre era in coma durante "Immortals" e, una volta svegliato dall'addetto delle pulizie del cinema, gli domandava "Eh, come, chi ha fatto palo?". Ecco, più o meno è andata così...


Si ringrazia Leo Ortolani per la vignetta e per l'ispirazione. 
Immagine tratta da leortola.wordpress.com


giovedì 3 marzo 2016

ATTACCO AL POTERE 2 (LONDON HAS FALLEN) DI BABAK NAJAFI


Per la serie più sono tamarri più ci piacciono, ecco che arriva, come un calcio rotante di Chuck Norris, il secondo, esplosivo capitolo del Franchise (possiamo ormai chiamarlo così) di Attacco al potere. Dopo il primo episodio ambientato a Washington, alla Casa Bianca, diretto da Antoine Fuqua, il carrozzone trasloca a Londra, questa volta diretto da Babak Najafi, nato in Iran ma che, a causa della guerra tra Iran e Iraq, dall'età di 11 anni vive in Svezia e con questo film firma il suo esordio nella cinematografia internazionale. 
In London Has Fallen l'agente della C.I.A. Mike Banning (Gerard Butler), in procinto di dimettersi per dedicarsi alla famiglia, viene incaricato dal Governo di scortare il Presidente degli Stati Uniti d'America Benjamin Asher (Aaron Eckhart) ai Funerali del Primo Ministro inglese (morto in circostanze non del tutto chiare) ai quali parteciperanno anche tutti i più importanti Capi di Stato internazionali.


Due anni prima, in un'operazione militare, l'Esercito Americano, tramite un drone comandato via satellite, bombardò la sede di un banchetto nuziale in Pakistan al quale partecipava Aamir Barkawi (Alon Moni Aboutboul), un trafficante d'armi internazionale super ricercato. Nell'esplosione morirono quasi tutti gli invitati, compresa la sposa, figlia di Barkawi. Ma il criminale riuscì a scampare alla morte e iniziaò a meditare vendetta. 
L'occasione propizia gli si presenta davanti due anni dopo, in occasione delle esequie del primo ministro inglese. 
London has fallen ha tutti, ma proprio tutti, gli ingredienti della classica fracassonata Hollywoodiana: situazioni al limite (eufemismo) della credibilità, un elevatissimo numero di esplosioni e sparatorie, rallenty epici ed epicizzanti, dialoghi costantemente sopra le righe e caratterizzati dal classico vocabolario alla Die Hard (saga che può essere benissimo considerata progenitrice di questo filone cinematografico).


Già il primo capitolo diretto da Fuqua aveva fatto di questi elementi i suoi tratti distintivi, ma questo secondo capitolo è andato ben oltre. Dalla distruzione di un singolo Monumento (la Casa Bianca), passiamo a quella di una intera città, Londra, che va letteralmente frantumi sotto i colpi dei terroristi (islamici, of course) che, dopo due anni di studio certosino, si sono infiltrati ovunque per poter rendere possibile l'impensabile. Ma di fronte avranno il granitico Banning, guerriero dalle vite infinite come in un videogioco anni '80, nonché l'immarciscibile, incorruttibile, nonché pronto a morire per la difesa della Libertà, PRESIDENTEDEGLISTATIUNITIDAMERICAAAAHHH, molto più simile ad un Supereroe che ad un uomo di Stato.


Qualche scena pecca un po' nella cura dei particolari (alcune esplosioni danno l'idea di stare assistendo ad un film Asylum per quanto la risoluzione grafica sia degna di un vecchio pc 486) ma si può tranquillamente affermare che il film, seppur con tutti i suoi limiti, sia molto godibile, dotato di un ottimo ritmo e, soprattutto, divertentissimo: uno dei momenti al top del trash vedono protagonisti il Nostro Primo Ministro, Antonio Gusto, e la sua consorte, una modella di trent'anni più giovane, mentre amabilmente chiacchierano tra le torri di Westminster in un italiano masticato e strascicato, visto che stiamo parlando di attori chiaramente non italiani che, nonostante tutto, non sono stati doppiati.


Come se non bastasse il Cattivo, invece di andare subito al sodo quando ne ha l'occasione, si perde in mille chiacchiere e ovviamente viene coglionato facendo la figura dello scemo (che, pensateci bene, se è stato capace di organizzare una così perfetta serie di attentati in una città blindata come Londra, poi tanto scemo non è), com'è d'uopo in film come questi.  E poi c'è, immancabile come il cacio sui maccheroni, la scena di esultanza della sala comandi con a capo il VICEPRESIDENTEDEGLISTATIUNITIDAMERICAAAAHHH (avete presente Armageddon? Ecco, quella). Super Trash!!!    
Sicuramente gli amanti del genere apprezzeranno questo film, il cui più grande pregio è quello di non prendersi assolutamente sul serio o, almeno, si spera sia così. 
E poi, quanti di questi film possono vantare un cast in cui svettano nomi del calibro di Morgan Freeman, Angela Basset, Gerard Butler e Aaron Eckhart? 
Al cinema dal 3 marzo.
Voto: 8/10 (se lo prendiamo per quello che è, cioè una fracassonata allucinante).
Luca Cardarelli