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giovedì 4 ottobre 2018

VENOM (2018) DI RUBEN FLEISCHER [NO SPOILER]


Bentornati nello Spider-Verse con il nuovo, attesissimo e chiacchieratissimo cine-comics stand alone di casa Sony dedicato ad uno dei più famosi antagonisti dell’Uomo Ragno: Venom.
Il film, diretto da Ruben Fleischer, già regista di Benvenuti a Zombieland del 2009 e Gangster Squad del 2013, vede al centro della scena Tom Hardy che interpreta il protagonista Eddie Brock, un reporter televisivo d’assalto al quale viene affidato un servizio sul dottor Carlton Drake (Riz Ahmed, che ricordiamo in Nightcrawler al fianco di Jake Gyllenhaal), multimiliardario impegnato con la sua Life Foundation nella ricerca finalizzata all’utilizzo di organismi alieni per allungare più del doppio l’aspettativa di vita umana, nonché alla colonizzazione di altri pianeti.


Brock scopre rovistando nelle mail della compagna avvocato Anne (Michelle Williams) che Drake nasconde brutali torture su cavie umane, utilizzate per i suoi esperimenti e decide di renderlo pubblico, non curante delle conseguenze sulla sua vita privata e, soprattutto, sulla sua salute, entrando in contatto con l’organismo alieno conservato nei laboratori della Life durante un blitz notturno, scortato dalla dottoressa Dora Skirth (Jenny Slate), collaboratrice di Drake.  


A dispetto di un budget di 100 milioni di dollari, un cast di prim’ordine, un regista non malvagio e figure tecniche degne di nota (per esempio, Matthew Libatique, che ha curato la fotografia per tutti i film di Darren Aronofsky tranne che per The Wrestler), Venom si rivela un film con parecchi problemi, primo tra tutti la sceneggiatura e, conseguentemente, la trama. Molti sviluppi narrativi sono lasciati all’immaginazione dello spettatore e i personaggi, salvo il protagonista e il villain, sono caratterizzati molto superficialmente, se non peggio. Poi è molto confusa e frettolosa la parte in cui dovrebbe essere spiegata la genesi degli elementi simbiotici che genereranno i Simbionti, ovvero le colonne portanti di tutta la storia.  La CGI, com il plot, risulta poco accattivante e degna di un film di fine anni ‘90/inizio anni 2000. Inoltre, stando all’opinione dei numerosi fan della saga fumettistica dedicata a Venom presenti alla proiezione stampa, la storia è stata parecchio stravolta, trasformando quello che era uno dei Villain più cattivi dell’Universo di Spider-Man, in un personaggio quasi positivo, quasi un eroe, piuttosto che un anti-eroe quale dovrebbe essere effettivamente.


Non si sa se sono stati attuati dei tagli alla pellicola che aveva intenzione di realizzare Ruben Fleischer (in rete gira la notizia che siano stati eliminati circa 40 minuti di scene per esigenze  di produzione), ma il risultato finale è alquanto scialbo e, salvo qualche siparietto comico con Hardy protagonista e qualche scena action ben riuscita, non è possibile giudicare in maniera positiva il film,  e quindi mi accodo alle recensioni sostanzialmente negative giunte dai critici a stelle e strisce, di cui sono solito non fidarmi per esperienza regressa in ambito cinefumettistico. Tom Hardy prova a sostenere da solo tutto il film ma, sebbene la sua performance sia relativamente buona, non è abbastanza perché salvi tutta la baracca.


Curiosità: chi ha visto il film “Life” di Daniel Espinosa potrebbe essere portato ad avvalorare la tesi secondo la quale quello sia un prequel di Venom sotto mentite spoglie.
Ovviamente non mancano né il classico cameo di Stan Lee né le scene mid e post credit (due scene in totale, la prima delle quali veramente appetitosa).  
Venom è in programmazione nei cinema italiani da giovedì 4 ottobre 2018, distribuito da Sony Pictures Entertainment Italia con rating PG-13. 
Voto: 5-
Luca Cardarelli





mercoledì 23 maggio 2018

DEADPOOL 2 (2018) DI DAVID LEITCH [NO SPOILER]


Passata la sbornia da Avengers – Infinity War, la catena di montaggio denominata Marvel, anche se stavolta la Disney rimane in disparte e lascia spazio alla Fox, assembla e offre alla pubblica piazza il sequel del cinecomics più irriverente, sboccato, violento e citazionista che si sia mai visto: Deadpool. Se il primo film, datato 2016, contrapponeva ad un risicatissimo budget un film divertentissimo e cazzaro, il secondo, grazie al successo riscosso dal suo predecessore, bilancia quasi perfettamente tutti gli elementi risultando quasi al livello dei primi capitoli della saga ultradecennale degli Avengers firmata Marvel Disney.


Stavolta vedremo Wade Wilson/Deadpool (Ryan Reynolds) impegnarsi nel formare una squadra (la X-Force) per salvare un giovanissimo mutante, Russell Collins/Firefist (Julian Dennison), dal furioso Nathan Summers/Cable (Josh Brolin), tornato indietro dal futuro per ucciderlo, ma anche dal Preside (Eddie Marsan) dell’orfanotrofio dato alle fiamme dallo stesso Russell, inferocito per i maltrattamenti  infertigli.


Con fantasmagorico ritardo (sia rispetto all’anteprima stampa, sia all’uscita nelle sale) ho potuto assistere a questo film la cui attesa, diciamoci la verità, non è che mi creasse chissà quali scompensi ormonali. Diciamo che l’aspettavo con curiosità, ma nulla più.
Il cambio di regia da Tim Miller (più un addetto agli effetti speciali che un regista) a David Leitch (John Wick e Atomica bionda) regala a Deadpool 2 una fisionomia più classica rendendolo un cinecomics più canonico, un film che, come già anticipato, mantiene la sua natura stravagante ma, allo stesso tempo, risulta meno macchinoso, più fluido, coerente e, se si eccettua un finale leggermente arzigogolato, facile da seguire, senza però cedere dal punto di vista visivo e creativo.


Tutta la pellicola è un crogiuolo di citazioni cinefile e musicali, un concentrato di violenza (mai fine a se stessa) e battute goliardiche e politicamente scorrette, e fin qui, direte voi, nulla di nuovo. La novità sta nel fatto che Deadpool 2 trova nella coralità uno dei suoi maggiori punti di forza, e i personaggi aggiunti nel racconto, sia che si parli di buoni o cattivi, sono tutti dotati di una bella caratterizzazione (in particolar modo Cable e Domino, quest’ultima interpretata da Zazie Beetz) senza dimenticare Colosso, che ricalca in tutto e per tutto la performance offerta nel capitolo precedente. Inoltre risulta molto ben costruita la linea “romantica” del racconto e viene anche molto ben giustificato il messaggio “Deadpool 2 sarà un film per famiglie” sbandierato in fase promozionale.


Le due ore di durata scorrono via che è un piacere e non bisogna assolutamente muoversi dalla poltrona prima che venga spento il proiettore perché le scene mid-credit e post-credit sono quella che si dice “la ciliegina sulla torta”. In particolare, la scena mid-credit è assolutamente funzionale alla trama del film stesso, ma la scena post-credit é quanto di più fico sia mai stato visto in fatto di scene post-credit. Non voglio dilungarmi oltre perché altrimenti scadrei nello spoiler.
In conclusione si può benissimo affermare che Deadpool 2 sia un sequel assolutamente degno, se non migliore del suo predecessore, divertente, godibile e fuori di testa come, d’altra parte, lo è il suo protagonista. Il tutto impreziosito da una colonna sonora pazzesca.
Promosso, quindi, a pieni voti.
Voto: 8,5.
Luca Cardarelli





venerdì 20 maggio 2016

X-MEN: APOCALYPSE DI BRYAN SINGER (2016) NO SPOILER


Ebbene sì, sono stato uno dei fortunati ad aver vinto due dei biglietti messi in palio da MondoFox per l'anteprima (non stampa) dell'ultimo capitolo della saga degli X-Men. In una sala gremita di Geek e Nerd di ogni età, ipercritici su tutto, persino sul colore delle uniformi dei mutanti, mi sono gustato il quarto cinecomics dell'anno. Ammetto di essere partito con aspettative non troppo alte, essendo questa una delle saghe supereroistiche alle quali sono meno affezionato, ma comunque speranzoso di vedere un film godibile.


Inanzitutto, la trama, molto brevemente: Dopo gli intricatissimi accadimenti di X-Men: Days of a future past, ambientato negli anni '70,  ci ritroviamo negli anni '80, precisamente nel 1983. Charles Xavier, il Professor X/James McAvoy con la sua scuola sta cercando di realizzare il suo sogno, ovvero quello di una convivenza pacifica tra uomini e mutanti. Erik Lehnsher/Magneto/Michael Fassbender vive in Polonia dove si divide tra fonderia e moglie e figlia, vivendo in incognito. Raven Darkholme/Mystica/Jennifer Lawrence sta a Berlino e conduce una vita molto Underground. Nel frattempo, in Egitto, En Sabah Nuhr/Apocalisse/Oscar Isaac, il primo mutante della storia, si risveglia dal sonno millenario in cui era caduto dopo il tradimento dei suoi sudditi che lo seppellirono vivo. A questo punto il potentissimo Apocalisse va in cerca di nuovi "guardaspalle" (i famosi quattro cavalieri dell'apocalisse) dato che i precedenti persero la vita nel tentativo di difenderlo prima che venisse sotterrato dalle macerie della imponente piramide circa cinquemila anni prima. Trovati i nuovi Cavalieri, ovvero Psylocke/Olivia Munn, Angelo/Ben Hardy, Tempesta/Alexandra Shipp e Magneto, al quale nel frattempo la polizia polacca ha ucciso moglie e figlia e quindi è in cerca di vendetta, Apocalisse si prefigge di distruggere e ricreare un nuovo mondo a sua immagine. E si scatena un putiferio.


Dopo aver letto le critiche americane (e anche alcune italiane), non propriamente esaltanti, avevo il timore che il nuovo capitolo degli X-Men fosse, come si dice nei salotti più raffinati, una cacata pazzesca. Ma col passare dei giorni ho pensato che non sarebbe stato possibile da parte di Bryan Singer replicare un obbrobrio alla Superman Returns. E infatti (parere personale) avevo ragione. X-Men Apocalypse è un gran film: scorre via liscio per tutte le sue quasi due ore e mezzo di durata, ha diverse scene WOW, cioè scene che inducono ad alzarsi ed applaudire (la prima ora, con l'introduzione dei personaggi, la rinascita di Apocalisse e l'arruolamento dei quattro cavalieri è praticamente perfetta sotto ogni punto di vista). Si ride in diversi frangenti, ci si commuove e si grida "NUOOOOO!!!" in altri. I metallari apprezzeranno particolarmente la scena in cui Apocalisse trasforma Angelo, con in sottofondo quel capolavoro che risponde al titolo di The Four Horsemen, pezzo pubblicato dai Metallica proprio nel lontano 1983 e inserito in uno dei migliori album Heavy Metal di sempre, ovvero Kill'em All. Da brividi. E poi non poteva mancare QuickSilver/Evan Peters che si ripete in una scena quasi identica a quella vista in Days of a future Past, ma che comunque rimane la migliore di tutto il film, nonché quella la cui realizzazione ha richiesto il maggior sforzo da parte della produzione in termini sia di tempo che di denaro. E poi con Sweet Dreams degli Eurithmics in sottofondo... Una chicca!!!



Non mancano poi le citazioni che faranno eccitare non poco gli amanti del retrogaming e delle serie Tv anni '80, e poi anche una battutona all'interno del film farà risuonare le sale delle risate del pubblico, ma non vi svelo nulla di più. E Wolverine? Solo un cameo per il nostro caro Hugh Jackman, ma di grande impatto, statene certi.


Infine devo sottolineare come sia stata ben ricreata la psicologia dei giovani Ciclope e Fenice, ancora TeenAger, ma già protagonisti in positivo grazie alla bravura dei due nuovi attori inseriti nel cast, Sophie Turner (direttamente da Game of Thrones) e Tye Sheridan.
Aggiungiamoci anche Moira McTaggert/Rose Byrne in versione Dana Scully (ho avuto delle difficoltà a credere che non ci fosse anche Gillian Anderson nel cast) che farà battere forte il cuore al bravo Professor X, ed ecco che abbiamo anche la Love Story, e, infine,tenetevi forte per l'entrata in scena iniziale di Jennifer Lawrence (very hot!!!). Quindi ce n'è per tutti e per tutti i gusti.


Peccato per la caratterizzazione parecchio imperfetta dei personaggi rispondenti al nome di Psylocke e Angelo (praticamente inutili ai fini della trama), e mettiamoci dentro anche Apocalisse (i cattivi sono il tallone d'Achille dei cinecomics a firma Marvel)  e un deciso calo qualitativo della CGI nella parte finale (avevano finito i soldi?), ma posso affermare che se questo, come molti dicono, è il peggior cinecomics dell'anno, sarà un anno davvero indimenticabile per tutti gli amanti dei supereroi e dei fumetti.


Il film è uscito questa settimana nelle sale italiane. Correte a vederlo, non dimenticandovi di rimanere seduti durante tutti i titoli di coda.
Voto: 8,5.




giovedì 28 aprile 2016

CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR DI ANTHONY E JOE RUSSO (NO SPOILER)


Il 2016 sta regalando a tutti gli amanti dei Supereroi fortissime emozioni per quanto riguarda il meraviglioso mondo dei Cinecomics: dopo l'amatissimo da queste parti ma criticatissimo quasi da qualsiasi altra parte, Batman V Superman - Dawn of Justice di casa DC/Warner, uscito a fine marzo, ho assistito, sempre in anteprima, alla tanto attesa risposta da parte dei Disney/Marvel Studios che porta in scena Steve Rogers A.K.A. Captain America insieme a tutti i Vendicatori reduci dagli avvenimenti di Age Of Ultron, più qualche piacevole New Entry (leggasi Spiderman, ma soprattutto Black Panther che... MAMMAMIA BLACKPANHTER, mi infervoro!!!). L'hype per questo nuovo lavoro della Casa delle Idee era altissimo, quasi come quello che aveva preceduto l'uscita di Batman V Superman, ma andiamo per ordine.
                                                 La trama, senza spoiler, prima di tutto:
dopo gli avvenimenti che hanno portato alla distruzione di Ultron (ma anche di Sokovia, con relative ingenti e dolorose perdite in termini di popolazione), le Nazioni Unite decidono di ratificare un documento (l'Accordo di Sokovia) secondo cui tutti i supereroi, d'ora in avanti, dovranno sottostare al volere dei paesi aderenti (117), senza alcuna autonomia decisionale. Il tutto per proteggere la popolazione mondiale dai pericoli a cui le azioni "non convenzionali" di Captain America e Compagni l'avrebbero esposta, come avevamo già potuto vedere in The Avengers (Washington, New York ecc). Subito dopo la firma di questo accordo l'intera assemblea viene funestata da un'incredibile esplosione per opera di Helmut Zemo/Daniel Bruhl, in cerca di vendetta dopo aver perso i genitori a Sokovia e essersi unito a quei cattivoni dell'Hydra. Dopo questo tremendo attentato, gli Avengers, da Iron Man a Captain America, si interrogano sul da farsi. Nascono due schieramenti: il primo, agli ordini di Tony Stark/Iron Man/Robert Downey Jr e composto da Visione/Paul Bettany, Vedova Nera/Scarlett Johansson, War Machine/Don Cheadle e le New Entry Black Panther/T'Challa/Chadwick Boseman e Spider-Man/Peter Parker/Tom Holland, deciso a rispettare i voleri delle Nazioni Unite.


Il secondo, comandato da Steve Rogers/Captain America/Chris Evans e composto da Bucky (il soldato d'inverno)/Sebastian Stan, Hawk Eye/Jeremy Renner, Scarlet Witch/Elizabeth Olsen, Falcon/Anthony Mackie e Ant-Man/Paul Rudd, deciso ad agire da fuorilegge ma sempre negli interessi del bene comune.


I due team giungeranno allo scontro dopo il fallimento del tentativo di risolvere il tutto in maniera diplomatica. Chi avrà la meglio?
                                                                 Bene, bene, bene.
Dopo questo breve sunto di quello che saranno due ore e mezza di film, arriva la parte più difficile, almeno per me. Dare un giudizio critico. Come ben saprete, recensire cinecomic non è esattamente il mio forte (non sono mai stato un avido lettore di fumetti). Diciamo che mi appassionano questi film pieni di supereroi forzuti, tecnologicamente all'avanguardia, paladini della giustizia e idoli dei bambini dai 6 ai 60 anni (ihihih). Ma il mio approccio a questo genere cinematografico è più emozionale che critico, cioè mi lascio travolgere dalle sensazioni che mi provoca la pellicola. Sbaglio? Non sbaglio? Non lo so, fatto sta che è così. Facciamo un esempio: quando andai a vedere The Avengers (il primo) uscii dal cinema esaltatissimo, convinto di aver visto uno spettacolo meraviglioso fatto di azione, humor, una colonna sonora super-rockettara, insomma una figata pazzesca. Ed è stata la stessa cosa per Batman V Superman. Un film che sarà pure pieno di difetti, ma che mi ha fatto letteralmente impazzire, tanto che sono andato a vederlo non una, non due ma ben tre volte! Ma potrei dire la stessa cosa per Captain America - Winter Soldier, che è un film veramente bello ed emozionante. Mi sono sentito in obbligo di farvi questo noiosissimo preambolo con l'unico scopo di non essere considerato un DC Addicted, o un Marvel Hater, ma solo un onesto appassionato di cinema e di cinecomics che qui, sul suo bloghettino, esprime la sua opinione senza ergersi a depositario della verità assoluta. Dunque: Captain America - Civil War mi è piaciuto?



La risposta è Sì. Ma la vera domanda è: Quanto mi è piaciuto? E qui nascono i problemi. Se scrivessi "Poco" mentirei. Se scrivessi "Tantissimo" mentirei altrettanto. Ecco, mettiamola così: ci sono cose che mi sono piaciute tantissimo, altre che mi sono piaciute pochissimo, e altre ancora che non mi sono piaciute affatto. Sostanzialmente è un film, nel suo complesso, piacevole, che scorre liscio, che risente della troppa influenza che esercita la casa madre sui registi, privandoli in questo modo di ogni loro tocco personale con lo scopo di servire al pubblico un prodotto che non dà spazio a sperimentazioni di sorta, ma che si basa su regole ben collaudate. Avete presente quando mangiate un Hamburger al Mc Donald's? Che siate ad Aosta o a Palermo, il sapore rimane sempre lo stesso. Ecco, così sono i cinecomic Marvel. Sono quello che il pubblico vuole. Il più classico dei Fan Service.
Entriamo meglio nel dettaglio: i personaggi, gli Avengers, li conosciamo ormai benissimo. Sappiamo tutto di loro. In questo film erano stati annunciati ai quattro venti due nuovi personaggi: Spiderman e Black Panther. Anche di Spiderman sappiamo vitamortemiracoli, mentre di Black Panther non sappiamo praticamente nulla. Si aveva, con questo film, la possibilità di fare luce su questo personaggio, ma ci viene spiattellato davanti così, come se fosse caduto dal cielo, già tutto bello vestito con la sua tutina nera e pronto a combattere. Sì, lo so che tra un po' (un po'... nel 2018) uscirà il film Stand-Alone su di lui, ma un minimo di presentazione non avrebbe fatto male. Poi, che le scene che lo vedono protagonista siano qualcosa di pazzesco, è un altro paio di maniche. Uno dei pochi personaggi in questo film (anzi, l'unico) ad avermi messo i brividi addosso per come è stato realizzato. Altra cosa che mi ha fatto storcere il naso: il villain. Zemo. Daniel Bruhl.


Un attorone meraviglioso. Uno che da GoodBye, Lenin! in poi non ha mai sbagliato un colpo (Inglourious Basterds e Rush, e tanti altri bellissimi film). Viene fatto apparire anche lui dal nulla, con una motivazione più che seria ma, all'atto pratico, si rivela un cattivo senz'anima che, non si sa per volere di chi all'interno della produzione, non fa nemmeno un po' di paura. Si presenta col botto, letteralmente, ma poi svanisce nel nulla, come una bolla di sapone.
E poi ci sono le classiche battutine che condiscono abbondantemente ogni film targato Marvel/Disney. Ma a tutto c'è un limite. Non dico che avrei voluto vedere un film alla Lars Von Trier, (a proposito, le didascalie a tutto schermo sembrano rubate da Nymphomaniac), ma almeno mentre si menano tra di loro, li vogliamo fare stare un po' zitti 'sti Avengers? Risultato: la scena che avevamo già intravisto nei trailer, quella del piazzale dell'aeroporto, che doveva rappresentare il momento di più alta tensione di tutto il film, si trasforma in un grande cabaret. Tra un pugno e un calcio, taaaac, battutina. Come a dire "Ehi, noi ce le stiamo dando di santa ragione, ma non preoccupatevi eh, siamo sempre amiconi!!!". E allora viene da pensare: PERCHÈ vi menate, se lo fate col sorriso tra i denti? Cos'è, uno scontro amichevole come quello di Bill con Pai-Mei? Un allenamento?
Sì, lo so che molti a questo punto si sentiranno di tirare fuori "MARTHA"...

              (Pausa di riflessione e distensione, in perfetto stile Zen, perché se no mi infervoro).

Per finire la parte "MEH", possiamo notare come un film che dovrebbe avere al centro della scena Captain America vede in realtà protagonisti gli Avengers, trasformandolo, difatti, in una sorta di terzo episodio mascherato della saga dei Vendicatori, in cui, per di più, quello che dovrebbe essere il protagonista, viene messo in ombra da altri supereroi quali Iron Man e Spider-Man. Insomma, stavolta un po' di confusione, quantomeno a livello progettuale (perché per quanto riguarda sceneggiatura e regia il film è quasi inappuntabile) è stata fatta da parte della Casa delle Idee. Inoltre ci sono personaggi come Visione, Falcon, Occhio di Falco e War Machine che sono lasciati abbastanza in disparte e caratterizzati poco e male.  Bene invece Black Widow, Bucky e (Gi)Ant-Man: quest'ultimo, soprattutto, l'ho apprezzato molto per la sua caratterizzazione.
                                   Ma veniamo alle cose che mi sono piaciute tantissimo:
BLACK PANTHER! Ragazzi, è qualcosa di assolutamente fantastico!!! Le sue movenze feline sono meravigliosamente armoniche, e il costume è incredibilmente bello!!! Non vorrei esagerare, ma secondo me è il personaggio migliore, non del film in questione (dove comunque appare in un limitatissimo numero di scene) ma di tutti i film che appartengono al Marvel Cinematic Universe. Ogni volta che veniva inquadrato dava talmente tanto un senso di potenza e grinta che portava a pensare Ora quelli del Team Cap li fa fuori tutti lui!!!. Insomma, da solo, Black Panther, vale tutto il film. A questo punto inutile sottolineare l'Hype e la curiosità per il film che lo vedrà assoluto protagonista ma che uscirà solo nel 2018, diretto da Ryan Coogler (già regista di Fruitvale Station e Creed).


Ma le note positive non finiscono qui. Tutti noi aspettavamo Civil War per vedere finalmente in azione con gli Avengers un supereroe che, a causa della sua appartenenza ad una diversa casa cinematografica (la Sony), non avevamo mai avuto l'opportunità di vedere al loro fianco: SPIDER-MAN: la Disney Marvel si è accaparrata i diritti di questo ennesimo supereroe (forse il più amato insieme a Batman e Superman) e così eccolo subito fare capolino tra i giganti Iron Man e Captain America. L'impatto che ha Tom Holland (poco più che un adolescente) su tutto il film è, alla pari di quello di Chadwick Boseman, DEVASTANTE. Si comincia con una visitina di Tony Stark nella casa del Queens che ospita la zia May/Marisa Tomei (oh yeah!!!) e il nerdissimo Peter Parker. Ed è subito esaltante constatare come Tom Holland scaraventerà nel dimenticatoio più assoluto sia Tobey Maguire che Andrew Garfield. Ma il bello viene dopo, quando Peter Parker diventa "Bimbo Ragno": già nel trailer avevamo apprezzato il nuovo costume che in realtà è un ritorno alle origini (sebbene sia realizzato interamente in CGI), ma nel film vedere in azione Spiderman è stato qualcosa di emozionante ed esaltante. La parlantina, già molto accentuata nei film di Raimi (Spider-Man 1-2-3) e Webb (The Amazing Spider-Man e The Amazing Spider-Man - Il Potere di Elektro) in Civil War è stata ingigantita esponenzialmente, così come l'agilità del personaggio che in poco più di un quarto d'ora di scene di combattimento ne combina una più di Bertoldo. Probabilmente, il miglior Spider-Man cinematografico di sempre. Unica pecca, il fatto che venga congedato quasi subito dal suo Padre putativo Iron Man, cioè alla fine della rissa in aeroporto. Ne volevamo ancora e ancora!!! Ci toccherà aspettare il 2017 per vedere ancora in azione l'Uomo Ragno nel suo film intitolato Spider-Man Homecoming.


Altro pregio di Captain America - Civil War è che la sceneggiatura, a parte qualche buchetto (vedi ingresso di Black Panther e sviluppo del personaggio di Zemo), è coerente, chiara e non troppo ingarbugliata. Le due ore e mezza di durata non si sentono affatto, anzi avremmo voluto che il film  fosse continuato ancora per un po', visto che tutto viene lasciato in sospeso rendendolo un episodio di transizione dove succede tutto e non succede nulla. Si delinea comunque una strada che avrà come traguardo Avengers - Infinity War, film che, tuttavia, rimane ancora ben nascosto nei taccuini degli sceneggiatori della Disney-Marvel.
Per concludere l'analisi del film, la scena del combattimento tra Iron-Man e Captain America (e Bucky) è veramente ben realizzata e dà quell'inedito tono drammatico (inedito, essendo un prodotto DisneyMarvel) al film che, secondo me, avrebbe potuto (e dovuto, viste le vicende narrate) essere dato all'intero film che, di sicuro, ne avrebbe giovato e non poco.  Ma, in fondo, va bene pure così.


Tirando le somme, ho trovato Captain America - Civil War un film gradevolissimo (nonostante l'impersonalità della pellicola di cui mi sono già lamentato qualche riga più su), che ho sicuramente voglia di rivedere per scovarne, se possibile, altri lati positivi e, magari, per puro spirito di pignoleria dovuta alle eccessive critiche che hanno subissato il mio amato Batman V Superman - Dawn of Justice, anche qualche altro difettuccio.
Il film uscirà nelle sale il prossimo 4 maggio e si scommette già sul record di incassi.
Voto: 8-/10
Luca Cardarelli


P.S. Rimanete ben ancorati ai seggiolini del cinema anche durante i titoli di coda. 

domenica 6 marzo 2016

DEADPOOL DI TIM MILLER


Finalmente ieri sono riuscito a vedere il tanto chiacchierato Mercenario/Supereroe Chiacchierone Deadpool. Se vi scrivessi che era da tempo che aspettavo questo momento mentirei clamorosamente, in quanto questo personaggio proveniente dal mondo dei mutanti, o X-Men che dir si voglia, non ha mai solleticato la mia curiosità, pur essendo appassionato di Cine-Comics. Perché? Forse per come è stato emarginato dalla storia degli X-Men, relegato nel primo episodio dello spin-off della saga targata Marvel-Fox dedicato a Wolverine (X-Men - Le Origini: Wolverine) ed ampiamente dimenticabile.


Ma ora, dopo che il futuro è stato riscritto per opera dello stesso Wolverine in X-Men: Giorni di un futuro passato, tutto torna in discussione e quindi è stata presa la decisione, nell'ambito di un progetto più ampio riguardante gli X-Men (e forse anche altri Eroi dell'Universo Cinematico Marvel), di dedicare un intero film a questo mercenario dotato di una lingua più lunga delle spade che si porta sempre appresso legate dietro la schiena. E quindi ecco Deadpool.


Wade Wilson (Ryan Reynolds) è un ex militare delle Forze Speciali congedato con disonore che ora sbarca il lunario facendo il mercenario. Vive dividendosi tra il suo lavoro e la bellissima e innamoratissima fidanzata, l'ex prostituta Vanessa (Morena Baccarin). I due sono sul punto di sposarsi. Ma un giorno viene diagnosticato a Wade un cancro letale ed incurabile. Il mondo gli crolla letteralmente addosso. Pochi giorni dopo la diagnosi, viene avvicinato da un emissario, sotto le mentite spoglie di un filantropo, di Francis Freeman, o Ajax (Ed Skrein), un fantomatico dottore di origini inglesi in grado di salvargli miracolosamente la vita. Dopo un tentennamento iniziale, Wade decide di abbandonare Vanessa e recarsi da Freeman. In realtà questo dottore porta avanti un laboratorio in cui crea mutanti e progetta di formare un esercito per cancellare l'Umanità e dominare il mondo. Le cure su Wade si rivelano benefiche per il cancro, che sparisce, ma lo trasformano in un mostro dal corpo tanto invulnerabile quanto inguardabile, al punto di dover ricorrere ad una tuta integrale di Spandex per nasconderlo. Dopo essere riuscito a scappare da quel laboratorio, Wade giura vendetta ad Ajax e corre a cercare di riallacciare i rapporti con Vanessa.  Da qui ha inizio l'avventura di Deadpool.


Inizio subito col dire che questo Cine-comic è per me uno dei migliori, se non il migliore dell'anno, almeno per quanto riguarda la Marvel/Fox. Il suo più grande pregio è quello di avere una struttura narrativa accattivante basata su continui Flashback e Flashforward che rendono, al contrario di quanto accadde in X-Men Giorni di un futuro passato, molto scorrevole e comprensibile il racconto. Molto ben curata, inoltre, risulta la sceneggiatura che non offre alcun buco di sorta (e si sa che con questi film i buchi di sceneggiatura - quanto odio questa definizione!!! - sono all'ordine del giorno). E anche gli effetti visivi e la fotografia, per quanto il budget disponibile per la realizzazione di questo film fosse alquanto limitato, sono molto apprezzabili insieme ad una bellissima colonna sonora marcatamente anni '80 e '90.


Unica pecca, forse, Colosso, che risulta molto grossolano in quanto realizzato interamente in CGI, tanto da farlo sembrare un corpo estraneo rispetto ai restanti personaggi che animano il film. Ma il punto di forza di Deadpool è proprio Deadpool, personaggio irriverente e badass che ha come segno distintivo quello di rompere la cosiddetta quarta parete, scritto alla perfezione ed interpretato ancora meglio da Ryan Reynolds che, del resto, già lo aveva interpretato, seppur alla stessa stregua di un attore del cinema muto, in X-Men - Le Origini: Wolverine. Non mi soffermo sul linguaggio utilizzato perché è già stato detto tutto ed il contrario di tutto su questo argomento. Sicuramente è un ingrediente che rende ancora più golosa questa torta esplosiva, ma so già che la traduzione ed il doppiaggio avranno depauperato le battute delle loro originali forza e irriverenza (quindi al più presto sarà necessaria una visione del film in V.O.).
In conclusione si può ampiamente promuovere questo film che, nonostante la povertà delle risorse messe a disposizione dalla produzione, ha tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio cult del suo genere.
Voto: 8/10
Luca Cardarelli