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giovedì 20 dicembre 2018

BUMBLEBEE (2018) DI TRAVIS KNIGHT [NO SPOILER]


Dopo il disastroso ultimo capitolo della saga Transformers (L’ultimo Cavaliere) diretto da Michael Bay, era necessaria un’inversione di rotta per tutto il franchise targato Paramount-Hasbro che, altrimenti, sarebbe andato completamente distrutto. A sistemare le cose, o per lo meno a provarci, è stato chiamato, da Bay stesso, un regista relativamente giovane con un recente passato da animatore (nel senso cinematografico, non vacanziero), Travis Knight, erede dell’Impero Nike (è infatti il figlio di Phil Knight, Fondatore e Presidente dell’azienda regina del mercato dell’abbigliamento sportivo) nonché presidente e Amministratore delegato della Laika Entertainment, società per la quale ha diretto il suo unico film prima di Bumblebee, Kubo e la spada magica. Bay si è dunque defilato preferendo ricoprire la figura del produttore insieme al suo amico fraterno Steven Spielberg.
Premettiamo subito che Bumblebee cancella quasi totalmente l’ultimo episodio di Tranformers, in quanto vi sono dei dettagli che stridono con la storyline  imbastita da Bay sulla presenza dei Cybertroniani sulla Terra sin dalla preistoria e molte altre chicche.


Secondo il prologo del film, infatti, Cybertron è sull’orlo del collasso causato da una guerra pesantissima tra Autobot (i Transformers buoni) e Decepticon (i Transformers malvagi). Optimus Prime, il capo degli Autobot, decide che, per preservare la propria gente, è meglio trovare un altro pianeta da abitare e nello stesso tempo da proteggere dalla minaccia portata dai Decepticon. Il primo Autobot ad essere spedito sulla Terra è Bumblebee. Subito dopo essere precipitato sul nostro pianeta, esso si scontra con una truppa armata dell’esercito americano capitanata dall’Agente Burns (John Cena) e, per sfuggirvi, si mimetizza sotto forma di Maggiolino Volkswagen in uno sfasciacarrozze di San Francisco. Qui, Charlie Watson (Hailee Steinfeld), una ragazzina di 18 anni appena compiuti, lavora per racimolare quel tanto che le permetterebbe di comprarsi un’automobile. Un giorno però Charlie riesce a strappare dalle grinfie di un antipaticissimo capo officina il maggiolone giallo e portarselo a casa. Nel frattempo i militari, paventando una minaccia sovietica, vengono a patti con i Decepticons che hanno localizzato Bumblebee e lo stanno cercando per porre fine alla sua vita. Ovviamente il Governo USA non sa in quale guaio sia appena andato a cacciarsi.


In questa cornice, il film di Travis Knight si dipana molto agilmente tra scene action girate finalmente con una logica, piccole e non fastidiose situazioni comiche e un sottofondo piacevolissimo che la colonna sonora meravigliosamente anni ’80 ci regala. Travis Knight ci porta un film piacevolissimo da guardare, sia per i più attempati che per i ragazzini che, specifichiamolo, rappresentano il vero target della pellicola. La trama non risulta ingarbugliata come nei precedenti capitoli, anzi, risulta fin troppo lineare, ma mai rinunciataria o banale.


Semplicemente si tratta di un film di puro intrattenimento e chi lo vedrà, nella maggior parte dei casi, sono sicuro che rimarrà molto soddisfatto, anche in base alle aspettative molto basse con le quali molti si approcceranno alla sua visione. Se al tutto aggiungiamo delle bellissime citazioni sia musicali che per immagini di film cult anni ’80 che lascio a voi il piacere di scoprire quali siano, non possiamo che rimanere piacevolmente impressionati dal lavoro svolto dal regista e dal suo cast tecnico, nel quale spicca il nome di Dario Marinelli, autore delle musiche originali del film e vincitore di Golden Globe e premio Oscar per la colonna sonora del Film “Espiazione” nel 2008.


In conclusione, il film è ampiamente promosso, non solo se confrontato con i precedenti capitoli della saga di cui fa parte, ma anche in quanto film a se stante che, speriamo, abbia dei dignitosi sequel che proseguano sulla sua stessa strada.
E se vi steste chiedendo come diavolo faccia un Maggiolone Volkswagen a diventare una Chevrolet Camaro, siate fiduciosi: avrete la risposta guardando il film.
Bumblebee uscirà in Italia, distribuito da Twentieth Century Fox (che si ringrazia per le immagini fornite) il giorno 20 dicembre. Non perdetevelo!
Voto 8.
Luca Cardarelli







mercoledì 23 maggio 2018

DEADPOOL 2 (2018) DI DAVID LEITCH [NO SPOILER]


Passata la sbornia da Avengers – Infinity War, la catena di montaggio denominata Marvel, anche se stavolta la Disney rimane in disparte e lascia spazio alla Fox, assembla e offre alla pubblica piazza il sequel del cinecomics più irriverente, sboccato, violento e citazionista che si sia mai visto: Deadpool. Se il primo film, datato 2016, contrapponeva ad un risicatissimo budget un film divertentissimo e cazzaro, il secondo, grazie al successo riscosso dal suo predecessore, bilancia quasi perfettamente tutti gli elementi risultando quasi al livello dei primi capitoli della saga ultradecennale degli Avengers firmata Marvel Disney.


Stavolta vedremo Wade Wilson/Deadpool (Ryan Reynolds) impegnarsi nel formare una squadra (la X-Force) per salvare un giovanissimo mutante, Russell Collins/Firefist (Julian Dennison), dal furioso Nathan Summers/Cable (Josh Brolin), tornato indietro dal futuro per ucciderlo, ma anche dal Preside (Eddie Marsan) dell’orfanotrofio dato alle fiamme dallo stesso Russell, inferocito per i maltrattamenti  infertigli.


Con fantasmagorico ritardo (sia rispetto all’anteprima stampa, sia all’uscita nelle sale) ho potuto assistere a questo film la cui attesa, diciamoci la verità, non è che mi creasse chissà quali scompensi ormonali. Diciamo che l’aspettavo con curiosità, ma nulla più.
Il cambio di regia da Tim Miller (più un addetto agli effetti speciali che un regista) a David Leitch (John Wick e Atomica bionda) regala a Deadpool 2 una fisionomia più classica rendendolo un cinecomics più canonico, un film che, come già anticipato, mantiene la sua natura stravagante ma, allo stesso tempo, risulta meno macchinoso, più fluido, coerente e, se si eccettua un finale leggermente arzigogolato, facile da seguire, senza però cedere dal punto di vista visivo e creativo.


Tutta la pellicola è un crogiuolo di citazioni cinefile e musicali, un concentrato di violenza (mai fine a se stessa) e battute goliardiche e politicamente scorrette, e fin qui, direte voi, nulla di nuovo. La novità sta nel fatto che Deadpool 2 trova nella coralità uno dei suoi maggiori punti di forza, e i personaggi aggiunti nel racconto, sia che si parli di buoni o cattivi, sono tutti dotati di una bella caratterizzazione (in particolar modo Cable e Domino, quest’ultima interpretata da Zazie Beetz) senza dimenticare Colosso, che ricalca in tutto e per tutto la performance offerta nel capitolo precedente. Inoltre risulta molto ben costruita la linea “romantica” del racconto e viene anche molto ben giustificato il messaggio “Deadpool 2 sarà un film per famiglie” sbandierato in fase promozionale.


Le due ore di durata scorrono via che è un piacere e non bisogna assolutamente muoversi dalla poltrona prima che venga spento il proiettore perché le scene mid-credit e post-credit sono quella che si dice “la ciliegina sulla torta”. In particolare, la scena mid-credit è assolutamente funzionale alla trama del film stesso, ma la scena post-credit é quanto di più fico sia mai stato visto in fatto di scene post-credit. Non voglio dilungarmi oltre perché altrimenti scadrei nello spoiler.
In conclusione si può benissimo affermare che Deadpool 2 sia un sequel assolutamente degno, se non migliore del suo predecessore, divertente, godibile e fuori di testa come, d’altra parte, lo è il suo protagonista. Il tutto impreziosito da una colonna sonora pazzesca.
Promosso, quindi, a pieni voti.
Voto: 8,5.
Luca Cardarelli





domenica 6 marzo 2016

DEADPOOL DI TIM MILLER


Finalmente ieri sono riuscito a vedere il tanto chiacchierato Mercenario/Supereroe Chiacchierone Deadpool. Se vi scrivessi che era da tempo che aspettavo questo momento mentirei clamorosamente, in quanto questo personaggio proveniente dal mondo dei mutanti, o X-Men che dir si voglia, non ha mai solleticato la mia curiosità, pur essendo appassionato di Cine-Comics. Perché? Forse per come è stato emarginato dalla storia degli X-Men, relegato nel primo episodio dello spin-off della saga targata Marvel-Fox dedicato a Wolverine (X-Men - Le Origini: Wolverine) ed ampiamente dimenticabile.


Ma ora, dopo che il futuro è stato riscritto per opera dello stesso Wolverine in X-Men: Giorni di un futuro passato, tutto torna in discussione e quindi è stata presa la decisione, nell'ambito di un progetto più ampio riguardante gli X-Men (e forse anche altri Eroi dell'Universo Cinematico Marvel), di dedicare un intero film a questo mercenario dotato di una lingua più lunga delle spade che si porta sempre appresso legate dietro la schiena. E quindi ecco Deadpool.


Wade Wilson (Ryan Reynolds) è un ex militare delle Forze Speciali congedato con disonore che ora sbarca il lunario facendo il mercenario. Vive dividendosi tra il suo lavoro e la bellissima e innamoratissima fidanzata, l'ex prostituta Vanessa (Morena Baccarin). I due sono sul punto di sposarsi. Ma un giorno viene diagnosticato a Wade un cancro letale ed incurabile. Il mondo gli crolla letteralmente addosso. Pochi giorni dopo la diagnosi, viene avvicinato da un emissario, sotto le mentite spoglie di un filantropo, di Francis Freeman, o Ajax (Ed Skrein), un fantomatico dottore di origini inglesi in grado di salvargli miracolosamente la vita. Dopo un tentennamento iniziale, Wade decide di abbandonare Vanessa e recarsi da Freeman. In realtà questo dottore porta avanti un laboratorio in cui crea mutanti e progetta di formare un esercito per cancellare l'Umanità e dominare il mondo. Le cure su Wade si rivelano benefiche per il cancro, che sparisce, ma lo trasformano in un mostro dal corpo tanto invulnerabile quanto inguardabile, al punto di dover ricorrere ad una tuta integrale di Spandex per nasconderlo. Dopo essere riuscito a scappare da quel laboratorio, Wade giura vendetta ad Ajax e corre a cercare di riallacciare i rapporti con Vanessa.  Da qui ha inizio l'avventura di Deadpool.


Inizio subito col dire che questo Cine-comic è per me uno dei migliori, se non il migliore dell'anno, almeno per quanto riguarda la Marvel/Fox. Il suo più grande pregio è quello di avere una struttura narrativa accattivante basata su continui Flashback e Flashforward che rendono, al contrario di quanto accadde in X-Men Giorni di un futuro passato, molto scorrevole e comprensibile il racconto. Molto ben curata, inoltre, risulta la sceneggiatura che non offre alcun buco di sorta (e si sa che con questi film i buchi di sceneggiatura - quanto odio questa definizione!!! - sono all'ordine del giorno). E anche gli effetti visivi e la fotografia, per quanto il budget disponibile per la realizzazione di questo film fosse alquanto limitato, sono molto apprezzabili insieme ad una bellissima colonna sonora marcatamente anni '80 e '90.


Unica pecca, forse, Colosso, che risulta molto grossolano in quanto realizzato interamente in CGI, tanto da farlo sembrare un corpo estraneo rispetto ai restanti personaggi che animano il film. Ma il punto di forza di Deadpool è proprio Deadpool, personaggio irriverente e badass che ha come segno distintivo quello di rompere la cosiddetta quarta parete, scritto alla perfezione ed interpretato ancora meglio da Ryan Reynolds che, del resto, già lo aveva interpretato, seppur alla stessa stregua di un attore del cinema muto, in X-Men - Le Origini: Wolverine. Non mi soffermo sul linguaggio utilizzato perché è già stato detto tutto ed il contrario di tutto su questo argomento. Sicuramente è un ingrediente che rende ancora più golosa questa torta esplosiva, ma so già che la traduzione ed il doppiaggio avranno depauperato le battute delle loro originali forza e irriverenza (quindi al più presto sarà necessaria una visione del film in V.O.).
In conclusione si può ampiamente promuovere questo film che, nonostante la povertà delle risorse messe a disposizione dalla produzione, ha tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio cult del suo genere.
Voto: 8/10
Luca Cardarelli