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martedì 4 luglio 2017

ANTEPRIMA SPIDER-MAN: HOMECOMING (2017) DI JON WATTS [NO SPOILER]



Se c'è un supereroe che unisce da sempre il pubblico di tutte le età, questo è sicuramente l'Uomo Ragno che, in quanto ad iconicità, probabilmente, è secondo solo ai "rivali" di casa Warner DC Batman e Superman. In 'occasione dell'ennesimo reboot del Franchise tratto dai fumetti firmati da Stan Lee e Steve Ditko, dopo i tre Spider-Man della coppia Sam Raimi/Tobey Maguire e i due Amazing del duo Marc Webb e Andrew Garfield, la Sony, per la prima volta in collaborazione con i Disney Marvel Studios, ha affidato il progetto al regista semi esordiente Jon Watts, il quale dirige l'imberbe Tom Holland nei panni dell'ultra adolescente Peter Parker/Spider-man, già visto in azione per pochi minuti in Captain America: Civil War. 


Spider-Man: Homecoming descrive come il giovanissimo Peter Parker (Tom Holland) inizi a familiarizzare con i propri poteri sotto l'ala protettiva di Tony Stark (Robert Downey Junior) che lo ha introdotto nell'ambiente degli Avengers, si propone come suo padre putativo e gli fornisce tutta la tecnologia necessaria per poter entrare a far parte a pieno titolo della Squadra dei Vendicatori. Il ragazzo proverà dapprima a servire e proteggere la gente del suo quartiere (Queens), ma ben presto si troverà a fare i conti con il malvagio Avvoltoio (Michael Keaton), deciso a sfidare gli Avengers e i poteri forti sfruttando le tecnologie ricavate dalle armi semidistrutte dopo la Battaglia di New York che vide protagonisti gli stessi Avengers e i Chitauri al servizio dell'inviperito Loki. 


La pellicola si apre, molto simpaticamente, con le immagini catturate dallo smartphone di Peter Parker durante l'epico scontro tra Avengers al centro delle vicende narrate in Civil War, e subito si capisce che quello che stiamo per vedere sarà un film che punterà (quasi) tutto sulla spensieratezza e l'irrequietezza tipica di un quattordicenne medio, entusiasta per l'occasione affidatagli da Tony Stark di diventare un nuovo Avenger, ma con in testa sempre il solito adagio secondo cui "da grandi poteri derivano grandi responsabilità". 


Tanta curiosità aveva destato, inoltre, la scelta del Villain, caduta su un grandissimo ex Batman come Michael Keaton nei panni di Adrian Toomes/Avvoltoio che, ironia della sorte, ricorda tantissimo quel Birdman che lo aveva rilanciato nel grande cinema tre anni or sono. Ebbene, finalmente abbiamo un Villain che rispetta in tutto e per tutto i canoni del "cattivo" cinematografico: motivazioni valide, interpretazione mai sopra le righe, o comunque non a tal punto da diventare ridicolo (qualcuno ha detto "Mandarino"?) e personaggio che mette veramente in difficoltà il supereroe, sia fisicamente che psicologicamente. 


Molto simpatiche si rivelano le gag (ben dosate e ampiamente giustificabili, avendo a che fare con dei protagonisti giovanissimi) tra Peter e il suo miglior amico Ned (Jacob Batalon), il suo rivale in amore Flash Thompson (Tony Revolori) e la ragazzina per la quale ha una cotta mostruosa, Liz (Laura Harrier). Passando in rassegna tutti i personaggi si può ben notare come la produzione abbia avuto a cuore la multietnicità cast come impone, d'altra parte, l'attualità dei tempi, soprattutto tenendo conto che le vicende sono ambientate nella città forse più multietnica al mondo, ovvero New York. 
Infine una nota di merito va assegnata anche anche alla colonna sonora che vede un bel mix tra temi composti da Michael Giacchino e brani rock firmati da gruppi storici quali i Rolling Stones e Ramones, rendendo ancora più accattivante il prodotto finale. 


Nel film, inoltre, sono presenti personaggi di contorno conosciuti per la loro partecipazione a serie TV come Better Call Saul, Silicon Valley e a film come The Wolf of Wall Street e The Grand Budapest Hotel. Sarà divertente per i più accaniti TV series addicted riconoscerli. Immancabile, infine, il cameo di Stan Lee. Forse ci si aspettava un maggior numero di scene con la zia May (Marisa Tomei), ma trattasi solo di un piccolissimo e irrilevante neo.  
Abbiamo dunque a che fare con un Teen movie che presenta delle ampie e gustosissime parentesi degne di un classico Action Movie supereroistico (scene confezionate al limite della perfezione), innovativo il giusto ma sempre con lo sguardo rivolto ai precedenti episodi (soprattutto quelli diretti da Raimi). Se andrete a vedere Spider-Man: Homecoming al cinema, non alzatevi dalla poltrona se non dopo lo spegnimento del proiettore, in quanto sono presenti due scene post credit, una dopo i titoli animati, l'altra dopo quelli a sfondo nero. Buon divertimento!
Il film sarà nelle sale italiane da giovedì 6 luglio.
Voto: 8,5.
Luca Cardarelli


venerdì 22 gennaio 2016

IL CASO SPOTLIGHT (SPOTLIGHT) DI THOMAS MCCARTHY



Altro film candidato a diversi Oscar, tra i quali Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura originale è questo Spotlight diretto da Thomas McCarthy, che figura anche come co-sceneggiatore insieme a Josh Singer, autore della sceneggiatura de Il quinto potere per la direzione di Bill Condon.
Spotlight ci illustra come l'omonima task force composta da alcuni giornalisti del Boston Globe scoprì e svelò al mondo una fitta rete di preti pedofili (circa una settantina solo nell'arcidiocesi di Boston) le cui molestie sui minori vennero abilmente coperte per quasi 30 anni dall'Arcivescovo Bernard Francis Law, il quale fece in modo che i documenti legati alle varie denunce delle vittime venissero secretati e resi inaccessibili ai media. Lo scandalo che ne scaturì si allargò poi a macchia d'olio e coinvolse le autorità ecclesiastiche di tutto il mondo. 


Spotlight è un bel film di denuncia, ben scritto, diretto e interpretato (nel cast figurano, tra gli altri, i candidati all'Oscar per Miglior attore non protagonista Mark Ruffalo e Miglior attrice non protagonista Rachel McAdams), anche con un buon ritmo, se vogliamo. Le aspettative, date dalle candidature e dall'insistenza della critica nell'elogiare questo film, però non sono state rispettate. Pensavamo di trovarci di fronte ad un nuovo capolavoro ai livelli di Tutti gli uomini del Presidente, e invece tutto quello che abbiamo potuto notare è che Spotlight si limita a fare il suo compitino, senza nemmeno, per altro, scavare a fondo nei vari personaggi che ne animano le scene e illustrandoci  la fine della vicenda tramite gli odiosi spiegoni scritti, per altro, in caratteri ultraminuscoli prima dei titoli di coda.  Nessuna tensione, nessun colpo di scena, nessuna sorpresa, dunque, se non quella di leggere nella locandina l'elenco delle candidature ai prossimi Oscar.


E pare che sia pure tra i favoriti per la vittoria (da quello che si sente dire in giro). Sarà che dopo la visione di The Revenant il mondo ed il Cinema non ci sono sembrati più gli stessi, ma facciamo veramente fatica a spiegarci come questo film possa anche solo affiancare quello di Alejandro Gonzalez Iñarritu in una lista di film candidati a qualche premio. Misteri della cinematografia e dello Showbiz.
Sicuramente da vedere, perché comunque non si tratta di un film malvagio, ma ampiamente sopravvalutato e dimenticabilissimo.
Nelle sale dal 18 febbraio 2016.
Voto: 6/10
Luca Cardarelli